OPERAZIONE STRADE SICURE

Più straordinari a soldati e vigili del fuoco: i veti incrociati M5S-Lega

Il Viminale è contrario a un emendamento della Difesa per pagare gli straordinari dovuti ai militari impegnati. La titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, è furibonda. La tensione con il vicepremier Matteo Salvini è alle stelle

di Marco Ludovico


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2' di lettura

Un litigio tutto politico. Per soli cinque milioni di euro. Destinati però ai 7mila soldati impegnati nell’operazione “Strade sicure”. Emerge ieri: se non si risolve a breve, il conflitto non finisce qui.
Il Viminale è contrario a un emendamento della Difesa per pagare gli straordinari dovuti ai militari impegnati nell'operazione. La titolare della Difesa, Elisabetta Trenta, è furibonda. La tensione con il vicepremier Matteo Salvini è alle stelle.

Vigilanza su 485 siti e obiettivi sensibili
“Strade sicure” è un’operazione sul territorio con uomini e donne dell’Esercito per compiti di ordine e sicurezza pubblica, cominciata il 4 agosto 2008 e sempre rinnovata. Coinvolge 485 siti e obiettivi sensibili. Le 7.050 unità sono state aumentate con un decreto legge di metà giugno di altri 500 militari per le Universiadi di Napoli. E la Difesa fa i conti da un pezzo con un impegno orario dei soldati impiegati nell’operazione superiore a quello ufficiale.

Tutti i numeri dei turni non remunerati
Ogni sei mesi d’impiego in “Strade sicure” i militari accumulano 140 ore in più rispetto all’orario di lavoro. E quaranta giorni di recupero per festività e giorni non lavorativi. Per un totale di sessanta giorni lavorativi di assenza dal servizio tra recuperi di festività non usufruite e ore di straordinario non pagate. Mentre le norme prevedono un limite medio di 14,5 ore mensili di straordinario remunerato: una cifra irrealistica.

Guerra nel decreto sicurezza bis
Proprio nel provvedimento più a cuore di Matteo Salvini, il decreto sicurezza bis, si consuma lo scontro con la Trenta. La Difesa vede un primo stop all’emendamento per mancanza di copertura tra i fondi del Viminale. A quel punto reperisce le risorse all’interno del proprio bilancio, sembra che anche il Mef (ministero economia e finanze) sia d’accordo. L’Interno finora no. Il tema degli straordinari è sempre delicato. Forse si teme un effetto domino nel comparto sicurezza. Il monte straordinari riconosciuto ai soldati passerebbe con l’emendamento Difesa da 14,5 a 21 mensili. Ma bisognerebbe arrivare secondo alcuni addetti ai lavoro fino a 38 ore.

Conflitti su Polizia e Vigili del Fuoco
Solo venerdì scorso era stata consumata una battaglia simile ma al contrario sul piano politico. Quando il presidente della Camera, Roberto Fico, aveva bloccato alcuni emendamenti della Lega in materia di personale della Polizia e dei Vigili del Fuoco. Incremento dei buoni pasto per i poliziotti, straordinario per i pompieri. Salvini è andato su tutte le furie, Fico alla fine ha revocato lo stop.

Il sottosegretario Molteni: “Non c’è stato il confronto”
Nicola Molteni, sottosegretario leghista all’Interno, ieri ha replicato alle proteste della Trenta: «Gli emendamenti governativi della Difesa non sono stati ancora oggetto di confronto col M5S, strano che il ministro non lo sapesse». Ma la battaglia Lega-M5S sulla sicurezza non si placa. Anzi è sempre più accesa. Di certo, un grave passo falso nella maggioranza sul decreto sicurezza bis potrebbe comportare la crisi do governo.

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