ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùDigitale terrestre

Più tempo per sostituire la tv con il bonus: in 10 punti i cambiamenti in arrivo

Ecco una guida pratica alle modifiche decise dal ministero dello Sviluppo economico in merito al passaggio dall’attuale standard DVBT-1 al DVBT-2.

di Carmine Fotina

Auditel: con la pandemia la televisione è diventata il nuovo oro

3' di lettura

Per passare dal vecchio al nuovo digitale terrestre ci sarà più tempo. E più tempo, di conseguenza, ci sarà per cambiare televisore o decoder, ammesso che non si posseggano già in casa modelli compatibili con il nuovo standard di trasmissione dei programmi televisivi. In 10 domande e risposte i punti chiave dei cambiamenti.

Perché si passerà al nuovo sistema?

Il passaggio è legato alla necessità di liberare frequenze attualmente occupate dalle emittenti televisive nella banda 700 megahertz per concedere spazio al servizio di telecomunicazione mobile 5G. Questa operazione in gergo tecnico si chiama “refarming”. La diminuzione di banda per il settore televisivo comporta necessariamente l’adozione di sistemi più efficienti. Il piano prevede prima il passaggio dall’attuale standard di codifica Mpeg2 ad almeno Mpeg4 e poi, a regime, il passaggio dall’attuale standard di trasmissione DVBT-1 al cosiddetto DVBT-2 con standard di codifica HEVC Main 10 sviluppato per incrementare la capacità trasmissiva.

Loading...

Quando è stato deciso il passaggio al nuovo sistema?

Nel 2019 un primo decreto del ministero dello Sviluppo economico aveva fissato una “road map”, un calendario, con quattro aree territoriali che raggruppano diverse regioni. Prevedendo due fasi: prima il passaggio alla codifica Mpeg4, a partire dal mese di settembre 2021, poi l'attivazione dello standard DVBT-2 a livello nazionale, nel periodo tra il 21 giugno 2022 e il 30 giugno 2022.

Perché si rinvia?

La lentezza con cui nel frattempo sono stati adeguati televisori e/o decoder, nonostante una prima tornata di incentivi, ha portato a lunghe discussioni tra ministero e operatori. Questa la principale ragione della revisione dei tempi.

Quali sono i nuovi tempi?

Si partirà dal 15 ottobre 2021, gradualmente, iniziando con alcuni canali (si presuppone quelli meno importanti). La dismissione generalizzata della codifica Mpeg2 sarebbe poi definita con un successivo provvedimento da emanare entro la fine del 2021. Slitta anche il secondo e definitivo passaggio, allo standard DVBT-2, che richiede una sostituzione molto più estesa di televisori e decoder. Non avverrà più dal 30 giugno 2022 ma a partire (quindi prevedendo un lasso di tempo più o meno lungo) dal 1° gennaio 2023.

Slitterà anche il cambio delle frequenze tlc-tv?

No. Per il «refarming» esiste una tagliola europea inderogabile fissata al 30 giugno 2022. A questa data si arriverà gradualmente sul territorio, sempre secondo quattro aree geografiche. Partenza il 15 novembre 2021 in Sardegna. In pratica ci sarà un arco di tempo in cui le frequenze saranno state trasferite ma non si sarà ancora passati al DVBT-2.

Ci saranno conseguenze sul servizio?

Per alcune emittenti locali, o alcuni canali nazionali, potrebbero esserci conseguenze in termini di minore efficienza del servizio. Perché i broadcaster dovranno trasmettere con il vecchio DVBT-1, in codifica Mpeg4, ma con meno risorse frequenziali a disposizione. Per farlo non ci sono grandi alternative: possono spegnere dei canali “secondari” o accettare di diminuire la qualità dell'immagine a fronte dell'aumento della compressione in Mpeg4. Le emittenti locali a loro volta dovranno “stringersi”: sono destinate a un unico multiplex che restando nel vecchio standard DVBT-1 avrà meno banda a disposizione.

Che cosa cambia per il bonus acquisto dei televisori?

Niente in termini pratici. Ma ovviamente la “corsa” all’acquisto, sempre che non si abbia già a disposizione un televisore predisposto, avverrà in un tempo più lungo. Dopo una prima campagna di incentivi che non ha fatto registrare grandi numeri, anche perché vincolata a un limite di indicatore Isee fissato in 20mila euro e a un valore di 50 euro, il governo ha ora messo in campo un incentivo più robusto condizionato alla rottamazione di un vecchio modello.

Il nuovo incentivo è già operativo?

No. Il decreto è stato firmato dal ministro dello Sviluppo ma non è stato ancora pubblicato sulla Gazzetta ufficiale. Il ministero prevede che le nuove misure potranno avere effetto nelle prossime settimane.

In che cosa consiste il nuovo incentivo?

Il contributo per l'acquisto di un nuovo apparecchio televisore sarà riconosciuto all’utente finale sotto forma di sconto praticato dal venditore dell’apparecchio sul relativo prezzo di vendita, per un importo pari al 20% del prezzo di vendita, entro l'importo massimo di 100 euro. Non c’è limite Isee. Contributi disponibili fino all’esaurimento di un plafond di 150 milioni. C’è il vincolo di rottamare un televisore acquistato prima del 22 dicembre 2018 (quindi non in grado di ricevere trasmissioni in codifica HEVC Main 10).

Come si effettuerà la rottamazione del vecchio televisore?

L'avvio a riciclo è effettuato o presso lo stesso rivenditore, contestualmente all'atto di acquisto oppure preventivamente presso un centro comunale di raccolta RAEE, previa consegna di un modulo che sarà reso disponibile con la pubblicazione del decreto.Modulo con il quale l'utente finale attesta il conferimento del bene, autocertifica la titolarità dell'abbonamento al canone Rai e la non conformità dell'apparecchio ai nuovi standard DVBT-2, in quanto acquistato prima del 22 dicembre 2018.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti