Bitcoin, Ethereum, Libra e le altre criptovalute fai da te

I big dietro le mosse di Facebook

Più clienti e tecnologia smart, perché Visa, PayPal &Co dicono sì

di Lucilla Incorvati


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3' di lettura

Creare una valuta alternativa alle monete nazionali per fare guerra al sistema delle banche centrali oppure far nascere semplicemente un nuovo canale di pagamento? Secondo qualcuno Libra di Mark Zuckerberg ha tutte le carte in regola per diventare la valuta principale nei Paesi più poveri del mondo. In realtà questa “rivoluzione” valutaria Zuckerberg non la fa da solo e proprio per questo ha un potenziale enorme. «Crediamo nella democratizzazione della partecipazione nell’economia digitale a persone di ogni ceto sociale e aziende di ogni dimensione grazie ad una nuova valuta globale basata sulla tecnologia blockchain che ha il potenziale per autorizzare facilmente milioni di persone».

Il punto di vista di Paypal

Le parole di Dan Schulman, president & ceo di PayPal, colosso statunitense che insieme a Visa, Mastercard, Booking hanno partecipato al consorzio pro Libra, spiega bene perché la mossa di Zuckeberg è forte: dietro c’è la collaborazione di alcuni big che vedono nella nuova criptovaluta un potenziale strumento per allargare il loro raggio d’azione. Sulla stessa linea Leslie Cafferty, Head of global communications di Booking Holdings.«L’evoluzione dei sistemi finanziari e l’empowerment economico sono questioni complesse, ma questa è una grande iniziativa, che riunisce molte società globali affidabili con lo scopo di soddisfare un bisogno globale».

Le mosse di Paypal e Visa

Paypal da mesi sta lavorando per far si che piattaforme, conoscenze e leadership creino esperienze migliori per aziende clienti e consumatori. La società ha avviato oltre 40 partnership negli ultimi 36 mesi per offrire ai consumatori una scelta più ampia sui metodi di pagamento da utilizzare. Sulla stessa linea anche Visa, colosso con 3,4 miliardi di carte nel mondo, 11,4 mila miliardi di volume totale e 65mila transazioni al secondo. Visa dal canto suo è molto protesa ad attivare transazioni oltre la carta di plastica e il punto vendita con pagamenti digitali business-to-business, da persona a persona e tokenizzati per IoT e dispositivi mobili. In parte si è già mossa con Visa Direct, ma vuole ampliare l’accesso a più persone e luoghi, soprattutto nelle economie emergenti dove Visa sta abilitando pagamenti basati su QR (scan-to-pay) per superare le sfide infrastrutturali. «L’ascesa di Internet, la proliferazione di dispositivi mobili e l’esplosione della connettività mobile hanno trasformato l’esperienza dell’acquisto e della vendita. I pagamenti non sono più limitati dall’infrastruttura cablata, dando alle persone nelle zone più remote la possibilità di accedere all’economia digitale», ha spiegato Terry Angelos,a capo del Fintech Visa. Visa crede nel mobile e nel digitale e sta investendo in partnership e acquisizioni che estendono la sua portata come ha fatto con Earthport, Stripe, Marqeta, Square e Klarna. «Dall’altro esploriamo nuove tecnologie per far avanzare i pagamenti digitali» ha concluso Angelos.

Con Libra si fa la banca pur non essendo banca

Insomma, per Visa il nuovo strumento di Facebook cade a fagiulo. Come spiega Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano, «è da qualche anno che Facebook sta cercando di entrare nei servizi finanziari(ndr, ha già preso la licenza bancaria in Irlanda) ma non certo per fare guerra al sistema convenzionale. Facebook prima di muoversi si è assicurato la collaborazione di grandi player come Visa, Mastercard e Paypal desiderosi di guadagnare nuove quote di mercato(dei circa 2 miliardi di utenti facebook quelli senza conto conto corrente sono circa 1,7 miliardi)». Anche Telegram da qualche anno ha lanciato il suo toke e in autunno sarà pronto con la sua cripto. «Sia Facebook sia Telegram possono contare sull’appoggio di big - aggiunge Portale che non vogliono lasciarsi sfuggire l’occasione di avere l’accesso a nuovi utenti connessi con i social network perché proprio l’uso della criptovaluta consentirà a questi colossi di “fare banca” pur non essendo banche». Dal canto loro, secondo l’esperta, le banche sono impaurite perché questo nuovo attore entra in gioco in modo dirrompente. «Fino ad oggi le cripto valute hanno avuto problemi di stabilità finanziaria, caratterizzate dall’alta volatilità- conclude Portale - ma sembra che con Libra si punti a sistemi di scambio stabile. La vera concorrenza in termini di tracciabilità dei pagamenti arriva dalla tecnologia decisamente più smart di quella delle banche che oggi in molti casi hanno un problema di performance, visto che richiede oltre 10minuti per processare un’operazione». Insomma,a Visa, Mastercard e gli altri mettono al primo posto l’efficienza tecnologica di Libra&Co.

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