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«Più del 70% dei russi ha detto sì». Via libera a Putin fino al 2036

Senza sorprese l’esito del voto boicottato dall’opposizione: tra gli emendamenti l’azzeramento dei mandati passati del presidente

di Antonella Scott

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Putin per sempre. Una dimostrante invita al boicottaggio del voto costituzionale a Pietroburgo

Senza sorprese l’esito del voto boicottato dall’opposizione: tra gli emendamenti l’azzeramento dei mandati passati del presidente


3' di lettura

Nei giorni scorsi Yury Dud, giornalista sportivo, blogger, guru dei giovani russi, aveva pubblicato un post sul suo seguitissimo account Instagram: «Il voto sugli emendamenti alla Costituzione è una vergogna - scriveva -: l’unico scopo è dare a Vladimir Putin la possibilità di restare al potere fino al 2036». Ci sono diverse ragioni per cui questo non va bene, sostiene Yury, «ma la migliore la chiarisce lo stesso Putin». E qui lo youtuber rinviava a una conferenza stampa del lontano 2008, in cui il presidente assicurava che non avrebbe mai violato la Costituzione, dicendosi totalmente estraneo alla dipendenza dal potere: «Pensare di tenersi una poltrona per la vita è inaccettabile».

Al termine di una consultazione che per sette giorni ha invitato i russi a votare ovunque e comunque, con voto elettronico o in seggi improvvisati per strada nel nome del distanziamento sociale, è stato annunciato che più del 70% dei russi che hanno votato (affluenza superiore al 60%)approva gli emendamenti alla Costituzione proposti. Tra i quali, molto poco pubblicizzato dallo stesso Putin, l’addendum che gli azzera l’anzianità di servizio.

La strada più semplice per restare

I sostenitori di Putin affermano che se il presidente è stato costretto a cambiare idea,la ragione è l’instabilità globale che impone di evitare scossoni alla Russia. L’ultimo ripensamento risale alla primavera scorsa. Quando Putin, che in gennaio aveva tratteggiato una rivoluzione costituzionale che lasciava immaginare una sua parziale uscita di scena, per sorvegliare dall’alto un presidente-successore indebolito, ha cambiato rapidamente scenario. Imboccando la via più rapida per restare in pista: restare, appunto.

E poiché la vecchia Costituzione fissava a due mandati consecutivi il limite di servizio per un presidente della Federazione, Putin si è fatto proporre dalla Duma - nella persona di Valentina Tereshkova, prima donna nello spazio - di annullare i due più due mandati precedenti. Il nuovo limite (due mandati e basta) non si applica dunque al «presidente in carica e ai precedenti». C’è una chance anche per Dmitry Medvedev.

Poiché un azzardo simile, prontamente approvato dalla Duma con la sola obiezione dei comunisti, ha bisogno di una legittimazione più ampia, ecco il referendum popolare. In calo di consensi a causa della crisi economica, privo di nuovi spunti e poi messo alla prova dal coronavirus, Putin ha fatto aggiungere all’emendamento al centro del voto una serie di modifiche alla Costituzione, su temi più interessanti per i russi. Su questi è partita la chiamata alle urne.

Un testo già scritto

Nel nuovo testo già in vendita prima ancora della chiusura dei seggi, con la scritta «in vigore dal giorno di pubblicazione dei risultati» e quindi escludendo l’ipotesi di un risultato negativo, vengono fissati nella Costituzione l’obbligo di difendere i bambini; il sostegno dei valori tradizionali della famiglia, l’istituto del matrimonio «come unione tra uomo e donna»; la fede in Dio; la garanzia di un salario minimo non inferiore al limite di sussistenza; l’indicizzazione di pensioni e contributi, l’assistenza agli invalidi; l’integrità territoriale della Federazione Russa e la preminenza delle leggi russe sui trattati internazionali; la definizione del russo come lingua «del popolo costituente lo Stato».

Gli emendamenti sono decine, ma non esisteva la possibilità di approvarne solo una parte: o tutto o niente. Nel bollettino elettorale la domanda era una sola, sei d’accordo? Si o no. «Del resto, tutto è già stato deciso - commenta da Mosca la giornalista Nadezhda Azhgikhina -. Ai media è stato impedito di essere presenti allo scrutinio. Mentre è stato scritto che i dipendenti di imprese pubbliche, scuole e ospedali vengono costretti a votare. Tutti sono convinti che i risultati saranno truccati». Come un gruppo di scrittori e giuristi che hanno lanciato un appello contro quello che hanno definito «un golpe anticostituzionale in forma pseudolegale». Invano.

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