ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa riunione di marzo

Più opzioni per la Bce dalle incertezze della guerra

La nuova situazione, economicamente simile alla pandemia, potrebbe spingere la Banca centrale europea a sottolineare la possibilità di cambiare strada se necessario

di Riccardo Sorrentino

Poverta' assoluta non arretra, pesa inflazione

4' di lettura

Dopo la pandemia, la guerra. Non molto dissimili, da un punto di vista strettamente economici: in entrambi i casi decisioni politiche – e il gioco delle circostanze, come sempre nelle vicende belliche – determinano problemi sull'offerta (i cosiddetti shock) con due effetti diversi: una possibile frenata della crescita, e un aumento di alcuni prezzi. Per le banche centrali, che possono solo aiutare a gestire la domanda, è un dilemma.

Incertezza in aumento

La riunione di marzo della Bce si muoverà in questo scenario, ed è difficile che vengano prese decisioni, in un senso o in un altro: troppo breve il periodo bellico finora trascorso, troppo incerta la durata dei combattimenti. La fiammata dei prezzi dell'energia consiglia di soprassedere a qualunque indicazioni su possibili strette future – sarebbero solo un ulteriore colpo di freno alla crescita – anche se la dinamica dei prezzi richiede attenzione. Le proiezioni macroeconomiche, su cui le autorità monetarie si basano per definire le loro politiche, saranno in questo caso meno affidabili del solito.

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Il nodo dell’inflazione

L’INFLAZIONE IN EUROLANDIA
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Aspettare e vedere non è comunque una decisione facile. La Banca centrale europea aveva appena iniziato a preparare un lento cammino verso la stretta, mostrando qualche inquietudine verso l'andamento dell'inflazione. Giustamente: a gennaio la Bce si aspettava la fine dell'effetto dei tagli all'Iva tedesca, che per un anno – dopo il ritorno alla normalità – ha spinto in alto le variazioni degli indici. Non è andata così, l'inflazione ha continuato a crescere e ad “allargarsi”: non mancano beni e servizi con aumenti dei prezzi inferiori all'obiettivo del 2% (o addirittura in calo) e non si può parlare di un aumento generalizzato dei prezzi, come avviene negli Usa, ma l'incremento dei prezzi tende a interessare sempre più settori.

La flessione dell’euro

L’EURO AI MINIMI DAL 2017
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La guerra ha portato con sé, inoltre, un approfondimento del calo del cambio effettivo che, dopo un tentativo di rimbalzo, è sceso al di sotto dei minimi del 2020 e ha toccato i minimi dal 2017. La valuta, nel suo complesso, è un elemento delle condizioni finanziarie, che permettono di valutare l'orientamento della politica monetaria, meno importante però dei tassi di mercato. In questa fase, legato com'è, al calo dell'euro verso il dollaro, segnala a possibilità concreta che i prezzi dell'energia e di molti prodotti importati – quelli già interessati dall'interruzione delle forniture – risultino aumentino ulteriormente per il rincaro della valuta internazionale Usa.

Rendimenti in calo dopo il balzo di febbraio

I RENDIMENTI DAL 2020
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La situazione complessiva – una ripresa che finora ha tenuto, l'aumento dei prezzi, le indicazioni della stessa Bce – ha inoltre spinto naturalmente in alto di rendimenti del reddito fisso, l'altro importante elemento delle condizioni finanziarie. Il balzo, rispetto a inizio febbraio, sembra notevole ma nasconde un movimento più complesso: un rialzo ancora più intenso fino a metà del mese, seguito da una flessione. Non ha interessato inoltre la parte più a breve della curva dove i tassi sono tornati ai livelli minimi di tutto il periodo pandemico. Sarebbe interessante capire se si è trattato di una scelta della Bce di mantenere quelle scadenze brevi, le più rilevanti per la politica monetaria in senso stretto, sotto controllo.

Doppio movimento per spread e decennali

RENDIMENTI TITOLI DECENNALI - EUROLANDIA
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La parte più breve della curva ha visto anche la riduzione dello spread tra i rendimenti dei Paesi con tripla A, e quelli di tutti i Paesi di Eurolandia, differenziale che è invece aumentato costantemente per le scadenze più lunghe, compresi i decennali che pure, nel loro complesso, hanno visto ritorni in calo da metà febbraio. Sarà interessante, durante la conferenza stampa dopo la seduta, capire se ci sono indicazioni sulla priorità della Bce: il controllo dei rendimenti complessivi oppure la riduzione dei rischi di frammentazione – e quindi di aumento dello spread – tra un Paese e l'altro.

LA CORSA DEI PRESTITI ALLE AZIENDE
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Alla Banca centrale europea, in ogni caso, più che le condizioni finanziarie interessano le condizioni di finanziamento, per le quali manca un indice complessivo (simile a quello calcolato per gli Usa dalla Fed di Chicago). Il costo del credito, nell'ultimo periodo è in ogni caso rimasto relativamente basso, con qualche spinta al rialzo in Germania. I prestiti alle imprese non finanziarie – la cui rilevazione, non destagionalizzata, è ferma a gennaio – mostra ancora la prosecuzione della tendenza al rialzo: la sostanziale stabilità mostrata a gennaio rispetto a dicembre non può essere ancora considerata un segnale rilevante.

Più enfasi sulle opzioni percorribili

La Bce affronta quindi le incertezze del quadro bellico avendo di fronte un quadro creditizio e finanziario relativamente non preoccupante e, apparentemente, in base a un'analisi puramente esplorativa, coerente con la situazione. La flessione del cambio, e la possibile spinta sui prezzi dell'energia già colpiti dalla carenza di offerta, è probabilmente l'elemento critico ed è nota la riluttanza delle banche centrali a parlare della valuta per la difficoltà di gestire, su questo mercato, le aspettative. Nella difficoltà di prevedere i dettagli dell'esito della riunione – gli analisti sono particolarmente diviso – è probabile che la Bce ampli, o enfatizzi, le sue possibilità di fare scelte diverse in relazione all'andamento degli eventi. Senza modificare però il quadro complessivo: se era inquieta sull'inflazione a febbraio, a maggior ragione lo è a marzo con l'euro in flessione.


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