ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùI conti del terzo trimestre

Enel: +84% ricavi nei primi 9 mesi, rivede al ribasso l’utile annuale

Svelano i conti i big di Piazza Affari, e non solo. Il gruppo automobilistico conferma gli obiettivi per il 2022

di Redazione Finanza

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6' di lettura

Enel chiude i primi nove mesi del 2022 con ricavi a 108.177 milioni di euro (58.7941 milioni di euro nei primi nove mesi del 2021, +84,0%) e un risultato netto ordinario del gruppo a 2.977 milioni di euro in calo del 9,5% rispetto ai primi nove mesi del 2021. Lo rende noto il gruppo energetico nella nota sui conti al 30 settembre. Il debito netto del gruppo sale a 69,736 mld (+34,2% da fine 2021) per effetto di cambi valutari e investimenti.

Enel rivede la previsione dell'utile netto ordinario di Gruppo per il 2022 tra 5 e 5,3 miliardi di euro (da 5,6-5,8 mld della previsione del Piano), prevalentemente per un minore contributo dei business in Italia rispetto a quelli delle altre geografie di presenza del Gruppo, con una conseguente maggiore incidenza delle minoranze sull'utile netto ordinario di Gruppo, nonché per una pressione fiscale attesa a fine 2022, in particolare in Spagna, maggiore rispetto alle previsioni. L'Indebitamento finanziario netto per il 2022 è atteso a un massimo di circa 62 miliardi di euro. Lo si legge nel comunicato sui risultati dei primi 9 mesi di Enel.

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«Confermiamo la nostra politica di remunerazione degli azionisti per il 2022, che prevede un dividendo complessivo di 0,40 euro per azione, con un acconto in crescita del 5,3% rispetto a quello distribuito lo scorso gennaio». Così l’Ad di Enel Francesco Starace commentando i conti dei primi nove mesi approvati dal Cda.

Pirelli: +20,7% utile a 126,3mln, +29,8% ricavi

Il gruppo Pirelli ha registrato un utile netto di 126,3 milioni nel terzo trimestre 2022, in aumento del 20,7% rispetto a un anno fa, su ricavi per 1,83 miliardi (+29,8%). L’ebit adjusted del periodo è migliorato del 22,8% a 271,9 milioni per un margine sui ricavi del 14,8%. Il consensus degli analisti stimava i ricavi a 1,72 miliardi di euro, l’ebit adjusted a 259 milioni e l’utile netto a 128 milioni. Nei primi nove mesi dell’esercizio Pirelli ha realizzato ricavi per 5,033 miliardi (+26,5%), un ebit adjusted di 753,5 milioni di euro (+25,8%), pari a una marginalità stabile al 15% sui ricavi, e un utile netto a 359,3 milioni di euro (+52,1%). Il flusso di cassa netto ante dividendi è -323,2 milioni di euro, mentre la posizione finanziaria netta al 30 settembre è negativa per 3,39 miliardi (3,71 a settembre 2021, 2,9 miliardi a dicembre).
Il gruppo ha rivisto la guidance sul 2022 con ricavi rivisti al rialzo a circa 6,5 miliardi di euro (tra circa 6,2 miliardi e circa 6,3 miliardi la precedente stima), volumi stabili rispetto al 2021 (+0,5% e +1,5% il range stimato in precedenza, la conferma della profittabilità con un ebit margin adjusted al 15% circa e una generazione di cassa netta ante dividendi rivista al rialzo a circa 480 milioni di euro (fra 450 e 470 milioni la precedente stima). La pfn è attesa a circa 2,6 miliardi di euro, migliorando il rapporto con l’ebitda adjusted a circa 1,9 volte da “inferiore o uguale a 2 volte” della precedente indicazione e da 2,4 volte di fine 2021.

Stellantis: ricavi +29%

Stellantis ha chiuso il terzo trimestre 2022 con ricavi netti in rialzo del 29% a 42,1 miliardi di euro, grazie soprattutto all'aumento dei volumi (innescate «dalla migliore disponibilità di semiconduttori»), ai prezzi netti favorevoli e agli effetti positivi dei tassi di cambio. Le consegne di vetture sono aumentate del 13% a 1,281 milioni di unità, principalmente grazie alla migliore disponibilità di semiconduttori rispetto al terzo trimestre 2021. Il gruppo automobilistico conferma la guidance per il 2022, che prevede un margine operativo rettificato a doppia cifra e un flusso di cassa disponibile industriale positivo.

Sale l’utile Bnp (nonostante più coperture sui crediti)

A Parigi, il gruppo bancario Bnp Paribas ha presentato nel trimestre un utile netto di gruppo pari a 2,76 miliardi di euro, in crescita del 10,3% su base annua. Nei primi nove mesi del 2022 Bnp Paribas ha totalizzato un utile netto di 8,04 miliardi di euro, in aumento del 12% rispetto allo stesso periodo del 2021, malgrado l’aumento degli accantonamenti per le perdite su crediti. Nel terzo trimestre il margine di intermediazione è cresciuto, invece, del 4,9% a perimetro e tassi di cambio costanti, attestandosi a 12,31 miliardi di euro. «Con il suo modello, il gruppo ha ottenuto solidi risultati nel terzo trimestre», ha affermato il Ceo Jean-Laurent Bonnafé. Il margine di interesse della banca è aumentato del 9,6% rispetto a un anno fa e il trading sul reddito fisso è balzato del 25 per cento. Bnp ha anche annunciato di stimare oltre 2 miliardi di euro di proventi aggiuntivi entro il 2025. In progresso anche i conti della controllata italiana Bnl, che dopo l'attribuzione di un terzo dei risultati del Private Banking in Italia alla linea di business Wealth Management (divisione Investment & Protection Services), ha generato un utile ante imposte di 95 milioni di euro, in considerevole aumento (18,3%) rispetto al terzo trimestre 2021.

