ENERGIA - RAPPORTO ALTHESYS

Più efficienza e un nuovo patto sugli incentivi verdi. Per l'Italia un bonus da almeno 3 miliardi l'anno

di Federico Rendina


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(Agf Creative)

4' di lettura

Una nuova rivoluzione dell'energia verde a costo zero e perfino con un effetto volano sull'economia e sull'innovazione? Si può fare, giurano gli analisti di Althesys. Che in vista della nuova strategia energetica nazionale promessa dal governo hanno preparato un breviario con otto buoni consigli. Operazione indispensabile e urgente, insistono sull'onda dell'altolà lanciato lo scorso aprile nel loro rapporto annuale sui rischi di non centrare gli obiettivi sull'energia verde al 2030 previsti dalla Ue.

Poca spesa e molta resa, con benefici per l'Italia abbondantemente superiori ai 3 miliardi di euro l'anno solo con una prima serie di interventi sulle rinnovabili e sull'efficienza. La soluzione - sostengono in uno studio che sarà presentato domani a Milano in occasione della Settimana dell'energia - è in un nuovo patto dello Stato con l'industria delle energie rinnovabili per garantire la redditività degli investimenti attraverso l'uso estensivo di “contratti per differenza“ per non aggravare ulteriormente le bollette degli italiani. Incentivi mirati dovranno semmai premiare l'efficienza energetica: dai sistemi intelligenti per governare l'energia distribuita ai progetti per le Smart Grid e le Smart City, dai contatori intelligenti 2.0 capaci di fare da supporto alla nuova rivoluzione tecnologica e ai sistemi di accumulo dell'energia rinnovabile per creare vere sinergie tra l'ulteriore crescita dell'elettricità verde e una buona base di termoelettrico tradizionale, comunque indispensabile alla sicurezza e al bilanciamento del nostro sistema elettrico.

2016 vs scenario No action al 2030

Obiettivi da superare

Ecco più in dettaglio le otto proposte. Serve innanzitutto un impulso all'efficienza energetica come “leva fondamentale per raggiungere target della Ue” riducendo così al minimo gli investimenti nuova capacità rinnovabile e i relativi oneri sulle bollette. La Ue ci impone di incrementare ulteriormente l'efficienza del 30% al 2030. Siamo già un paese mediamente efficiente rispetto agli altri ma secondo gli analisti ci sono gli spazi non solo per raggiungere ma anche per superare l'obiettivo.

Il secondo consiglio è dedicato al rinnovamento degli impianti eolici e idroelettrici. Possono consentire di recuperare circa 15 terawattora di energia al 2030 rispetto allo scenario tendenziale “con costi decisamente contenuti”: 37 milioni di euro l'anno. Da canalizzare innanzitutto su “aste e contingenti dedicati al rinnovamento” per circa 3,5 gigawatt per il solo eolico. Lo strumento? Quello, appunto, di “contratti per differenza” che coprano l'eventuale scostamento in negativo tra il prezzo di mercato dell'energia e la tariffa aggiudicata in asta, affiancati da drastiche semplificazioni normative per rinnovare gli impianti.

Il terzo consiglio riguarda le bioenergie. I vecchi incentivi si stanno esaurendo e per evitare il decadimento si suggerisce introdurre anche qui un meccanismo di contratti per differenza della durata di 10 anni da calibrare sui costi delle tecnologie.

Proteggere le bollette

Il quarto suggerimento riguarda i grandi impianti di nuova installazione allestiti dagli operatori commerciali. Anche in questo caso lo strumento principale potrebbe essere quello dei contratti per differenza assegnati a partire dal 2020 con aste fino ad un massimo di 6,4 GW per l'eolico e fino a 8,7 GW per il fotovoltaico. Con “impatti contenuti o nulli, a seconda dell'evoluzione dei prezzi elettrici” sugli oneri che finirebbero per pesare almeno in parte sulle bollette, sostengono gli analisti di Althesys Strategic Consultant.

Il quinto punto riguarda il ruolo decisivo “per raggiungere target europei” delle nuove installazioni fotovoltaiche di taglia minore, compreso il residenziale, decisivo per concretizzare davvero quello scenario della generazione distribuita a cui gli analisti attribuiscono un ruolo chiave nell'innovazione dei sistemi energetici. Althesys suggerisce di puntare ad un incremento fino a 4,7 GW di capacità favorendo anche con strumenti fiscali non solo il residenziale ma anche l'autoconsumo nell'industria e lo sviluppo dei sistemi efficienti di utenza (i SEU, ovvero le reti tra più utenti in un territorio circoscritto in cui si genera e si consuma elettricità).

Sesto consiglio: guai a sottovalutare il ruolo di una corretta sinergia tra rinnovabili e termoelettrico. Al 2030 dovremo allestire un mix elettrico capace di garantire al tempo stesso la piena copertura del fabbisogno sempre e comunque, in sicurezza e riducendo al minimo l'import. Un mix ben calibrato consentirà tra l'altro agli operatori tradizionali, meglio di quanto accade oggi, un maggior impiego medio degli impianti migliorandone la redditività.

Vantaggi per tutti

Il settimo capitolo è dedicato alla smart energy: reti intelligenti, contatori di nuova generazione, sviluppo degli accumuli. L'innovazione tecnologica” è essenziale per gestire la trasformazione in corso. E' dunque cruciale “il ruolo dei policy maker e dei regolatori nell'indirizzare e favorire gli investimenti in queste aree” valorizzando le competenze di cui già dispone il nostro paese. Il capitolo finale esorta infine a potenziare le interconnessioni con l'estero “realizzando i progetti in essere e valutandone di nuovi” promuovendo insieme all'Europa l'uniformità delle regole e dei meccanismi di scambio transfrontaliero di energia. Solo così potremo “aumentare la flessibilità del sistema riducendo i rischi di inadeguatezza”.

I guadagni? Sicuri e per tutti, insistono gli analisti. “Con le misure proposte – afferma Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys – si potrebbe ottenere una produzione di rinnovabili al 45% sui consumi rispetto ad uno scenario no action. Obiettivo comunque prudente rispetto al 48-50% indicato dalla bozza della nuova Strategia Energetica Nazionale. A parità di consumi ciò comporterebbe un risparmio di combustibili importati per circa 1,8 miliardi di euro l'anno contro oneri medi annui per incentivazione di circa 300 miliardi. Insomma un beneficio netto di 1,5 miliardi l'anno solo per questo aspetto. L'efficienza energetica del 33% garantirebbe poi un risparmio di circa 1,6 miliardi di euro rispetto allo scenario di riferimento agli attuali prezzi della Borsa elettrica. Il risparmio diventa, con una stima grossolana, circa il doppio se si considera il costo in bolletta per i consumatori”.

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