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Pirelli, soci al lavoro per il nuovo patto con l’azionista cinese

di Marigia Mangano


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3' di lettura

Grandi manovre tra i soci chiave di Pirelli. Secondo indiscrezioni raccolte da Il Sole 24 Ore nelle ultime settimane è stato avviato, con largo anticipo rispetto alla scadenza degli accordi, il tavolo negoziale per il rinnovo dei patti tra Marco Tronchetti Provera, socio di rifermento di Camfin, che detiene il 10% circa della Bicocca e il partner cinese ChemChina, azionista di riferimento del gruppo degli pneumatici con il 45,5% del capitale. I nuovi accordi sono oggetto di discussione, e come tali in evoluzione. Tuttavia, c’è la volontà di prolungare l’asse italo cinese almeno per due anni rispetto alla scadenza iniziale prevista a giugno 2020, dunque a partire da ora si tratterebbe di un rinnovo triennale, al 2022, anche se il tema è ancora oggetto di discussione e l’arco temporale (due o tre anni) non è stato ancora definito. L’intesa allo studio dovrebbe ricalcare, secondo alcune fonti, lo schema che tutt’ora governa il gruppo Pirelli, includendo dunque anche tutte le garanzie di italianità che sono state alla base dell’accordo siglato a suo tempo con il socio cinese. Ma soprattutto garantirebbe un rinvio dell’iter previsto par la successione, con Tronchetti Provera alla guida per almeno altri due anni.

LA CATENA SOCIETARIA
LA CATENA SOCIETARIA
LA CATENA SOCIETARIA

Il rinnovo degli accordi
L’avvio dei colloqui, che avrebbero subito una accelerazione nelle ultime settimane, segue dei passaggi chiave che si sono registrati negli ultimi mesi. Primo fra tutti l’impegno, comunicato alla fine del 2018 da Marco Tronchetti Provera, di mantenere un possesso azionario superiore alla soglia limite fissata dall’accordo e pari al 2% (pena decadenza degli stessi patti). La finanziaria Mtp, che fa capo allo stesso Tronchetti Provera, ha comunicato in quell’occasione che avrebbe mantenuto in Pirelli una partecipazione diretta o indiretta del 4,9%.

Ribadito dunque con forza l’impegno del numero uno di Pirelli nel gruppo della Bicocca in veste di azionista, si è proceduto, in rapida successione, a definire gli assetti di Camfin dove si è assistito negli ultimi mesi a un riassetto azionario legato all’uscita di due soci, il gruppo Acutis e Manzoni srl, e al ritorno di Intesa Sanpaolo. L’istituto di Ca’ de Sass ha rilevato una partecipazione del 10,7% del capitale sociale con diritto di voto e del 7,5% del capitale andando a rafforzare così il nocciolo duro degli azionisti vicini al capoazienda della Bicocca. La fotografia più aggiornata della holding vede così la quota di Tronchetti pari al 48% del capitale e a circa il 70% del capitale votante, che assicura al manager il pieno controllo della società affiancato da Unicredit con il 13,9%, Intesa con il 7,5%, Fidim con il 21,039%, Massimo Moratti con il 2,71% e Alberto Pirelli con il 5,234%. L’ultimo atto di questo riassetto, appunto, è proprio il rinnovo degli accordi con ChemChina, in anticipo rispetto alla scadenza degli stessi e oggi tema di negoziazione con il partner cinese.

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La successione rinviata
Con l’approvazione del bilancio 2019 da parte dell’assemblea di Pirelli, dunque a giugno del 2020, scadono i patti parasociali siglati all’epoca dell’ingresso dei soci cinesi. Se l’italianità di Pirelli non è mai apparsa in discussione (le clausole che la tutelano sono infatti inserite anche nello statuto e non solo nei patti in scadenza), restava invece da capire l’impegno di ChemChina nel gruppo della Bicocca, soprattutto dopo il cambio della presidenza e alla luce dell’acquisizione della svizzera Syngenta nel 2017 . Impegno che a questo punto sembra confermato. Non solo verso Pirelli, ma anche verso Tronchetti Provera nel ruolo di guida del gruppo della Bicocca. Sulla carta, infatti, i patti attuali stabilivano che già nei prossimi mesi doveva essere avviata la macchina per individuare chi, dopo l’attuale ceo di Pirelli, avrebbe preso le redini del gruppo. Un passaggio di consegne che sarebbe stato predisposto dallo stesso Tronchetti Provera a partire da novembre dell’anno in corso, quando l’attuale numero uno della Bicocca in base agli accordi doveva comunicare il proprio successore al comitato nomine. Un iter puntuale, con il supporto di una società specializzata, che a questo punto se i patti saranno rinnovati come sembra viene automaticamente rinviato al 2022, con Tronchetti alla guida della Bicocca fino ad allora.

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