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Pirelli prende il largo, per analisti trimestre sopra stime supporta rialzo guidance

I ricavi sono cresciuti più delle aspettative, grazie a un price/mix estremamente solido (+20,4%, un livello record in linea con quello del primo trimestre e pari a quello del secondo trimestre)

di Stefania Arcudi

(AFP)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - All'indomani di una semestrale positiva, «con un secondo trimestre migliore delle previsioni a tutti i livelli, cosa che supporta la revisione al rialzo delle guidance 2022», come sottolineano gli analisti di Equita, Pirelli & C ha ingranato la marcia più alta e corre a Piazza Affari, dove segna un aumento arrivato anche a circa cinque punti, contro un FTSE MIB poco mosso. Nei primi sei mesi del 2022, Pirelli ha raggiunto un utile netto di 233 milioni di euro, in crescita del 77,1% dai 131,6 milioni del primo semestre 2021, grazie a un ulteriore miglioramento della performance operativa. I ricavi sono saliti del 24,6% a 3,197 miliardi rispetto al primo semestre 2021 (+19,4% la variazione organica escludendo l’effetto cambi pari a +5,2%). I ricavi High Value sono pari al 72% del totale. Per quanto riguarda il secondo trimestre, l'utile netto è stato pari a 123,2 milioni, in crescita del 37,8%, mentre i ricavi sono stati pari a 1.675 miliardi, con una crescita del 26,9% (+19,8% la variazione organica escludendo l’effetto cambi pari a +7,1%).

«I ricavi sono cresciuti più delle aspettative, grazie a un price/mix estremamente solido (+20,4%, un livello record in linea con quello del primo trimestre e pari a quello del secondo trimestre)», hanno sottolineato gli esperti di Banca Akros, che hanno «rivisto leggermente le stime per tenere conto dell'aumento delle guidance 2022 e lasciato invariato l'obiettivo di prezzo a 6 euro per azione». Secondo Equita, ci sono state «sorprese positive dalla conferma di volumi in lieve crescita grazie all'high value, al rialzo del price/mix maggiore del 3%, che riteniamo superabile sapendo che a giugno è scattato un nuovo rialzo dei prezzi fino a 7% nell'Unione europea e 10% in Nord America. Alziamo le stime per il 2022 all'estremo inferiore delle guidance mentre confermiamo gli anni successivi e il target». Guardando avanti, inoltre, la società non vede segnali di rallentamento della domanda: «È presto per parlare del 2023, ci sono tante variabili. Ma vista la visibilità che abbiamo ora, siamo fiduciosi nel dire che fino a ora non ci sono segni di indebolimento della domanda», ha detto Marco Tronchetti Provera, ceo e vice presidente esecutivo.

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