AnalisiL'analisi si basa sulla cronaca e sfrutta l'esperienza e la competenza dell'autore per spiegare i fatti, a volte interpretando e traendo conclusioni. Scopri di piùI dati Istat tra crescita e incertezze

Più occupati, ma a termine

Superata quota 23milioni di lavoratori. Resta in affanno la fascia d’età 35-49. Per giovani e donne mercato del lavoro in chiaroscuro

di Claudio Tucci

Lavoro: nel 2020 tiene l'occupazione, ma crollano i salari

2' di lettura

L’occupazione, a novembre, ha superato la soglia psicologica dei 23 milioni di lavoratori. In un mese ci sono 64mila occupati in più, ma sono tutti rapporti a termine e qualche partita Iva in più (gli indipendenti salgono di 61mila unità). Siamo alla fine del 2021 con un rimbalzo della nostra economia importante. Ma c’è ancora tanta incertezza legata all’emergenza sanitaria e a diversi settori del terziario che continuano a soffrire, turismo e commercio in primis. Il tasso di occupazione ha raggiunto il 58,9%, siamo tornati ai livelli di novembre 2019, ma per le donne siamo al 49,9 per cento (contro il 68% degli uomini).

Da gennaio 700mila occupati in più

Sono tre mesi che l’occupazione sale, complessivamente di quasi 200mila unità. Rispetto a gennaio 2021 l’incremento è di 700mila persone, e riguarda in prevalenza il lavoro dipendente (a termine) e, in parte, gli autonomi. Rispetto ai livelli pre-pandemia (febbraio 2020), il numero di occupati è ancora inferiore di 115mila unità. Sull’anno, novembre 2021 su novembre 2020, l’occupazione è salita di 494mila posizioni, 448mila sono a termine, 42mila a tempo indeterminato, 2mila sono autonomi.

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Resta in affanno la fascia d’età 35-49 anni

Guardando all’età, la situazione resta critica per i 35-49enni. In un mese perdono 23mila occupati, nell’anno 95mila. I numeri sono in lento miglioramento, ma si conferma una certa difficoltà di reinserimento lavorativo, e ci sono ancora crisi aziendali aperte. In un mese il numero di disoccupati è sceso di 43mila unità, con l’unica eccezione, appunto, per i 35-49enni. Il tasso di disoccupazione generale è sceso al 9,2% nel complesso (-0,2 punti) e al 28,0% tra i giovani (-0,2 punti). Il calo del numero di inattivi tra i 15 e i 64 anni (-0,3%, pari a -46mila unità rispetto a ottobre) coinvolge uomini, donne e individui con almeno 25 anni di età. Il tasso di inattività è sceso al 35,0% (-0,1 punti)

Per i giovani mercato del lavoro in chiaroscuro

Tra ottobre e novembre l’occupazione cala anche tra i più giovani (15-24) associato alla diminuzione della disoccupazione e all’aumento dell’inattività. Si fa quindi più fatica a trovare un impiego, anche per via del mismatch ormai dilagante. La sensazione, un pò per tutto il lavoro, è che le attuali incertezze legate alla recrudescenza della pandemia stiano pesando sulle scelte delle imprese, che restano caute. Per i giovani è fondamentale non perdere altro tempo sul rilancio della scuola-lavoro e della formazione tecnico-professionale, incluse le discipline Stem.

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