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Più elettrico e fotovoltaico, piano anti crisi di Zignago Vetro

L’ad Cardini: in caso di razionamento del metano alimenteremo le linee produttive primarie. I prossimi passi: incremento della materia prima seconda e riduzione dell’uso dell’acqua nei processi

di Riccardo Sandre

Seconda vita.  Tra 2020 e 2021 Zignago Vetro è cresciuta del +3,3% nell'uso del vetro riciclato, raggiungendo una percentuale del 49,7% che diventa del 60% per gli stabilimenti italiani. Ha anche lavorato molto sulla riduzione dell'uso di acqua

3' di lettura

Con l’acquisizione di Italian Glass Moulds (IGM) Zignago Vetro conferma che, anche nel pieno di una crisi complessa, la forza delle imprese sta nella loro fiducia nel futuro, tanto più quando si unisce alla capacità di prepararsi alle evenienze più complesse.

Dopo aver chiuso il 2021 con un fatturato di 493 milioni di euro (+ 21,2% sul 2020 ) con un ebitda a 130,3 milioni di euro e un utile netto a 60 milioni), la società ha presentato una semestrale 2022 di ulteriore crescita sia del fatturato (+28,6% sul primo semestre del 2021) che dell’ebitda (+3,5%) e dell’utile netto (+8,2%). Ora però a preoccupare la società è l’eventualità di una vera e propria carenza di gas.

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Uno scenario, quello relativo ai razionamenti del metano, a cui l’azienda, quotata al segmento Star di Borsa Italiana, crede solo in parte ma a cui si è preparata con precisi piani di emergenza.

«Zignago Vetro è pienamente inserita in un mercato fortemente anticiclico e per una parte significativa della propria produzione si colloca in una delle filiere produttive strategiche per il Paese come quella alimentare», spiega l’ad Roberto Cardini. «Una filiera che ci si può permettere di interrompere solo in casi gravissimi. Per questo riteniamo davvero poco probabile l’eventualità di una riduzione consistente dell’energia per le nostre linee produttive. Ad ogni modo abbiamo già improntato alcuni piani di emergenza atti a garantire la continuità della produzione e del funzionamento di alcuni macchinari che non possono essere spenti. Un piano che stabilisce criteri di priorità per l’alimentazione di macchinari e linee produttive in relazione all’entità di un’eventuale riduzione degli approvvigionamenti di gas metano».

Nel frattempo un programma pluriennale di investimenti in sostenibilità permette all’azienda di guardare ad un futuro in cui potrà affrancarsi, almeno in parte, da un uso massiccio del gas. Un programma articolato, già avviato negli anni, e foriero sia di nuove prospettive di sviluppo che di efficienze produttive in grado di garantire alla società di Fossalta di Portogruaro nel Veneziano una maggiore competitività sui mercati in cui opera.

«I forni principali delle 8 unità produttive attualmente in attività - spiega l’ad - sono tutti piuttosto recenti e 2 di questi sono davvero recentissimi. Possiamo contare su tecnologie all’avanguardia che permettono sia di ottimizzare l’uso di energia che di ridurre scarti e sprechi. Nel frattempo la nostra produzione si è integrata con l’Industry 4.0 e con la digitalizzazione dei processi, così da garantirci un controllo sempre più puntuale su tutte le fasi della produzione. In prospettiva poi c’è l’introduzione di impianti fotovoltaici ad alta efficienza e la riconversione delle lavorazioni che usano gas verso un uso più massiccio di elettricità. Per noi in effetti la sostenibilità è efficienza e l’efficienza permette di ridurre i costi e migliorare le performance dell’azienda. In questo senso siamo orgogliosi di poter dire che in Zignago Vetro la sostenibilità ambientale e quella economica vanno di pari passo».

E se l’ottimizzazione dei processi e la riduzione dell’uso di energia per la produzione diventano elementi tanto più strategici quanto meno scontata è la capacità di approvvigionamento di gas, l’azione di Zignago Vetro in termini di Esg si fa sentire con forza anche nell’ambito delle materie prime necessarie per la produzione del vetro. In questo senso va infatti l’investimento da 30 milioni di euro per il nuovo stabilimento che va sotto il nome di Julia Vitrum nella Zona Industriale Ponte Rosso (ZIPR) di San Vito al Tagliamento (PN). Un vero e proprio gioiello dell’economia circolare in grado, grazie a tecnologie innovative, non solo di migliorare la performance di recupero della materia prima seconda di Zignago Vetro ma pure di contribuire all’efficienza complessiva della produzione del gruppo.

«Per un’azienda come la nostra che produce circa il 70% di contenitori in vetro bianco e il 30% in vetro verde - aggiunge Cardini - garantire l’approvvigionamento di rottame del colore e della qualità adeguate è importantissimo: a livello di gruppo solo tra 2020 e 2021 siamo cresciuti del +3,3% nell’uso del vetro riciclato, raggiungendo una percentuale del 49,7% che diventa del 60% per gli stabilimenti italiani. Ma abbiamo lavorato molto anche ad una riduzione dell’uso dell’acqua nei nostri processi».

«Le direttrici del nostro futuro - conclude Cardini - guarderanno all’elettrico a discapito del gas, ad accelerare la produzione in house di energia tramite fotovoltaico, ad incrementare l’uso della materia prima seconda. Uno sforzo in cui vogliamo coinvolgere anche le nostre imprese fornitrici anche attraverso audit per verificare fino a che punto i nostri obiettivi di sostenibilità sono condivisi».

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