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Pirelli, via al nuovo patto triennale con ChemChina

di Marigia Mangano


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2' di lettura

La firma, salvo slittamenti improvvisi, è attesa la prossima settimana. E sancirà il rinnovo dei patti parasociali che governano Pirelli per altri tre anni. Si chiude così, dopo un confronto avviato con largo anticipo rispetto alla scadenza degli stessi accordi, il tavolo negoziale tra Marco Tronchetti Provera, socio di riferimento di Camfin, che detiene il 10% circa della Bicocca e il partner cinese ChemChina, azionista di riferimento del gruppo degli pneumatici con il 45,5% del capitale. I nuovi accordi sigillano in un documento nuovo la volontà di prolungare l’asse italo cinese, in scadenza a giugno 2020 secondo il patto iniziale, per un altro triennio, dunque al 2023, ovvero con l’approvazione del bilancio del 2022.

L’intesa ai nastri di partenza dovrebbe ricalcare, secondo alcune fonti, lo schema che tutt’ora governa il gruppo Pirelli, includendo dunque anche tutte le garanzie di italianità che sono state alla base dell’accordo siglato a suo tempo con il socio cinese. Rispetto al precedente cambiano però i soggetti: nella versione originaria l’intesa coinvolgeva solo Tronchetti Provera e il partner cinese, mentre le nuove pattuizioni si estendono anche a Camfin. Insomma, un patto “a tre” che, come primo riflesso, garantisce un rinvio dell’iter previsto par la successione, con Marco Tronchetti Provera alla guida di Pirelli per almeno altri due anni.

L’effetto immediato dell’allungamento dell’alleanza è infatti proprio la conferma dell’attuale assetto al vertice della Bicocca. Sulla carta con l’approvazione del bilancio 2019 sarebbero infatti scaduti i patti parasociali siglati all’epoca dell’ingresso dei soci cinesi. Accordi che stabilivano già nei prossimi mesi l’avvio della macchina della successione con l’individuazione di chi, dopo l’attuale ceo di Pirelli, avrebbe preso le redini del gruppo. Un passaggio di consegne che sarebbe stato predisposto dallo stesso Tronchetti Provera a partire da novembre dell’anno in corso, quando l’attuale numero uno della Bicocca in base agli accordi doveva comunicare il proprio successore al comitato nomine. Un iter puntuale, con il supporto di una società specializzata, che a questo punto con il rinnovo degli accordi viene automaticamente rinviato al 2022, con Tronchetti alla guida della Bicocca fino ad allora.

Il rinnovo dei patti italo cinesi arriva dopo che nell’ultimo anno Pirelli è stata al centro di diversi riassetti. Partendo dalla definizione degli equilibri interni alla stessa Camfin.

Nella holding controllata da Tronchetti Provera, in concomitanza con la scadenza del lock up legato alla quotazione si è assistito all’uscita di due soci, il gruppo Acutis e Manzoni srl, e al ritorno di Intesa Sanpaolo. L’istituto di Ca’ de Sass ha rilevato una partecipazione del 10,7% del capitale sociale con diritto di voto e del 7,5% del capitale andando a rafforzare così il nocciolo duro degli azionisti vicini al capoazienda della Bicocca. La fotografia più aggiornata della holding vede così la quota di Tronchetti pari al 48% del capitale e a circa il 70% del capitale votante, che assicura al manager il pieno controllo della società affiancato da Unicredit con il 13,9%, Intesa con il 7,5%, Fidim con il 21,039%, Massimo Moratti con il 2,71% e Alberto Pirelli con il 5,234%.

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