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Più risparmi dallo smart working il venerdì e dall’illuminazione a led

di Silvia Pieraccini

 Con lo smart working chiuse 14 sedi comunali il venerdì

2' di lettura

Tutti a casa il venerdì. Il 18 novembre è stato il primo giorno a “risparmio energetico” per il Comune di Firenze, che ha deciso – con una delibera di metà ottobre - di concentrare lo smart working di 1.500 dipendenti (tutti quelli che svolgono mansioni eseguibili da remoto e che hanno aderito all’operazione) il venerdì: in questo modo l’amministrazione guidata dal sindaco Dario Nardella punta a chiudere per tre giorni consecutivi, nel fine-settimana “lungo”, intere porzioni degli edifici comunali, dove non verrà acceso il riscaldamento e saranno ridotti i consumi di elettricità. La previsione è di tenere chiuse ben 14 sedi comunali. Si tratta di una sperimentazione che non vuole però intaccare i servizi al cittadino – precisa Palazzo Vecchio - per cui non interessa gli uffici aperti al pubblico come l’anagrafe, le biblioteche e neppure le scuole.

L'amministrazione. ll sindaco di Firenze Dario Nardella

I 1.500 lavoratori che hanno avviato lo smart working il venerdì rappresentano circa il 30% del totale e in gran parte lavoravano già da casa uno o due giorni alla settimana (mentre sono 2mila i dipendenti comunali che svolgono mansioni per cui è necessaria la presenza sul posto di lavoro, dagli insegnanti ai vigili urbani). Per i dipendenti che, pur potendolo fare, non sono interessati allo smart working e preferiscono lavorare in ufficio (al momento sono una cinquantina), l’amministrazione sta attivando spazi di coworking da utilizzare il venerdì negli uffici dei Quartieri e nelle biblioteche comunali. «Oggi basta entrare con la propria password su un pc dell’amministrazione collegato alla rete - spiegano da Palazzo Vecchio - per accedere ai propri programmi e ai propri archivi».

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L’operazione “smart working al venerdì” porterà un risparmio stimato in 400mila euro. Altri 400mila euro di risparmio – per un totale di 800mila euro nei prossimi sei mesi e più di 1 milione previsto in un anno – arriveranno dall’illuminazione pubblica. In questi anni il Comune di Firenze ha sostituito i classici lampioni con luci a Led, portando all’80% la diffusione di questa tecnologia (38.500 punti luce su 48mila) che fa risparmiare elettricità e consente di modulare l’intensità della luce.

Già dal 20 ottobre è stato rimodulato il calendario delle accensioni: alcuni lampioni che si spegnevano dopo le 23.15 ora si spengono già all’ora del tramonto. Sono impianti «su meno del 10% del territorio fiorentino», assicura il Comune garantendo «in ogni caso l’illuminazione sufficiente per la sicurezza pubblica e quella stradale».

Prosegue infine, sul versante delle attività economiche, il tavolo tecnico aperto con i commercianti con l’obiettivo di individuare insieme una serie di comportamenti virtuosi.

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