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Più star, più sale, più registe: la Festa di Roma prova a insidiare Venezia

La kermesse capitolina compie 14 anni e sfida, nei fatti, il festival lagunare: 18 location, 8 red carpet, 19 film diretti da donne e soprattutto l’ultima fatica di Martin Scorsese, The Irishman. Che è anche un’apertura ufficiale a Netflix. In lieve aumento anche il budget: 3,8 milioni. Confermato il premio del pubblico Bnl

di Eugenio Bruno


The Irishman

4' di lettura

Stavolta la sfida non è nelle parole. Ma nei fatti. Giunta alla sua 14esima edizione la Festa del cinema di Roma prova ad alzare l’asticella e a contendere fette di notorietà (e di mercato) al Festiva di Venezia. La conferma indiretta giunge dal direttore artistico, Antonio Monda, che ha presentato il programma della manifestazione capitolina in cartellone dal 17 al 27 ottobre all’Auditorium Parco della Musica. Che sarà solo il palcoscenico principale, viste le 18 location complessive: dal museo Macro al Teatro dell’Opera, dal policlinico Gemelli al carcere di Rebibbia . In aumento anche i red carpet (otto) e le star attese sulle rive del Tevere (da Edward Norton a Fanny Ardant a Bill Murray a Martin Scorsese che presenterà l’ attesissimo The Irishman, prodotto con Netflix). Ben 19 invece le opere dirette da una donna. In lieve aumento (a 3,8 milioni) anche il budget. Unico riconoscimento il premio del pubblico Bnl.

A lanciare la sfida a Venezia è Antonio Monda, direttore artistico per la quinta volta della Festa del cinema di Roma. Senza botta e risposta con il suo omologo veneziano, Alberto Barbera, come era invece accaduto l’anno scorso. Ma con più di una precisazione che somiglia da vicino a una “frecciata”. Innanzitutto nella sottolineatura che quella romana è «una festa e non un festival». E poi nella precisazione che ben due (Moonlight e Green book) dei film insigniti con l’Oscar negli ultimi tre anni erano stati presentati nella capitale accompagnata dalla chiosa: « Prima c’erano altri festival che facevano queste cose». Ma ancora di più nell’annotazione che sarà una manifestazione dalla forte presenza femminile. Sia per le tematiche portate sullo schermo che per le 19 registe presenti in cartellone. Un concetto ribadito anche dalla presidente della Fondazione cinema per Roma, Laura Delli Colli, nei suoi saluti iniziali. In netta contrapposizione, dunque, con le 2 autrici su 21 film in competizione che si erano viste in Laguna.

La concorrenza con la manifestazione lagunare sarà fatta anche sul red carpet. Anzi, sui red carpet visto che ce ne saranno otto in tutta la città. Sin dal primo giorno quando sfilerà Edward Norton, che promuoverà Motherless Brooklyn, il noir scelto per l’apertura. Nei giorni successivi toccherà, tra gli altri, a Martin Scorsese (accompagnato da almeno uno tra Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci), Ethal Coen, Viola Davis, Fanny Ardant, John Travolta, Mira Sorvino, Riccardo Scamarcio, Giovanna Mezzogiorno. In totale saranno 33 film in programma, più 3 lungometraggi della sezione Tutti ne parlano, e 11 eventi speciali, per un totale di 25 Paesi rappresentati. A completare il quadro: 13 Incontri ravvicinati, in cui come da tradizione ormai, personalità di vario genere parleranno del loro rapporto con il cinema (e stavolta toccherà a John ; 15 Duel, in cui due personalità si sfideranno a duello su un film o un genere; 13 Fedeltà/Tradimenti, in cui altrettanti scrittori o giornalisti esamineranno come e quanto altrettanti romanzi sono stati trasposti sullo schermo; 7 preaperture, tra cui il 14 ottobre L’uomo senza gravità di Marco Bonfanti (anch’esso prodotto con Netflix) e il 16 ottobre The Jesus rolls di e con John Turturro nello spin-off del geniale personaggio (Jesus Quintana) lanciato nel Grande Lebowski dei fratelli Coen; 12 tra omaggi e restauri; 2Retrospettive, una sul maestro tedesco del melò, Max Ophüls, e l’altra su un mito del cinema giapponese, Kore-Eda Hirokazu; 9 Riflessi; 7 Film della nostra vita; 9 eventi per il sociale e per l’ambiente e 19 altri eventi della Festa.

Anche stavolta non ci sarà una giuria e non ci saranno premi ufficiali. Unico riconoscimento il Premio del pubblico Bnl che per la 14esima volta consecutiva sarà main sponsor della festa del Cinema.Buttando un occhio al programma i motivi di interesse non mancano. Di Scorsese e di The Irishman si è detto. Ma paiono da subito degni di nota la versione cinematografica della pluripremiata serie tv inglese The Downton Abbey e Judy, biopic sulla vita di Judy Garland. Oltre a due attesi ritorni: il Peter Cattaneo di Full Monty con Military wives e il macedone Milčo Mančevski di Prima della pioggia con Willow. Senza dimenticare almeno tre documentari: Pavarotti di Ron Howard sulla vita del celebre tenore italiano, Nomad di Walter Herzog sui diari di Bruce Chatwin e Where’s my Roy Cohn, sull’omonimo (e controverso) avvocato newyorchese . Una short list a cui lo stesso Monda ha aggiunto due possibili sorprese, sempre a stelle e strisce: Waves che a suo giudizio «andrà molto lontano» e The Aeronauts, che «negli Usa già definiscono il Gravity delle mongolfiere». Corposo si annuncia infine il plotone italiano. Con Il ladro di giorni di Guido Lombardi e Santa Subito di Alessandra Piva che sperano di ripetere l’exploit del Vizio della speranza nel 2018. Mentre a un’altra italiana, Cristina Comencini, toccherà il compito di chiudere la Festa con il suo Tornare.

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