Le sfide del design

visto da...

«Più confronto e meno estremismi»

di Giulia Crivelli


2' di lettura

«Incontrai Piero Gandini nel 2011 e ci intendemmo al volo: credo che gli imprenditori italiani del design e il Salone del mobile formino un sistema unico al mondo, una piattaforma perfetta per creare, progettare, imparare, conoscere altre persone e altri mondi». Michael Anastassaides ha scelto Londra come sede del suo studio, ma viaggia moltissimo: è appena tornato da Hong Kong, in tempo per la settimana del design di Milano, che, dice, non ha eguali al mondo. «Molte città organizzano eventi dedicati all’arredamento. Alcuni sono interessanti e originali, il binomio Rho-Fuorisalone però è inimitabile e mai come quest’anno mi sembra il luogo adatto a ribadire che abbiamo bisogno di incontrarci, scambiarci idee. Non di chiuderci nei rispettivi estremismi».

A Milano Anastassaides porterà il marchio di oggetti di design al quale ha dato il suo nome e due sistemi di illuminazione creati per la Flos di Piero Gandini. «Il mio brand è nato nel 2007 perché sentivo l’esigenza di avere un’indipendenza completa, che mi permettesse di non scendere a compromessi con i committenti o le aziende di turno. Con Flos e tanti altri protagonisti del design italiano però è diverso – sottolinea Anastassaides –. C’è un rispetto assoluto per il processo di progettazione e creazione e un know how dal quale si può solo imparare». Benché si dedichi anche all’arredo e ai complementi, il designer di origine cipriota dice di avere una passione assoluta per la luce.

«Negli anni ho lavorato con molti architetti e aziende in giro per il mondo: sono le reazioni ai miei sistemi di illuminazione che mi hanno sempre colpito di più. Ho sempre sognato di poter migliorare la qualità degli ambienti e della vita con la luce e credo di poter dire che è l’attività che, ancora oggi, mi coinvolge di più dal punto di vista emotivo. Mi aiuta la mia parte razionale e l’imperativo che mi guida da molti anni: partire da un’idea forte e realizzarla nel modo più essenziale possibile». Per Flos, Anastassaides ha disegnato un sistema di illuminazione modulare e personalizzabile. «I fili e le fonti di luce si muovono su binari che mi ricordano i componenti che usavo, da bambino, per costruire le piste per le macchinine – conclude Anastassaides –. Non dimentico mai la funzionalità, ma nel caso di questa novità per Flos era importante anche l’aspetto decorativo. E, se vogliamo, di divertimento, per chi progetta e per l’utente finale».

Il designer dedica anche una riflessione alla Brexit: «Non mi spaventa la possibilità dell’uscita dall’Unione europea in sé, ma il fatto che tutto sia nato da una nostalgia del passato, da un desiderio di tornare indietro, a qualcosa che si pensa migliore del presente. Ma non è così: persone e nazioni devo guardare al futuro, con speranza e fiducia».

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