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Più tempo per laurearsi in corso, verso lo slittamento delle tasse universitarie

Il pacchetto università del decreto “Cura Italia” è completato da un fondo di 50 milioni per le esigenze di atenei, enti di ricerca e Afam e dal titolo in medicina autoabilitante

di Eugenio Bruno

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Il pacchetto università del decreto “Cura Italia” è completato da un fondo di 50 milioni per le esigenze di atenei, enti di ricerca e Afam e dal titolo in medicina autoabilitante


2' di lettura

Laurea in medicina autoabilitante. Fondo da 50 milioni per sostenere atenei e Afam nell’emergenza. Sessione di laurea per l’anno accademico 2018/19 fino al 15 giugno. Sono i punti centrali del pacchetto università del decreto Cura Italia varato dal governo per fronteggiare l’emergenza coronavirus. A cui potrebbe aggiungersi, nei prossimi giorni, la sospensione delle tasse universitarie fino al 30 maggio.

Più tempo per laurearsi in corso

Il decreto innanzitutto proroga al 15 giugno 2020 l’ultima sessione di laurea dell’anno accademico 2018/2019. Allo stesso modo viene prorogato ogni altro termine connesso all’adempimento di scadenze didattiche e amministrative funzionali allo svolgimento dell’esame di laurea. Ciò significa che i laureandi avranno più tempo per arrivare al traguardo dell’ultima sessione utile dell’anno accademico 2018/2019 senza essere obbligati a iscriversi al successivo anno accademico.

Laurea abilitante in medicina
Una disposizione specifica riguarda gli aspiranti medici. Per velocizzare il passaggio dalle aule universitarie alle corsie degli ospedali la laurea magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia diventa immediatamente abilitante per l’esercizio della professione di medico-chirurgo. Senza più rendere necessario lo svolgimento dell’esame di Stato. Una misura che secondo il ministro dell’Università, Gaetano Manfredi, «significa liberare immediatamente sul Sistema sanitario nazionale l’energia di circa diecimila medici fondamentale per far fronte alla carenza che lamentava il nostro Paese».

Sì a esami e lezioni online

Direttamente collegata alla prima è anche la norma che fornisce un “ombrello legislativo” all’autorganizzazione avviata negli atenei in questi giorni che li ha portati a sperimentare in lungo e largo la didattica a distanza. Il provvedimento prevede espressamente che «le attività formative erogate con modalità a distanza sono valide anche ai fini del computo dei crediti formativi universitari (Cfu), previa attività di verifica dell’apprendimento, e ai fini dell’attestazione della frequenza obbligatoria».

Verso la sospensione delle tasse universitarie
Un’altra buona notizia per gli studenti potrebbe arrivare a breve. Il ministro Manfredi ha chiesto agli atenei di posticipare al 30 maggio il termine per il pagamento delle tasse universitarie. E una decisione in tal senso dei rettori è attesa a breve.

Le tutele per i docenti
Il Dl introduce poi una precisazione molto attesa dal mondo accademico. E cioè che sono valide, anche ai fini degli scatti stipendiali, tutte le attività formative e di servizio agli studenti, inclusi l’orientamento, il tutorato, e le attività di verifica dell’apprendimento, svolte con modalità a distanza. Contemporaneamente, slittano le finestre per candidarsi all’abilitazione scientifica nazionale (il patentino dei prof universitari che consente di accedere ai concorsi locali): per il quarto quadrimestre del triennio 2018-2020 c’è tempo fino al 10 luglio, per il quinto quadrimestre invece fino al 10 novembre.

Il fondo per le emergenze
Per gli atenei arriva una buona notizia anche di carattere finanziario. Attraverso l’istituzione di un fondo emergenziale da 50 milioni di euro che aiuteranno le università, le accademie e i conservatori (Afam) e gli enti di ricerca ad avere liquidità immediata per far fronte alle esigenze immediate.

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