Intervista a

«Più valore alle eccellenze degli atenei»

di Andrea Marini

2' di lettura

«Uno dei principali obiettivi che ci siamo posti come ateneo è promuovere l’innovazione. Il progetto di Rome Technopole risponde proprio all’esigenza di andare a costruire un ecosistema dell’innovazione a sostegno di processi di crescita e sviluppo economico in grado di rafforzare i rapporti con le imprese». A parlare è Antonella Polimeni, rettrice della Sapienza di Roma.

Cosa vi ha spinto a partecipare al progetto?
L’iniziativa si inserisce anche nel solco del Recovery plan, con lo sviluppo della digitalizzazione e innovazione di processi, prodotti e servizi. Con lo sviluppo della transizione ecologica e energetica e la necessità superare disuguaglianze profonde amplificate dalla pandemia.

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Che impatto potrà avere il Rome Technopole sul sistema universitario della Capitale?
Permetterà di valorizzare le eccellenze delle università di Roma e del Lazio che operano in settori di alta intensità di conoscenze, in ambiti strategici per la competizione internazionale. Nel medio periodo dovrebbe diventare un punto di riferimento europeo per il trasferimento e la condivisione delle conoscenze nel mondo produttivo. Permettendo di sviluppare competenze sempre aggiornate con le necessità del mondo del lavoro. In sostanza un centro di aggregazione e integrazione, con un profilo trans-disciplinare.

Perché è così importante l’integrazione tra il mondo delle università e quello delle imprese del territorio?
L’obiettivo di potenziamento del sistema di ricerca e innovazione non può che passare per l’integrazione delle fonti di finanziamento. Di fatto tutto ciò sostiene la crescita del territorio e favorisce l’inclusione sociale. Quella dello stretto rapporto tra mondo delle università, Regione Lazio e imprese non è una novità. Già ci sono stati progetti importanti con collaborazioni e sinergie. Per citarne solo alcuni, dal distretto tecnologico dei Beni culturali ai progetti strategici della Regione sulle scienze per la vita. Già è stato firmato, poi, un protocollo d’intesa tra Unindustria e università del Lazio per promuovere formazione e ricerca per il trasferimento tecnologico.

In autunno ci saranno le amministrative a Roma. Quali iniziative dovrebbe prendere il nuovo sindaco a favore del sistema universitario romano?
Sono molte le iniziative che il nuovo sindaco potrebbe intraprendere per rendere più stretto il rapporto tra città e mondo universitario. L’università ha bisogno di luoghi di dialogo e di strutture dedicate alla progettazione e realizzazione delle tantissime iniziative di cui la città ha bisogno e che il sistema universitario romano è in grado di realizzare. Rafforzare la collaborazione sarebbe molto utile alla città su tante direttrici. Basti pensare all’agenda Onu 2030 con gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Le università hanno un patrimonio che va messo in osmosi con la città.

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