Moderna distribuzione

Più franchising e centinaia di esuberi per Carrefour alla ricerca del rilancio

È prevista l’attivazione di un piano sociale esclusivamente su base volontaria ma secondo Paolo Andreani (Uiltucs) si parla di 1.800 esuberi e di 100 cessioni di punti vendita con un taglio del personale diretto di oltre il 10% rispetto all'organico totale che a fine 2020 era di oltre 16mila unità

di Enrico Netti

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3' di lettura

Carrefour Italia cerca la via del rilancio e annuncia un piano di trasformazione per rafforzare la crescita. Si accelera sul franchising, l’aumento della produttività per finire con una riduzione del personale di circa 770 unità con l’attivazione di un piano sociale esclusivamente su base volontaria. Il piano della multinazionale francese prevede una rapida espansione e la trasformazione di punti vendita localizzati in diverse regioni da diretti a franchising.

L’espansione della rete franchising creerà nuove opportunità di impiego e il passaggio dei punti vendita da diretti a franchising non avrà alcun impatto occupazionale per i dipendenti trasferiti.

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Il modello di franchising sviluppato da Carrefour in Italia è già rodato: solo nel 2021, oltre 34 lavoratori sono passati da dipendenti a imprenditori. Questo numero salirà a oltre 50 entro la fine del 2021. Entro il primo trimestre del 2022, altri 25 lavoratori subentreranno come franchisee. Nell’ambito di questa strategia, Carrefour Italia investirà fortemente in nuovi servizi, tra cui la consulenza e la formazione, per gli imprenditori Carrefour.

Sono inoltre previsti interventi per migliorare la competitività di iper e supermercati con l’adeguamento dei concept e degli assortimenti dei negozi, la semplificazione dei processi interni e l’ottimizzazione della produttività. La riorganizzazione prevede un nuovo modello organizzativo con il focus sui punti vendite e il cliente, una maggiore semplificazione dei processi, alla digitalizzazione e ad un’organizzazione più snella della sede centrale.

Per rendere sostenibile il progetto di trasformazione per il rilancio di Carrefour in Italia, l’azienda prevede, nell’ambito del confronto con le organizzazioni sindacali, l’attivazione di un piano sociale esclusivamente su base volontaria, che potrà prevedere interventi di formazione e riqualificazione del personale per favorirne il ricollocamento interno ed esterno, programmi di sostegno all’imprenditorialità e incentivi all’esodo.

L’impatto sull’impiego è stimato in circa 600 collaboratori impiegati nei punti vendita diretti, distribuiti su tutto il territorio nazionale, e circa 170 persone della sede centrale. L’azienda si impegna fin da subito, nell’ambito del confronto con i sindacati e con le istituzioni preposte, ad assicurare ad ogni collaboratore coinvolto la migliore soluzione possibile.Il piano annunciato oggi mira a supportare lo sforzo di rilancio delle attività di Carrefour in atto in Italia, un mercato chiave a livello globale in cui l'azienda intende continuare ad investire in modo sostenibile, avvalendosi del totale supporto e della solidità finanziaria del Gruppo.

Il sindacato Uiltucs: esuberi molto maggiori

Reazioni immediate all’annuncio del piano di riorganizzazione. «Un fulmine a ciel sereno. Non ci aspettavamo certo l’annuncio della quinta ristrutturazione in 10 anni, e l’ennesima riduzione di personale» dice Paolo Andreani, leader di Uiltucs. Diversi i numeri del sindacato, che parla di 1.800 esuberi e 100 cessioni e che il piano previsto da Carrefour prevede un taglio del personale diretto di oltre il 10% rispetto all'organico totale che a fine 2020 ammontava ad oltre 16mila unità. «Dopo la crisi degli ipermercati, quindi - aggiunge Andreani - entra in discussione la tenuta dei formati Express e Market: verranno ceduti punti vendita tra i più performanti. Campania, Liguria, Lombardia e Lazio risultano le regioni del Paese più penalizzate. Non solo. È prevista entro il 2022 la cessione a terzi di oltre 100 punti vendita diretti, nei fatti il 30% della rete esistente dei relativi formati. Tale cessione coinvolgerà oltre 1.000 delle 1.800 unità coinvolte. Carrefour licenzia centinaia di lavoratrici e lavoratori per ridurre i costi dopo aver praticato scelte commerciali sbagliate. La multinazionale non è più credibile nelle relazioni sindacali».

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