Formula 1

Più che Hamilton, in Bahrain vince l’Halo: il sistema di protezione salva Grosjean

Il sistema di protezione usato oggi in Formula uno salva Grosjean da un terribile incidente

di Alex D'Agosta

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Il sistema di protezione usato oggi in Formula uno salva Grosjean da un terribile incidente


4' di lettura

Anche oggi non fa molta notizia che abbia vinto Hamilton, ha corso letteralmente da solo. E ha già vinto tutto quest'anno: mondiale costruttori e piloti, un sacco di record strappati a Schumacher. Perciò ha “giocato” quasi da solo. Bottas non si è mai visto, tuttavia le Red Bull sono state veloci ma, al contrario di tanti altri momenti durante la stagione, addirittura sette volte sotto ai due secondi, oggi non hanno azzeccato e pit stop e non ha funzionato del tutto la strategia di gara, quindi il risultato al vertice non è cambiato per nulla. Però non possono lamentarsi perché se ne sono viste due sul podio: Verstappen per merito, Albon per miracolo, grazie a una sventura altrui degli ultimissimi giri.

È bene quindi evidenziare che in questa prima gara di Sakhir delle due in programma nell'insolito calendario 2020, il protagonista assoluto è stato l'Halo, quell'oggetto non più misterioso che da tre anni ha cambiato i connotati della Formula 1. Un anello non sacro come in inglese, ma non meno rispettabile per aver avuto dimostrazione oggettiva di salvare la vita a qualche pilota.

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Ci ha pensato immediatamente a sottolinearlo la mamma dell'indimenticato Jules Bianchi tramite i social, spiegando che “questa nuova infrastruttura obbligatoria per tutte le monoposto, ha permesso di ridurre significativamente i rischi degli impatti che possono riguardare la testa”.

Così è andata oggi in questa gara. Al primo giro ha dimostrato la sua utilità dopo un incidente spaventosissimo patito da Romain Grosjean, il ginevrino della Haas che è andato a impattare contro un guard rail a velocità quasi massima, spezzandosi letteralmente in due parti. Per una necessaria censura, la regia internazionale ha dovuto non mostrare per lungo tempo le immagini in diretta, facendo vivere momenti di vera paura e angoscia fra il pubblico da casa.

Per fortuna nell'arco di pochi secondi (meno di trenta) il pilota si è sganciato da solo ed è uscito con le sue gambe da una nuvola di fuoco. È quindi servito l'Halo ed è servito tutto il progresso degli ultimi vent'anni di inasprimento delle regole di costruzione e di sicurezza a bordo pista. E poi c'è sempre spazio all'imprevisto: in tutto questo trambusto il pilota quasi “miracolato” è uscito senza uno stivale, avrà conseguenze per questo? Possiamo essere “felici” perché sia solo stato questo il problema imprevisto, oltre a chissà quali e quanti gas nocivi inalati e le contusioni patite soprattutto dalle mani e dalle anche? Di sicuro se l'è vista brutta ma ne è uscito da solo.

Ciò detto, la pericolosità di questo sport, dei circuiti e del comportamento dei singoli piloti restano capitoli sempre aperti.Lo show doveva andare avanti e per i piloti fermi ad aspettare non è stato facile attendere i lavori prima di ripartire. Dal lato psicologico, possono essere stati colpiti i più giovani e meno esperti. In momenti come quello, può cambiare molto nell'approccio alla competizione anche nella mente di chi ha vissuto qualcosa di simile in passato o ha visto danni più gravi a propri amici, come è stato per Jules. Non è facile insomma far scendere l'adrenalina della partenza e riattivarla “a comando” un'ora dopo.

Resta la consolazione che in passato gestire situazioni del genere era più difficile. Vedere un'auto andare a muro e incendiarsi con il pilota dentro, faceva subito pensare che le possibilità di sopravvivenza erano minime. Ora invece la cellula dell'auto protegge molto e ci sono commissari di pista con estintori ogni pochi metri. È tutto più sicuro e veloce nei soccorsi, anche se resta il margine per la sfortuna, per la combinazione di fattori “maledetti” che oggi non si è verificata del tutto.In questo gran premio il destino non è si accontentato di mandare in scena solo di vedere questo incidente.

Dopo un pomeriggio da brividi per la Formula 1, concluso in oltre 3 ore dal primo start, la paura per l'incolumità dei piloti è tornata in altre due occasioni. Dopo una lunghissima ora di attesa per il ripristino del guard rail danneggiato, al nuovo giro numero 1 c'è stato un impatto fra due auto, Kvyat e Stroll, che ha visto il canadese capottarsi in curva, facendo atterrare fortunatamente la vettura sul roll bar e sull'Halo, consentendo al pilota di sfilarsi verso il terreno autonomamente e senza grossi problemi o ritardi.

Inevitabile una seconda safety car e una ripartenza dopo una decina di minuti, non più interrotta o rallentata fino agli ultimissimi giri, quando la sfortuna ha colpito Perez. Era saldamente sul podio, sarebbe stato per lui il secondo di fila, tuttavia il motore della monoposto bianco rosa alla fine è esploso. Spontaneamente, sul dritto, ha iniziato a sparare lapilli e fumo: un'agonia di pochi secondi e la necessità di fermarmi al più presto. Dal colore, velocità e intensità, è presumibile si trattasse di componenti ibridi.

Cosa resta di questa folle giornata? Perché quel problema a Grosjean? Quel guard rail stava bene in quel posto, era davvero indispensabile o si è rivelato punitivo senza una significativa utilità?Se ne parlerà a lungo perché già domenica prossima si torna nello stesso posto: causa Covid-19, questa è infatti un'altra di quelle occasioni “duplicate” grazie alla disponibilità degli organizzatori di correre due volte sulla stessa pista per riempire il calendario. Così fra sette giorni, con la sola regola di cambiare nome, si fa il bis: ci sarà il Rolex Sakhir Grand Prix.

C'è da dire che con la vittoria di oggi, Hamilton ha tolto il sorriso non solo a una Ferrari opaca e in grande difficoltà sin dalle qualifiche: purtroppo è stata un'altra gara orribile, da dimenticare al più presto per la mancanza di competitività. Ma a questo giro, il sette volte campione ha ulteriormente affranto Vettel che, in questa pista, conservava un record personale: sinora, nelle quindici edizioni sinora disputate, era infatti lui il leader delle statistiche, con quattro vittorie a suo carico, seguito proprio da Hamilton (che però è salito a quattro) e da Alonso. Magra consolazione: la rossa resta la squadra più vincente in Bahrain, con sei vittorie da vantare, la prima delle quali nell'edizione inaugurale del 2004, firmata ovviamente da un certo Michael Schumacher.

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