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Più carne americana (non agli ormoni) sulle tavole europee

di Marco Valsania

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3' di lettura

NEW YORK - Escalation con la Cina, prove di dialogo con l'Europa. Donald Trump, mentre alza il tiro contro Pechino, solleva il sipario su un accordo da mesi in preparazione nella disputa transatlantica sulle carni di manzo. La Ue aprirà le porte a un maggior import garantito di carni Usa senza ormoni.

«Firmiamo un accordo di svolta, che faciliterà l'esportazione di carni Usa in Europa», ha rivendicato Trump. «È una vittoria per agricoltori e allevatori statunitensi e per i consumatori europei, perché la carne americana è considerata la migliore al mondo. Abbatterà barriere in Europa e amplierà l'acceso ai mercati. L'export di carni americane esenti da dazi salirà del 46% nel primo anno e d'un altro 90% in sette anni, da 150 milioni di dollari a 420 milioni».

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Trump ha parlato alla presenza di diplomatici della Ue e del rappresentante commerciale della Casa Bianca Robert Lighthizer. Proprio Lighthizer aveva insistito per l'annuncio odierno. L'obiettivo: mostrare progressi nell'agenda dei negoziati bilaterali con Bruxelles. E offrire un successo di politica commerciale, per quanto modesto, in contrasto con la partita che rimane invece dura e incerta anzitutto con Pechino ma non solo.

Anche con gli alleati europei non mancano in realtà potenziali scontri: l'amministrazione ha minacciato dazi nella controversia su sussidi pubblici a Airbus che danneggerebbero Boeing - preparando provvisori elenchi di prodotti nel mirino che comprendono oltre 4 miliardi di euro di export dell'Italia. Il Presidente ha sbandierato possibili ritorsioni contro la Francia e i suoi vini in risposta alla tassa di Parigi sui colossi digitali americani. Tensioni rimangono sull'agricoltura. E rimane il nodo dell'auto, dove Trump ha denunciato chiusure del mercato europeo e minacce alla sicurezza nazionae dall'importi di veicoi esteri per sospendere poi procedimenti su sanzioni alla luce di problematiche trattative commerciali e su barriere nei beni industriali.

Gli analisti vedono nelle cifre coinvolte e nella storia stessa dell'intesa sulle carni di manzo senza ormoni il modesto impatto nelle relazioni commerciali e politiche. Agricoltori e allevatori americani, stando a quanto avevano rivelato funzionari europei fin da giugno, avranno diritto a una quota che nell'arco di sette anni raggiungera' l'80% - 35.000 tonnellate - della porzione del mercato Ue riservata a questo import. La quota iniziale sarà del 40%, pari a 18.500 tonnellate. L'intesa, sottoscritta dai governi Ue, è stata resa possibile da accordi europei raggiunti con altri partner mondiali per ritoccare gli equilibri dell'import senza alterarne le dimensioni totali. Australia, Argentina e Uruguay hanno accettato di ridimensionare le loro attuali quote sul Vecchio continente.

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Unione Europea e Stati Uniti avevano infatti raggiunto originalmente nel 2009 un accordo sull'import di carni di manzo targate Usa per risolvere una prolungata battaglia sull'utilizzo di ormoni, che la Ue aveva messo al bando tra le ire di Washington. Nel rispetto delle norme internazionali della Word Trade Organization, però, di quella quota di 45.000 tonnellate annue dovevano poter beneficiare anche altri paesi. E negli anni la crescente produzione di Australia, Uruguay e Argentina ha eroso la penetrazione Usa in Europa, scesa fino al 30 per cento. Il consenso delle nazioni coinvolte, cioe' di fornitori qualificati come “significativi”, assicura che la nuova intesa sia in regola con la Wto.

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