analisi

Più interlocutori a tutela dei patrimoni

Più servizi per le Pmi

di Daniela Russo


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3' di lettura

Tra modifiche normative e trasformazione della clientela, le fiduciarie cambiano pelle. Dal 1° gennaio 2021 entreranno in vigore le nuove segnalazioni statistiche di vigilanza delle società fiduciarie iscritte nella sezione separata dell’Albo . Un passo avanti verso il recepimento della normativa in materia di prevenzione dell’uso del sistema finanziario a scopo di riciclaggio e finanziamento del terrorismo. Allo stesso tempo, un’apertura alle fiduciarie per offrire servizi innovativi. Sullo sfondo la consultazione sulla bozza di decreto sull’accesso al registro dei titolari effettivi.

La Banca d’Italia avvia la consultazione relativa alle disposizioni sulle segnalazioni statistiche periodiche istituite, a partire dal 1° gennaio 2021, per le società fiduciarie iscritte all’Albo previsto dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario. La strada è quella della trasparenza e della vigilanza a scopo preventivo dell’uso del sistema finanziario per riciclaggio e finanziamento del terrorismo, in linea con quanto previsto dalla normativa europea. Diverse le novità normative che avranno effetti destinati a incidere sul futuro del settore. Tra questi, il riconoscimento della possibilità per le fiduciarie di offrire servizi più innovativi, come l’account aggregation. A porre l’accento sulla direzione del comparto è Fabrizio Vedana, vice direttore di Unione Fiduciaria, che ripercorre anche le prime tappe di questa trasformazione.

L’esigenza di dotarsi di modelli organizzativi strutturati è frutto della normativa 141/2010 con la necessità «per le fiduciarie controllate da banche o intermediari, o con capitale superiore ai 100mila euro, di iscriversi al registro della Banca d’Italia. – spiega Vedana - Sono 39 quelle iscritte, il 12% dei totale, e amministrano oltre il 90% delle masse complessive». Tra i temi caldi c’è anche il completamento del recepimento della V direttiva antiriciclaggio Ue, che amplia il numero di soggetti con accesso alle informazioni contenute nei registri dei titolari effettivi. Per Vedana: «La bozza di decreto introduce un elemento positivo: la possibilità per i titolari effettivi di opporsi all’accesso da parte di soggetti non qualificati».

La forma definitiva del decreto giocherà un ruolo determinante per le fiduciarie. «Molto dipenderà dalle limitazioni imposte all’accesso al registro – commenta Eriprando Guerritore, partner Gatti Pavesi Bianchi – e dalla complessità della procedura per la disclosure. Il decreto non è stato ancora emanato, mentre altri paesi europei, come il Lussemburgo, hanno già istituito il registro. È un tema delicato, che mette in gioco la natura stessa delle fiduciarie». La totale trasparenza dei beneficiari potrebbe minare il settore, chiamato a una trasformazione per contrastare gli effetti delle nuove norme. «Si potrebbe ipotizzare, una maggiore focalizzazione verso le attività di gestione patrimoniale “dinamiche” sostanzialmente assimilabili a quelle di una Sim», spiega Guerritore.

L’introduzione delle nuove procedure previste in materia di antiriciclaggio e relativi presidi organizzativi in recepimento delle normative Ue comporteranno da un lato un aggravio di costi operativi e dall’altro una possibile consistente riduzione dei mandati aventi a oggetto le partecipazioni societarie. Ne è convinto Paolo Cappugi, amministratore delegato di Spadif, che aggiunge: «Questo porterà a un ulteriore processo di concentrazione delle realtà fiduciarie in Italia, rendendo urgente un nuovo indirizzo strategico, sempre più rivolto a fornire servizi di supporto a famiglie di imprenditori nell’organizzazione, protezione e trasmissione del patrimonio alle generazioni successive e diretto a sviluppare più servizi di assistenza nelle operazioni straordinarie che riguardano le aziende familiari. In questo contesto le attività di family office e trust sono complementari al nuovo indirizzo strategico per le fiduciarie. Tale processo comporterà anche una maggiore focalizzazione delle fiduciarie di gruppi bancari a supporto delle proprie strutture di private banking, come Spafid sta facendo con Mediobanca Private Banking e CheBanca!».

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