SVOLTA GREEN

Pit stop con il Morellino di Scansano: tra le vigne le colonnine per ricaricare auto e bici elettriche

di Giorgio dell'Orefice


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(Marka)

3' di lettura

Dare contenuti alla sostenibilità in viticoltura cercando di fronteggiare gli effetti dei cambiamenti climatici e soprattutto distinguere sempre più il vino sostenibile da quello biologico. E' quanto è emerso dalla tavola rotonda “Cambiamenti climatici, territorio e sostenibilità: la sfida green del Morellino di Scansano” che si è tenuto nei giorni scorsi in Toscana. Un incontro col quale i produttori della Docg grossetana si sono voluti confrontare con la frontiera della sostenibilità portando la testimonianza delle esperienze effettuate da molti e cercando di mettere a fuoco le principali sfide future.

Dei principali effetti dei cambiamenti climatici sulla viticoltura ha parlato l'esponente del Centro di ricerca in viticoltura del Crea, Diego Tomasi. “Ci sono diverse evidenze – ha spiegato – che mostrano come la viticoltura e il vino siano decisamente cambiati rispetto a soli 30 o 40 anni fa. Il ciclo vegetativo della vite risulta anticipato di una quindicina di giorni rispetto al passato e questo sta provocando conseguenze sulla presenza di zuccheri, sull'acidità e il Ph dei vini. La componente zuccherina sta infatti aumentando in concomitanza con l'aumento delle temperature, mentre l'acidità è in diminuzione. A livello aromatico, tale situazione determina il passaggio da note floreali e di frutta fresca a un aroma sempre più orientato verso la frutta matura e i sapori tropicali”.

Il trasloco “forzato” dei vitigni
Ma i problemi non sono solo sul fronte aromatico. “Altra grande questione – ha aggiunto Tomasi – riguarda la gestione dell'acqua. Un aspetto su quale non possiamo intervenire con la genetica ma si possono immaginare soluzioni agronomiche come calibrare una adeguata concimazione dei terreni, oppure adottare impianti e tecnologie in grado di garantirne un utilizzo efficiente delle risorse idriche. Infine, per quanto riguarda la componente zuccherina, una strada per tenerla sotto controllo può essere quella di spostare i vigneti in altura. Soluzione adottata da molti: rispetto a pochi decenni fa la viticoltura nel nostro paese si è già innalzata in media di circa 200 metri”.

La sensibilità dei consumatori
Le leve di una produzione sostenibile quindi come soluzione per tutelare la qualità delle produzioni in futuro. Ma altro punto chiave che è stato discusso a Scansano è: il consumatore è attento alla sostenibilità?
“Secondo una nostra ricerca realizzata nel 2018 su un panel di oltre 1.000 consumatori in Italia – ha detto Pantini - i vini sostenibili sono menzionati dal 18% degli intervistati come un nuovo trend di consumo nel mondo del vino. Lo stesso sondaggio condotto in parallelo negli Stati Uniti ha mostrato un risultato analogo con il 20% del campione che menziona questo fattore. Ma cosa significa concretamente sostenibilità? Per il consumatore italiano, un vino è sostenibile in primis quando rispetta l'ambiente ed è prodotto minimizzando il consumo di acqua e di energia, ma anche quando rispetta il patrimonio culturale e architettonico del territorio”.

Le cantine diventano stazioni per ricaricare auto e bici elettriche
Insomma la sostenibilità già oggi è un fattore in grado di orientare le scelte dei consumatori e di certo in futuro vedrà crescere la propria considerazione sul mercato. “E per questo ci stiamo attrezzando – ha spiegato il direttore del Consorzio del Morellino di Scansano Docg (circa 200 produttori per poco meno di 10 milioni di bottiglie prodotte per il 25% commercializzate all'estero), Alessio Durazzi -. Già ci sono diverse aziende nella nostra denominazione che hanno avviato progetti di sostenibilità in molti casi aderendo a protocolli come quello Viva messo a punto dal ministero dell'Ambiente. Dal canto nostro pensiamo di procedere a piccoli passi: oggi presentiamo l'iniziativa “Morellino Green” che è dedicata agli utilizzatori di auto, ma anche motocicli o biciclette elettriche che troveranno in diverse aziende della nostra Docg colonnine dove effettuare la ricarica del proprio mezzo magari ingannando l'attesa con una bottiglia di Morellino. Ma in una prospettiva più ampia pensiamo di mettere in campo un'azione sinergica insieme agli altri due consorzi che operano nella nostra zona, Doc Maremma e Doc Montecucco per lavorare insieme a una sostenibilità di territorio. Questo è la nostra sfida”.

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