Raccolta ordini in crescita per Technogym

Technogym ha chiuso i primi nove mesi dell’anno con ricavi per 498,7 milioni, in crescita del 17,4% sullo stesso periodo del 2021, trainati dalla «forte crescita» del segmento BtoB (vendita agli operatori professionali), cresciuto del 30,3% a 380,5 milioni, mentre le vendite ai clienti privati (BtoC) sono scese del 10,9% a 118,2 milioni, valore comunque doppio rispetto ai livelli pre-pandemia. «I risultati dei primi nove mesi del 2022 continuano a confermare il nostro percorso di crescita sostenibile, profittevole e di lungo termine» ha dichiarato il presidente e ad, Nerio Alessandri, secondo cui «le attuali incertezze del quadro macroeconomico non stanno impattando la domanda di wellness delle persone, come testimoniato da una raccolta ordini in crescita e che ci fa guardare con fiducia ai prossimi mesi».

Ariston group, ricavi per 1,7 miliardi nei primi 9 mesi

Nei primi nove mesi i ricavi netti di Ariston sono stati pari a 1.725 milioni, in crescita del 22,2% su anno, grazie a un terzo trimestre molto forte (+18,7% su anno includendo l’israeliana Chromagen). L’ebit adjusted è stato pari a 139,5 milioni, in crescita del 2,4% su anno; l’utile prima delle imposte è di 122 milioni, in crescita del 6,3%; il free cash flow è negativo per 62 milioni contro i +43 milioni dei corrispondenti nove mesi del 2021; la posizione finanziaria netta è pari a 38 milioni al 30 settembre, a seguito del forte incremento di capitale circolante da inizio anno, esborsi per acquisizioni, pagamento dividendi e acquisto azioni proprie, rispetto ai 149 milioni di cassa netta al 31 dicembre 2021. I ricavi, nel dettaglio, sono stati trainati da una performance molto positiva nella divisione Comfort Termico, ssupportata dalla crescente domanda di sistemi di riscaldamento sostenibili in Europa, e nonostante un brusco rallentamento delle vendite sui mercati americani. «È stato un altro trimestre di forte crescita spinta dalla domanda di soluzioni rinnovabili» afferma Paolo Merloni, presidente esecutivo, aggiungendo che «le attività per il closing dell’acquisizione di Centrotec Climate Systems, la più grande operazione nella storia di Ariston, stanno procedendo come previsto». Nel terzo trimestre la crescita è stata in «linea con i piani, nonostante i rallentamenti registrati nei mercati americani» evidenzia Laurent Jacquemin, amministratore delegato. «Il nostro footprint globale - aggiunge - ci ha permesso di mitigare gli impatti della chiusura dei siti di Genga e Cerreto a seguito dell’alluvione nelle Marche di metà settembre; proprio in questi giorni la produzione sta parzialmente riprendendo». Il fermo causerà comunque impatti su ricavi, ebit e Fcf per mancata produzione e costi aggiuntivi. Sabrina Baggioni si è dimessa dal cda per perché assume il ruolo di chief Digital and Marketing officer.

Sit la guidance sconta i ritardi di ordini e spedizioni

Sit chiude i primi 9 mesi con ricavi consolidati che raggiungono 290,4 milioni di euro al 30 settembre (+1,5%) rispetto allo stesso periodo del 2021. Bene la divisione heating che registra una crescita del 6,3% a quota 234,8 milioni, mentre la divisione metering incassa una flessione del 17,1% a 51,4 mln euro. In flessione del 36,2% l’Ebitda che arriva a quota 26,7 mln euro (Ebitda margin 9,2%) contro i 41,9 mln del periodo gennaio-settembre 2021. L’utile netto consolidato raggiunge i 10,5 milioni, +15,2% rispetto ai primi nove mesi 2021. La Posizione finanziaria netta al 30 settembre 2022 è pari a 138,7 milioni di euro, in crescita rispetto ai 123,6 milioni alla stessa data 2021. «I dati dei nove mesi testimoniano un rallentamento dei mercati di sbocco in gran parte del continente europeo - commenta Federico de' Stefani, presidente e ad di Sit. - Stiamo progettando il 2023 come un anno in cui l’inflazione potrà avere un impatto significativo tanto sui costi quanto sui nostri ricavi. Registriamo grande fermento nel settore del water metering ed in generale prevediamo di partecipare a nuove, importanti gare sia sul mercato domestico che su quello internazionale». La guidance per la fine dell’anno sarà influenzata da «un portafoglio ordini che rimane elevato - si legge in una nota della società - ma data l'incertezza, i clienti potranno ritardare ordini e spedizioni previsti per l'esercizio 2022». L’azienda prevede di conseguire ricavi consolidati al livello dell'esercizio precedente con una marginalità attesa leggermente inferiore al 12% (Ebitda adjusted).

Ing paga l’effetto Turchia

La banca olandese Ing ha conseguito nel terzo trimestre un calo dell’utile netto pari al 28,4% su base annua. Il risultato, ha specificato l’azienda, è legato all’iper inflazione in Turchia e al difficile contesto economico e geopolitico in cui la banca si trova ad operare in diversi Paesi. Il principale gruppo bancario olandese ha comunicato di aver realizzato un utile netto di 979 milioni di euro nel terzo trimestre a fronte di un utile netto pari a 1,367 miliardi nello stesso periodo dell’anno scorso.

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