INNOVAZIONE

Più carburante per la crescita, boom di investimenti hi-tech

Più di due miliardi di investimenti. Che oltre a salvaguardare l'occupazione esistente hanno creato quasi 2.700 posti di lavoro aggiuntivi.

di Luca Orlando


2' di lettura

Più di due miliardi di investimenti. Che oltre a salvaguardare l’occupazione esistente hanno creato quasi 2.700 posti di lavoro aggiuntivi.

Attrarre nuovi progetti e chiudere accordi con le imprese in Puglia ormai quasi non fa più notizia. E il bilancio del lavoro di sostegno e accompagnamento realizzato grazie agli strumenti agevolativi e finanziari di sostegno lo testimonia. Dal 2015 ad oggi sono infatti stati chiusi 61 accordi di programma con aziende di grandi dimensioni, 78 pacchetti di intervento agevolato che coinvolgono medie imprese, 95 dedicati alle piccole. Interventi strutturati da Puglia Sviluppo attraverso risorse europee unite a cofinanziamenti regionali e nazionali che hanno nel tempo generato incentivi a fondo perduto per 838 milioni di euro, grazie ai quali le ricadute complessive sul territorio in termini di nuovi investimenti per questi tre capitoli hanno superato i due miliardi di euro. Esito interessante, non solo per quantità ma anche in termini qualitativi. Per 750 milioni di euro si tratta infatti di cifre impegnate in attività innovative e di ricerca, sviluppate spesso in settori ad alto valore aggiunto in grado di generare un impatto allargato sull’indotto. Altro punto qualificante è la provenienza dei capitali, con 664 milioni di investimento, la metà nell’ambito dei 61 contratti di programma, legato ad aziende multinazionali.

Numerosi i settori coinvolti, a partire da meccanica e meccatronica, che a Bari trovano un’area chiave in termini di specializzazione, settori che nel tempo hanno sviluppato investimenti per 850 milioni di euro. Un esempio è Magna, gruppo tedesco della componenstistica auto, che nell’ultimo triennio ha messo sul piatto poco meno di 100 milioni grazie all’accordo di programma raggiunto. Risorse integrate da altri fondi per introdurre nel sito di Bari due nuove linee di assemblaggio e l’acquisto di 60 nuovi macchinari hi-tech. Raddoppiando le precedenti dimensioni del capannone produttivo e sviluppando la produzione di una nuova trasmissione a sette marce, con una capacità produttiva lievitata da 500mila agli attuali 800mila pezzi annui e addetti che sono ora saliti a quota 900, anche oltre gli obiettivi dell’accordo. Altra area “pesante” in termini di risorse coinvolte è quella dell’Ict allargato, tra realtà aumentata, intelligenza artificiale, big data e data Analytics. Un esempio è Fincons, che a Bari ha deciso di spingere l’acceleratore sulla crescita avviando la costruzione di una nuova sede, investimento da 22 milioni. «Quello che vediamo – spiega il direttore di Puglia Sviluppo Antonio De Vito – è un ecosistema che sta progressivamente diventando sempre più attrattivo. Da una parte stiamo accompagnando il consolidamento del sistema produttivo locale, dall’altra vediamo con piacere che la Puglia viene scelta con sempre maggiore frequenza come meta di investimento anche da grandi aziende estere. Attratte qui anche da un sistema universitario di qualità e in grado di accompagnare l’innovazione con progetti e partnership ma anche da relazioni sindacali generalmente ottime».

Vitalità del territorio del resto visibile anche dal basso, con Bari in grado di scalare la classifica nazionale per produzione di start-up innovative, piazzandosi al settimo posto assoluto tra le province italiane con 205 realtà. Percorso che non solo prosegue ma che addirittura accelera: nel 2019 in regione ne è nata infatti più di una alla settimana.

Puglia, la mappa degli investimenti a favore delle imprese

Risultati conseguiti al 12 novembre 2019

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