LA LETTERA del network

«Più sostegno alle start up per uscire dalla crisi»

Finanziamenti, liquidità, rinvio delle scadenze ed esenzioni - Ruolo chiave dell’innovazione per la svolta

di Chiara Bussi

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(Tierney - stock.adobe.com)

Finanziamenti, liquidità, rinvio delle scadenze ed esenzioni - Ruolo chiave dell’innovazione per la svolta


3' di lettura


«Mettere le start up europee al centro nei piani di gestione della crisi e dei futuri programmi di rilancio». È la richiesta scritta nero su bianco in una lettera inviata dal network Allied for startups alle istituzioni dei rispettivi Paesi ed europee. «Come per le catastrofi del passato - si legge nel documento a firma del network delle principali associazioni europee di startupper- questa crisi è anche un’opportunità: in primo luogo, è un’occasione per una migliore cooperazione e coordinamento tra le nazioni, ma è anche una possibilità per stimolare l’innovazione». Ed elencano un pacchetto di interventi da attuare «senza oneri burocratici e al più presto».

I finanziamenti
I finanziamenti, prima di tutto. Occorre accelerare quelli pubblici alle startup che stanno sviluppando tecnologie in grado di supportare i test, il trattamento o il monitoraggio dell’epidemia COVID-19. Se possibile utilizzando framework esistenti come Eic Accelerator, il programma di supporto alle start up finanziato dal bilancio Ue. Non solo.

Per riunire le parti interessate e facilitare la raccolta e lo sviluppo delle soluzioni alla crisi una strada da percorrere è anche quella degli hackaton digitali.
Gli startupper europei invitano inoltre a raccogliere e pubblicare in formato open source i dati relativi all’epidemia per istituire una banca dati globale in cui condividere informazioni affidabili e immediate.

Nel breve periodo: dialogo continuo e nodo liquidità

Nel breve periodo serve una task force nazionale e un a mbasciatore delle start up per instaurare un dialogo continuo tra governo, imprese e comunità dell’innovazione. Il newtork chiede anche di istituire uno sportello unico per informare le startup e fornire loro l’accesso a tutti gli strumenti disponibili per affrontare la crisi.

Per fronteggiare invece la crisi di liquidità, effetto collaterale del rallentamento globale, il newtork chiede un rinvio delle scandenze mensili fiscali e sociali, esenzioni specifiche per le start up, un congelamento del rimborso di investimenti governativi e misure di rifinanziamento per iniettare capitale negli ecosistemi, con finanzimenti ponte e l’inclusione del le startup investite dal venture capital nelle misure nazionali di liquidità. E infine una modifica delle leggi sull’insolvenza delle società per proteggere i fondatori dalla responsabilità personale per gli stipendi e i contributi sociali nel caso in cui il crollo della domanda indotto dall’epidemia porti a una diminuzione significativa del reddito.

I piani di rilancio e le start up

Una volta terminata l’emergenza le start up possono diventare i «pilastri» dei piani per il rilancio.➢ «Nel processo di stabilizzazione e stimolo dell'economia - scrive il network - le startup potranno garantire forme di crescita più sostenibili o diversificate, ad esempio privilegiando soluzioni con un minore impatto sull’ambiente. I governi possono lanciare progetti di cooperazione pubblico-privata per realizzare obiettivi strategici coinvolgendo la filiera dell’innovazione».

Considerando che le startup assumono in media 3 volte più dipendenti rispetto ad altre tipologie di società, «bisognerà assicurarsi che ci sia dedicato capitale mirato per sostenere il Venture Capital e gli altri operatori finanziari nell’ecosistema coprendone tutte le fasi».

«Sottoscrivo questo documento - dice - Alvise Biffi, Presidente Piccola Industria Confindustria Lombardi a e coordinatore dell’Industry Advisory board di Italia Startup - perché, per la piccola e media impresa italiana, le startup sono un naturale partner per l’innovazione. Dal matrimonio tra pmi e startup nascerà sicuramente uno dei pilastri su cui appoggiare il rilancio del nostro sistema economico post emergenza Covid-19, per questo è necessario definire subito una politica industriale che valorizzi l’innovazione di cui sono portatrici le startup. allocando le relative risorse necessarie».


Secondo il Presidente di Italia Startup, Angelo Coletta, «in questo momento particolare è piu che mai necessario dare sostegno alle startup e a tutti gli attori dell’ecosistema dell'innovazione attivando tutti gli strumenti per dotarle di liquidità che è oggi il vero DPI per i nostri innovatori. Italia startup, insieme a tutti gli altri attori del settore porterà sul tavolo del governo una proposta strutturata di proposte in questa direzione. La Francia ha appena stanziato 4 miliardi. Ora tocca all’Italia».

Gli fa eco Gianmarco Carnovale, Presidente Roma Startup: «È fondamentale che l’attenzione e l’impegno del Governo verso le startup cresca almeno di un ordine di grandezza, considerandole elemento centrale della strategia industriale e finanziaria del Paese. Nella ripartenza sarà necessario anche riordinare le norme per allinearci alle pratiche internazionali, giocando con le stesse regole dei paesi in serie A, per riagganciarli. Ma servono alcune misure massicce già nel Decreto Aprile».

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