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Pirelli presenta il piano al 2022: attesi ricavi a 5,8 miliardi

Il gruppo chiude il 2019 con un fatturato in crescita del 2,5% a 5.323 milioni di euro. Dal coronavirus impatto di 30 milioni sull’Ebit

di Marigia Mangano

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Il gruppo chiude il 2019 con un fatturato in crescita del 2,5% a 5.323 milioni di euro. Dal coronavirus impatto di 30 milioni sull’Ebit


4' di lettura

«Il nostro piano industriale è basato su una interpretazione assai realistica della difficile situazione attuale». Marco Tronchetti Provera, numero uno di Pirelli, fa una premessa chiara prima di alzare il velo sul nuovo piano industriale al 2022.

Un piano che, data l'esposizione di Pirelli in Cina, non può prescindere dalla constatazione che il Coronavirus ha già avuto nel trimestre un impatto nell'ordine di 30 milioni a livello di Ebit con due stabilimenti su tre fermi tra quelli che la Bicocca conta in Cina. E che, almeno sulla carta, si presenta come un percorso stand alone che non preclude però al gruppo di valutare, quando si presenteranno, combinazioni in grado di creare valore: «Non c'è nessun piano per una combinazione di Pirelli con un nuovo gruppo, ma la nostra azienda è aperta a combinazioni che possano creare valore» ha dichiarato Marco Tronchetti Provera.

I target del piano
Pirelli conferma nel piano triennale la centralità dei prodotti high Value (pneumatici di almeno 18 pollici) nel quale ci si aspetta una crescita media annua dei volumi di circa il 9% a fronte del 6% stimato di crescita generale del mercato e disegna un percorso che a regime consentirà al gruppo di arrivare a 5,8 miliardi di euro di ricavi nel 2022, con una crescita media annua del 3%, e un margine ebit rettificato in crescita al 18%-19% dei ricavi (dal 17,2% di fine 2019).

I target del nuovo piano industriale sotto il profilo finanziario puntano a portare la posizione finanziaria netta a circa 3,3 miliardi a fine 2020 e a 2,5 miliardi circa a fine 2022 (dai 3,5 miliardi di fine 2019) e prevedono una generazione di cassa per circa 1,5 miliardi nel triennio. Confermata la politica dei dividendi con un pay out pari al 40% dell'utile netto consolidato, in linea con la politica adottata dopo la quotazione in Borsa.

Nell'arco di piano, infine, gli investimenti sono previsti a 900 milioni.
Il percorso al 2022, ha spiegato Tronchetti Provera, si snoda attraverso tre direttive chiave: competitività costi, sviluppo commerciale e innovazione tecnologica. In particolare sul fronte costi il piano industriale prevede una riduzione dei costi per 510 milioni nel triennio al 2022, pari a circa l'11,5% del totale della base costi, con un impatto al netto dell'inflazione pari a circa 290 milioni, circa il 6,5% del totale base costi.

A una prima fase - prevista nel 2020 per un importo complessivo pari a circa 180 milioni lordi (110 milioni netti) – seguirà una seconda fase nel 2021-2022 per 330 milioni di euro lordi (circa 180 milioni di euro netti). Le azioni previste puntano a 160 milioni di risparmi sul prodotto, 160 milioni sulle attività produttive (riorganizzazione in Brasile e conversione al Velo di Bollate in Italia), 110 milioni dal riassetto delle spese generali, amministrative e di marketing e 90 milioni dalla reingegnerizzazione dei processi anche grazie alla trasformazione digitale.

Infine sul fronte 'green' Pirelli prevede un utilizzo crescente di materiali derivanti da fonti rinnovabili e riciclati, con l'obiettivo al 2025 di utilizzare per oltre il 40% materiali rinnovabili (oltre il 60% l'obiettivo al 2030) nelle nuove linee di prodotto. Il Piano 2020-2022prevede, inoltre, un continuo investimento sulla mobilità sostenibile, in particolare sugli pneumatici destinati ai veicoli elettrici e in cui oggi Pirelli vanta 74 omologazioni ed è al lavoro su 286 progetti.

Gli effetti del Coronavirus
Gli obiettivi e i target delineati da Pirelli non tengono conto degli effetti del Coronavirus. Ma per Pirelli le conseguenze della pandemia in Cina sono già tangibili.

Le conseguenze della diffusione del Coronavirus hanno comportato per Pirelli una perdita dell'80% dei volumi di vendita in Cina nel mese di febbraio e, complice il riavvio dell'attività di alcune case automobilistiche importanti, la stima su marzo è di -30%.

L'impatto è calcolato nell'ordine di 30 milioni sull'ebit rettificato del primo trimestre 2020 per Pirelli. L'operatività è infatti sospesa in 2 delle 3 fabbriche che il gruppo conta in Cina, dove al momento opera a ritmo ridotto unicamente la fabbrica Car/Moto di Yanzhou. La Cina contribuisce per circa il 12% alle vendite totali di Pirelli. Ecco perché qualora la crisi dovesse protrarsi, Pirelli aggiornerà le proprie stime in occasione della presentazione dei dati del primo trimestre 2020, nel mese di maggio.

«Pirelli segue gli sviluppi della diffusione del Coronavirus con un costante contatto con le organizzazioni nazionali e internazionali. La società ha da subito adottato misure di controllo e prevenzione nei confronti di tutti i dipendenti nel mondo, con attenzione particolare in Cina, dove tutti i lavoratori espatriati sono tornati ai paesi di origine con le proprie famiglie» ha spiegato Pirelli.

Il 2019 in linea con le attese
Pirelli chiude il 2019 in linea con le attese. Secondo i risultati preliminari, il gruppo ha realizzato ricavi per 5,323 miliardi, in crescita del 2,5% sul 2018, e un ebit rettificato a 917,3 milioni, pari al 17.2% dei ricavi. L'indebitamento finanziario netto scende a 3,024 miliardi dai 3,18 miliardi di dicembre 2018 per un rapporto tra debito netto e ebitda rettificato ante costi di start up a 2,42 volte, anche in questo caso in linea con i target. il flusso di cassa netto ante dividendi e impatto IFRS16 è stato pari a 332,9 milioni di euro, in linea con il target di 330-350 milioni di euro; il rapporto fra posizione finanziaria netta ed Ebitda ante costi di start up in linea con il target.

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    Marigia Manganoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Finanza, automotive, tlc, holding di famiglia, banche e assicurazioni

    Premi: Premio internazionale Amici di Milano per i giovani, 2007, categoria giornalista

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