Supercalcolo

Più intelligenza artificiale per la ricerca: via alla fase due del supercomputer di Lenovo

L'intelligenza artificiale permetterà di aumentare le capacità di effettuare simulazioni avanzate

di G.Rus.

Il governo stanzia fondo per la ricerca di base: è la prima volta

3' di lettura

Integrare il calcolo basato su AI nell'attuale sistema di high-performance computing SuperMUC-NG: è questo il passo in avanti sostanziale che hanno compiuto Lenovo Infrastructure Solutions Group, Intel e il Leibniz Supercomputing Centre dell'accademia di scienze bavarese per dare il via alla “fase 2” del progetto dedicato al supercalcolo finanziato anche con il contributo del ministero federale tedesco dell'Educazione e ricerca. L'intelligenza artificiale, si legge in una nota diffusa dalla compagnia cinese, permetterà di aumentare le capacità di effettuare simulazioni avanzate, modelli e analisi di dati a sostegno delle attività di ricerca e consentirà al sistema di rimanere uno dei supercomputer più veloci ed efficienti al mondo (SuperMUC-NG è attualmente al 15mo posto nella Top 500).

Prestazioni quattro volte superiori

Fin dalla prima fase, il super cervellone era stato utilizzato sia per tradizionali operazioni di simulazione e modellazione sia per automatizzare il riconoscimento delle immagini e delle forme ricorrenti nell'osservazione del pianeta, cartelle mediche, dati sanitari e demografici. Per rispondere alla cresciuta esigenza di data analytics, machine learning e memoria rapida a elevate prestazioni, il SuperMUC-NG sarà quindi potenziato con processori Intel Xeon Scalable di terza generazione (nome in codice Sapphire Rapids) e con la nuova Gpu (sempre del produttore di chi californiano) basata sull'architettura Xe Hpc “Ponte Vecchio”.

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Nella “fase due”, inoltre, sarà impiegato all'interno della piattaforma raffreddata ad acqua tiepida ThinkSystem SR630 V2 di Lenovo un sistema Daos (Distributed Asyncronous Object Storage) che fornirà uno spazio di archiviazione dati fino a un petabyte e assicurerà un più rapido throughput nella fase di elaborazione di grandissimi volumi di informazioni. Nel complesso, i nuovi nodi di calcolo del SuperMUC-NG offriranno prestazioni per Watt di quattro volte superiori rispetto ai precedenti e saranno a disposizione della comunità di utenti a partire dal secondo trimestre del 2022.

La macchina di Eni fra i 500 super cervelloni del mondo

L'ultima edizione, la 56esima, della TOP500, la classifica che mette in fila i supercomputer più potenti della terra, ha visto la conferma del giapponese Fugaku sul gradino più alto del podio con 442 petaflop sul benchmark High Performance Linpack e ha registrato il minor numero di nuove entrate da quando il progetto è iniziato nel 1993. Qualche curiosità in cifre. Il livello di ingresso è ora salito a 1,32 petaflop e le prestazioni aggregate di tutti i 500 sistemi recensiti sono passate da 2,22 exaflops del giugno scorso ai 2,43 exaflops di novembre. Allo stesso modo, la “concurrency” media per sistema (l'insieme di processi o sottoprocessi computazionali in esecuzione nello stesso istante) è praticamente rimasta immutata, salendo da 145.363 a 145.465 core.

Alle spalle del supercomputer nipponico di Fujitsu, equipaggiato con oltre 7,6 milioni di cervelli a tecnologia Arm A64FX, si trovano ufficialmente due esemplari americani, Summit e Sierra, con architetture molto simili. Il primo è un sistema di Ibm da 4.356 nodi, ognuno dei quali ospita due Cpu Power9 a 22 core e sei Gpu Nvidia Tesla V100, in esercizio presso l'Oak Ridge National Laboratory del Tennesseed e risulta ad oggi il più veloce degli Stati Uniti con i suoi 148,8 petaflop. Il secondo è stato realizzato dal Lawrence Livermore National Laboratory, in California, e raggiunge i 94,6 petaflop. Fra progetti cinesi, sauditi e ancora americani, all'ottavo posto del ranking trova spazio HPC5, un sistema PowerEdge di Dell installato presso Eni: le sue prestazioni raggiungono i 35,5 petaflop, grazie a Cpu Intel Xeon Gold e Gpu Nvidia Tesla V100, e ne fanno il supercomputer più potente della Top500 considerando l'utilizzo per scopi commerciali presso un cliente aziendale.

Il sistema AI più potente che studierà l’universo

Non ancora classificato nella Top500 ma di fatto il secondo cervellone più veloce al mondo, il sistema Cray inaugurato di recente presso il National Energy Research Scientific Computing Center dei laboratori di Berkeley è una macchina che combina deep learning e avanzatissime capacità di simulazione, rivendicando il trono di unità AI più potente del mondo. Perlmutter, questo il suo nome, verrà utilizzato per vari progetti scientifici, tra cui la creazione della più grande mappa 3D dell'universo visibile attraverso l'elaborazione delle immagini del Dark Energy Spectroscopic Instrument, una sorta di fotocamera cosmica in grado di catturare oltre 5mila galassie con una singola esposizione. Sfrutta Cpu di Amd a 64 core (le Epyc 7763) e Gpu A100 di Nvidia per toccare i 180 petaflops di performance standard e nella sua versione iniziale conta di 1.536 nodi di calcolo e di 35 petabyte di spazio di archiviazione.


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