industria

Pirelli, fronte italiano più forte: Tronchetti si blinda al 4,8%

di Marigia Mangano


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Imagoeconomica

3' di lettura

L’impegno sarebbe stato formalizzato pochi giorni fa. Marco Tronchetti Provera, patron di Pirelli, ha fatto sapere al gruppo cinese ChemChina che il possesso azionario nel gruppo della Bicocca è confermato anche per il prossimo anno e va ben oltre le previsioni dei patti: la finanziaria Mtp, che fa capo allo stesso Tronchetti Provera, manterrà in Pirelli una partecipazione diretta o indiretta del 4,8%, oltre la soglia limite del 2% fissata nell’accordo parasociale. Parte da qui, da questo passaggio formale, previsto nelle intese siglate con il gruppo ChemChina in occasione della quotazione di Pirelli, la fase più delicata dell’alleanza italo cinese. Una alleanza che si misurerà su più fronti, dall’avvio del capitolo della successione alla guida del gruppo degli pneumatici, che sarà predisposta dallo stesso Marco Tronchetti Provera nei prossimi mesi, alla scadenza degli stessi accordi, fino alla riorganizzazione delle attività industrial.

Mtp al 4,8% della Bicocca

A poco più di un anno dall’Ipo e ormai scaduti gli accordi di lock up, l’ultima scadenza in agenda è quella del 31 dicembre. Entro lunedì prossimo Marco Tronchetti Provera, secondo gli accordi, deve comunicare di voler mantenere un impegno azionario nella Bicocca che, in base ai patti parasociali deve essere di almeno il 2% del capitale, pena la decadenza degli stessi.

Il patto, al capitolo 5.3, “risoluzione automatica”, è chiaro su questo punto: «Tutti i diritti e le prerogative attribuiti a Mtp in relazione alla governance di Pirelli presuppongono il mantenimento da parte del dott. Marco Tronchetti Provera o dei suoi eredi di una partecipazione, diretta o indiretta in Pirelli, non inferiore (i) al 4% del capitale sociale di Pirelli, per tutto il periodo di lock-up sopra descritto e, successivamente, (ii) al 2% del capitale sociale di Pirelli». Secondo indiscrezioni, il patron di Pirelli, socio al 4,8%, avrebbe già comunicato che manterrà inalterata la partecipazione, confermando dunque l’impegno in prima linea nel capitale del gruppo degli pneumatici. Tanto più che, ormai da qualche mese, sono in atto importanti aggiustamenti in Camfin volti a rafforzare il fronte italiano.

La tenuta degli accordi

La quota di Tronchetti in Pirelli è detenuta attraverso Camfin, a cui fa capo il 10,05% della Bicocca. Oggi Camfin vede Mtp detenere il 47,73% del capitale e circa il 77,8% del capitale votante, che assicura a Tronchetti il pieno controllo della società affiancato da Unicredit con il 13,636%, Fidim con il 21,039%, Massimo Moratti con il 2,71% e Alberto Pirelli con il 5,234%. Dalla società, come previsto, si è intanto formalizzata l’uscita del gruppo Acutis è quella di Manzoni Srl. Secondo quanto già anticipato da Il Sole 24 Ore, il gruppo Intesa potrebbe tuttavia rientrare nel capitale Camfin attraverso Banca Imi. Un ingresso che, se confermato, arricchirebbe il parterre dei soci di un azionista solido insieme a UniCredit, capace di dare maggiore forza contrattuale a Tronchetti Provera nell’ambito della dialettica con i cinesi. Tanto più che il prossimo anno sarà decisivo per capire se e in che tempi Tronchetti Proverà farà un passo indietro nella gestione del gruppo.

La successione

Con l’approvazione del bilancio 2019 da parte dell’assemblea di Pirelli, scadranno infatti i patti parasociali siglati all’epoca dell’ingresso dei soci cinesi. Se l’italianità di Pirelli non appare in discussione (le clausole che la tutelano sono infatti inserite anche nello statuto e non solo nei patti in scadenza), resta invece da capire in che termini l’azionariato sarà ridisegnato e che ruolo giocherà Tronchetti Provera in Pirelli sia come socio sia come manager.

Sulla carta, infatti, già nei prossimi mesi dovrà essere avviata la macchina per individuare chi, dopo l’attuale Ceo di Pirelli, prenderà le redini del gruppo. Un passaggio di consegne già scritto negli accordi con ChemChina e che sarà predisposto dallo stesso Tronchetti Provera. A novembre 2019, l’attuale numero uno della Bicocca dovrà comunicare il proprio successore al comitato nomine. Lo farà con il supporto di una società specializzata, scegliendo all’interno del gruppo Pirelli, tra la squadra di manager che già oggi lo affiancano nella gestione operativa della società. Questo, ovviamente, salvo improvvise modifiche degli accordi con ChemChina.

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