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Piste pop-up e traffico ridotto: patto tra città da Milano a Seattle

Al lavoro un team con i sindaci di undici metropoli. Aree pedonali e percorsi ciclabili: le prime misure nel mondo per uscire dal lockdown senza perdere di vista l'ambiente

di Marta Casadei

Sala: per la mobilità in Fase 2 serve collaborazione cittadini

Al lavoro un team con i sindaci di undici metropoli. Aree pedonali e percorsi ciclabili: le prime misure nel mondo per uscire dal lockdown senza perdere di vista l'ambiente


4' di lettura

Strade chiuse al traffico, divieto di parcheggio per fare spazio a chi cammina e piste ciclabili pop-up come alternativa al viaggio sui mezzi pubblici. Ma anche programmi di sostegno alle famiglie in difficoltà e piani per rimettere in moto l’economia a partire dallo spazio gratuito a bar e ristoranti di quartiere. Consapevoli che il Covid-19 cambierà le città profondamente, anche dopo la fine del lockdown.

In corso un confronto internazionale
Nel giorno in cui Milano - e le altre città italiane - cominciano l’agognata fase 2, riaprendo parzialmente le loro attività, in molte città del mondo si cominciano a mettere in atto o si studiano i piani migliori per la ripresa. All’insegna del confronto internazionale e, laddove possibile, della sinergia.

Gli obiettivi, del resto, sono gli stessi: riprendere in sicurezza, aiutare le fasce più fragili della popolazione e non aggravare l’impatto sull’ambiente. Che - non è ancora confermato, ma sono in corso importanti studi sul tema, come quello del dipartimento di biostatistica della Harvard T.H Chan School of Public Health - potrebbe giocare un ruolo importante se non nella diffusione del Covid-19, almeno nel tasso di mortalità del virus.

Proprio su questi temi sta lavorando la «Global Mayors Covid-19 Recovery Task Force» di C40. Guidata dal sindaco di Milano Beppe Sala, la task force si è riunita per la prima volta mercoledi 29 aprile (da remoto) per confrontarsi con l’economista Michael Jacobs. Il gruppo di lavoro è composto da 11 sindaci di altrettante città, da Melbourne a Seattle: «Abbiamo selezionato sindaci di città molto diverse tra loro, ma tutte accomunate dal fatto di essere state capaci di uscire da crisi con un impatto economico-finanziario importante sulla popolazione: da New Orleans, colpita dall’uragano Katrina nel 2005, a Freetown, in Sierra Leone, che ha arginato l’epidemia di Ebola», racconta Caterina Sarfatti, head Inclusive climate action di C40, organizzazione con sede a Londra alla quale aderiscono oltre 90 megacittà nel mondo che condividono strategie di sostenibilità.

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Gli obiettivi della task force - che dovrebbe pubblicare due rapporti tra giugno e settembre - sono tre: «Il primo è mettere a fuoco cosa possono fare i sindaci in prima persona per avviare una ricostruzione sostenibile, creando lavoro - continua Sarfatti -; il secondo è capire come si può portare avanti la discussione sulla crisi climatica post Covid-19. Infine, il terzo riguarda l’influenza da esercitare su governi nazionali e istituzioni internazionali per avere fondi da investire in questi progetti».

La mobilità come punto di partenza
Al di là delle riunioni della task force, la fase in cui i sindaci delle diverse città stanno avviando iniziative locali per permettere la riapertura in sicurezza delle città è già in corso. Lo dimostrano le tante iniziative messe in campo già durante le ultime settimane di lockdown nelle metropoli di tutto il mondo. E che si concentrano, per ora, sul fronte della mobilità.

A Milano - dove le zone a traffico limitato non sono ancora state ripristinate - si vedono già i primi segni del progetto Strade aperte che prevede più spazi per pedoni e ciclisti, tra cui una pista ciclabile letteralmente disegnata sull’asfalto che corre lungo la linea della M1.

Cosa succede nel resto del mondo

Iniziative simili sono già state avviate anche a Barcellona, dove la sindaca Ada Colau ha annunciato 21km di strade dedicate ai ciclisti. A Seattle, invece, ha preso forma il progetto Healthy streets: circa 25 km di strade chiuse al traffico per dare più spazio anche a pedoni e sportivi. Si tratta (per ora) di misure temporanee, pensate proprio per agevolare il ritorno a una normalità inevitabilmente diversa. Accanto alle iniziative emergenziali - come le piste ciclabili che corrono lungo i percorsi della metropolitana -, a Parigi prenderà forma un piano da 300 milioni di euro - finanziato dalla Regione - che prevede la realizzazione di circa 650 km di piste ciclabili, in grado di collegare la città con altri Comuni.

Le iniziative legate alla mobilità potrebbero essere il punto di partenza per trasformazioni più significative: Vilnius, capitale della Lituania, ha concesso lo spazio di alcune piazze (pedonalizzate) a caffè e ristoranti che, potendo installare tavoli fuori dal proprio locale, potranno accogliere più clienti (e quindi, potenzialmente, riprendersi più in fretta). Una misura simile dovrebbe essere applicata a Bari, a partire dal 1° giugno.

Tornando a Milano, nelle intenzioni del Comune c’è quella di garantire la fruizione di servizi entro 15 minuti a piedi dalla propria abitazione: una misura che, se concretizzata, , potrebbe ridisegnare gli equilibri della città.

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  • Marta Casadeiredattore

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: italiano, inglese (C2), francese (B2), spagnolo (B1)

    Argomenti: moda, lusso, economia, consumi, retail, industria

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