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Più tutele per i creditori con il sequestro europeo dei conti del debitore

Via libera definitivo al Dlgs che adegua la normativa italiana al regolamento Ue 655/2014

di Cristiano Dell'Oste

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Via libera definitivo al Dlgs che adegua la normativa italiana al regolamento Ue 655/2014


2' di lettura

Via libera definitivo al nuovo sequestro conservativo europeo. Il Consiglio dei ministri notturno – tra sabato e domenica – ha dato l’ok finale allo schema di decreto legislativo delegato che istituisce una procedura urgente per “congelare” le somme sui conti bancari dei creditori.

È l’ultimo tassello per adeguare la normativa italiana al regolamento Ue 655/2014, che punta a tutelare i crediti transfrontalieri civili e commerciali, come le somme vantate da un’impresa nei confronti di un cliente straniero. Lo schema di decreto (atto Governo n. 191) era stato licenziato in prima lettura dal Consiglio dei ministri lo scorso 29 luglio. All’inizio di settembre sono arrivati i pareri favorevoli delle commissioni di Camera e Senato. Nei prossimi giorni il testo sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale.

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Il decreto regola le modalità di ricerca dei conti da sequestrare oltreconfine, richiamando le procedure telematiche disciplinate dall’articolo 492-bis del Codice di procedura civile.

L’iter è azionabile in corso di causa, ante causam o in presenza di un titolo. Viene attivato uno scambio di informazioni tra l’autorità giudiziaria e l’autorità di informazione del Paese in cui si presume siano presenti conti da bloccare, mentre il creditore resta estraneo a questa fase. In sostanza, il creditore deve solo chiedere al giudice di reperire le informazioni utilizzando la modulistica comunitaria. Il magistrato competente è quello in cui il debitore ha la residenza, la sede, la dimora o il domicilio (o per i crediti risultanti da atti pubblici, quello del luogo in cui è stato formato l’atto). Se il debitore non ha nessuno di questi punti di riferimento in Italia, tocca al presidente del Tribunale di Roma.

Calato nella realtà italiana, l’iter si traduce nella possibilità di sondare l’anagrafe tributaria, compreso l’archivio dei rapporti finanziari, e le banche dati degli enti previdenziali.

La procedura non prevede alcuna audizione preventiva del debitore. Perciò vengono adottate diverse contromisure a sua tutela, a partire dalla possibilità di opporsi all’ordinanza di sequestro conservativo.

Le nuove norme si affiancano ai procedimenti nazionali senza sostituirli.

Sono espressamente escluse alcune materie: fiscale, doganale o amministrativa, sicurezza sociale, diritti patrimoniali derivanti da rapporti fra coniugi (o relazioni comparabili al matrimonio), testamenti e successioni. Off-limits i crediti vantati nei confronti di un debitore per il quale siano state avviate procedure concorsuali.

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