Studenti e ricercatori

Più tecnologia per medicina e corsi sanitari

di Serena Riselli

3' di lettura

La pandemia da Covid-19 ha rivoluzionato le professioni mediche e sanitarie che - oltre a registrare un boom di richieste - sono diventate sempre più ibride e multidisciplinari.

Accanto ai corsi di laurea in medicina e chirurgia “classici”, la maggior parte degli atenei offre per il prossimo anno accademico sempre più corsi che intrecciano discipline sanitarie con quelle tecniche e ingegneristiche.

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Medicina

Presso l’Humanitas university, ad esempio, è attivo il corso in medicina e chirurgia in lingua inglese (selezione con test d’ingresso).

Dal primo anno, moduli teorici interdisciplinari sono integrati con esercitazioni pratiche e simulazioni, mentre la formazione clinica inizia al terzo anno negli ospedali dell’ateneo. Inoltre, gli studenti che ne fanno richiesta possono partecipare al percorso di ricerca integrativo Virgilio Program, dedicato alla ricerca biomedica. I posti a disposizione sono 180: 130 per studenti europei e 50 per studenti extraeuropei.

Accanto al corso di laurea “classico”, Humanitas offre anche una innovativa Medtech School: un corso di laurea in medicina e ingegneria biomedica. Medicina di precisione, big data, intelligenza artificiale, nanotecnologie, robot chirurgici, stampe in 3D e bioprotesi: attraverso questi ambiti disciplinari, l'obiettivo del corso è formare professionisti in grado di integrare e potenziare le competenze.

«I nostri corsi - spiega Arturo Chiti, direttore del dipartimento di scienze biomediche di Humanitas - mirano a fornire le capacità non solo per curare il malato ma anche per gestire le nuove tecnologie al servizio della salute».

Anche l’università Campus Bio-medico di Roma offre un corso di laurea a ciclo unico in medicina e chirurgia di tipo tradizionale e uno in inglese. Il corso in lingua italiana prevede circa 140 posti, mentre quello in lingua inglese 60 posti più 30 per gli stranieri. Anche in questo caso i percorsi di studio sono strettamente legati all’attività clinica che si svolge presso il policlinico universitario.

Professioni sanitarie

A livello di professioni sanitarie emerge ormai da anni la cronica carenza di infermieri. In Italia ci sono 20 laureati in scienze infermieristiche ogni mille abitanti, meno della metà della media dei paesi Ocse.

«Per la figura dell'infermiere - dice Daniela Conti, direttore risorse umane della Fondazione Poliambulanza - esistono percorsi formativi di approfondimento che consentono loro di conseguire competenze specifiche, come il sonographer, lo strumentista di sala operatoria e il perfusionista».

Ma – aggiunge Conti - «oltre agli infermieri sono molto ricercati anche i tecnici sanitari di radiologia medica che possono essere impiegati anche in radioterapia e medicina nucleare oltre ai tecnici di laboratorio biomedico». Ad esempio, a Napoli, l’università Federico II offre il corso di laurea triennale in tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia. Il percorso di studi dura tre anni ed è abilitante alla professione.

In molte università sono attivi i corsi triennali in fisioterapia che in alcuni casi prevedono la collaborazione con la facoltà di ingegneria, il che permette agli studenti di sperimentare le più moderne tecnologie in ambito riabilitativo: dalle piattaforme robotiche per la riabilitazione della mano e dell’arto superiore alla gait analysis con sensori inerziali, dal sistema optoelettronico al treadmill sensorizzato.

L’università Cattolica lancia invece i nuovi corsi per le professioni sanitarie in ortottica e assistenza oftalmologica, terapia della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva e tecniche di laboratorio biomedico.

Scienze motorie

Affini ai percorsi medici, dal momento che si occupano sempre dello sviluppo del corpo e della persona, ci sono quelli in scienze motorie. L’università di Roma “Foro Italico” è specializzata in quest’area. Il corso triennale, in partnership con enti e organizzazioni operanti in ambito sportivo, e in particolare con il Coni, offre due diversi indirizzi di studio: scienze motorie e sportive e gestione e organizzazione dello sport di alto livello. Questo secondo curriculum permette ai direttori tecnici e sportivi e ai quadri tecnici delle Federazioni sportive nazionali di raggiungere una formazione di livello superiore (20 posti disponibili).

Il polo offre poi 4 corsi di laurea magistrale per specializzarsi in management dello sport, in attività motorie preventive ed adattate, in attività fisica e salute e in scienza e tecnica dello sport. Il percorso in management dello sport offre un doppio indirizzo: uno in management e uno giuridico/gestionale, mentre i posti a disposizione sono 80. Infine la laurea magistrale in attività fisica e salute è internazionale e offre un titolo congiunto, in accordo con altri quattro atenei europei: l’università di Vienna, l’università della Danimarca del Sud (Odense), l’università tedesca dello sport (Colonia), l’università di scienze dello sport (Oslo, Norvegia).

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