Matera 2019

Pitagora, l’arte e la poetica dei numeri

di Piergiorgio Odifreddi


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4' di lettura

La leggenda narra che Pitagora si stabilì a Crotone verso il 530 prima della nostra era, e morì a Metaponto verso il 500. Ma la sua scuola continuò a prosperare nei dintorni per più di un secolo, grazie a Ippaso di Metaponto, Filoloao di Crotone e Archita di Taranto. E poiché Matera costituisce il baricentro ideale della zona di influenza di quella che fu la più antica e più importante scuola di pensiero dell’antichità, è naturale che una parte delle celebrazioni di Matera 2019 siano dedicate alla matematica, in generale, e ai numeri, in particolare.

Matera mette in mostra la poetica dei numeri

Matera mette in mostra la poetica dei numeri

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Il nucleo dell’insegnamento di Pitagora era infatti costituito dall’aritmetica, e veniva sintetizzato nel motto «tutto è numero». Ma i numeri non dovevano servire soltanto a fini scientifici, bensì anche, e inaspettatamente, a fini artistici: per Pitagora, infatti, la scienza e l’umanesimo erano due facce di una stessa medaglia. Per questo il progetto matematico di Matera 2019 si intitola La poetica dei numeri primi, a sottolineare il duplice aspetto della poesia della matematica, e della razionalità della poesia.

Questo progetto, che si aprirà il 21 giugno e durerà fino al 30 novembre, è imperniato attorno a una serie di cinque mostre di arte e matematica, a partire da due personali di Ugo Nespolo e Tobia Ravà: due pittori che hanno da sempre usato i numeri come linguaggio del proprio lavoro, e i cui quadri sono intrisi di cifre colorate, usate dai due artisti in due maniere contrapposte. In Numbers Nespolo dipinge astrattamente i numeri, facendoli diventare i veri soggetti dei suoi quadri. Negli Elementi di calcolo trascendentale Ravà li usa invece come un velo grafico per ricoprire interamente le sue tele figurative, spesso dedicate a paesaggi veneziani, e li calcola esattamente in base agli antichi princìpi della cosiddetta ghematria ebraica.

La terza mostra è una personale dell’artista-scienziato Aldo Spizzichino, scomparso due anni fa: un fisico che ha dedicato metà della propria vita alla ricerca nei campi dell’astrofisica e della fisica cosmica, e l’altra metà alla produzione di originali opere di arte digitale. Le opere di Computer Art sono costruite interamente al calcolatore, e rappresentano soprattutto onirici oggetti di natura geometrica: in superficie i numeri sembrano non apparire, ma intervengono sottotraccia nel linguaggio digitale dei computer e dei programmi, che usa un alfabeto binario basato sui numeri 0 e 1.

Le due mostre rimanenti offrono altrettanti percorsi didattici legati alla matematica. Numeri nel tempo, curata dai matematici Claudio Bartocci e Luigi Civalleri, svela fin dal titolo il proprio approccio storico, e racconta lo sviluppo del concetto di numero dai tempi di Pitagora ad oggi. Riempire il vuoto è invece curata dall’ingegner Federico Giudiceandrea, il massimo collezionista italiano, oltre che uno dei maggiori mondiali, di opere del celeberrimo grafico Maurits Escher: attraverso una scelta di lavori di questo artista, oltre che di altri contemporanei, l’esibizione mostra come si è evoluta l’arte del ricoprimento del piano mediante tasselli, composti come in un puzzle.

Le cinque mostre verranno inaugurate in sequenza nel weekend del 21-23 giugno, in occasione del Solstizio d’Estate, e i curatori interverranno a spiegare personalmente i propri lavori o le proprie scelte. Ma le aperture delle mostre verranno accompagnate da una serie di celebrazioni ed eventi di apertura, che costituiscono il primo atto di un vero e proprio Festival di Matematica a sé stante, che avrà un secondo atto nel weekend del 20-22 settembre, in occasione dell’Equinozio d’Autunno, oltre che della riapertura dell’anno scolastico nelle scuole.

Gli ospiti dei due weekend saranno non solo matematici e scienziati, ma anche letterati e artisti, a sottolineare appunto la complementarità dei pensieri scientifico e umanistico, nello spirito pitagorico che caratterizza l’intero progetto La matematica dei numeri primi.

Le due star di questi weekend saranno, rispettivamente, un premio Oscar e un premio Nobel. Il primo è Nicola Piovani, autore dell’indimenticabile colonna sonora del film La vita è bella di Roberto Benigni. Ora, un musicista non ha bisogno di spiegare dove stia la propria esperienza matematica, visto è stato lo stesso Pitagora a scoprire che la musica è matematica, nel senso che a ogni intervallo musicale corrisponde un preciso rapporto numerico. Ma Piovani ha sempre avuto un particolare fascino per il numero sette, e qualche tempo fa ha composto l’opera Epta che presenterà a settembre: un’opera in sette parti, che utilizza sette strumenti, e illustra sette episodi che vanno dall’impossibilità della costruzione dell’ettagono regolare alle sette porte di Tebe.

La seconda star, l’australiano di origine sudafricana John Coetzee, non è soltanto autore di romanzi straordinari che gli sono appunto valsi il premio Nobel per la letteratura, quali La vita e il tempo di Michael K e Vergogna, ma ha anche una laurea in matematica e una quinquennale esperienza di programmatore informatico. Nessuno meglio di lui potrebbe raccontare le Avventure matematiche a cavallo fra le due culture, che costituiscono appunto il titolo e il contenuto del suo intervento del 23 giugno.

Ad affiancarlo sul palcoscenico di Matera sarà Ian Stewart, il più noto e raffinato divulgatore matematico del mondo, che rimarrà perfettamente in tema con il titolo dell’intero progetto parlando direttamente di Numeri primi e loro applicazioni. La matematica, infatti, non è soltanto un’arcana scienza che fa tremare gli studenti agli esami di maturità, ma è anche uno strumento tecnologico che usiamo inconsciamente, ogni volta che digitiamo un pin per il Bancomat o una password per la posta elettronica.

Il 22 giugno il programma prevede infine una trasferta al Parco Archeologico di Metaponto per Una notte con Pitago ra, nel luogo stesso dove egli morì. A tributargli gli onori sarà il decano dei divulgatori scientifici italiani, Piero Angela, con una conferenza su Scienza e tecnologia nella società moderna.

Gli attori David Riondino e Valeria Solarino porteranno invece in scena le mie Vite immaginarie di Pitagora e Ipazia, nelle quali ho cercato di dipanare i fili del mito e della realtà nei racconti che ci sono stati tramandati sul primo matematico e sulla prima martire scientifica della storia. Non solo per far conoscere le loro vicende straordinarie, ma anche per ricordare quanto difficile sia stato, e rimanga, il rapporto fra la matematica e la scienza, da un lato, e il potere politico e religioso, dall’altro.

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