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Colore regioni: Emilia-Romagna, Campania e Molise in arancione da domenica. Niente zona bianca per la Valle d’Aosta

Restano gialle Lombardia e Lazio. La Valle d’Aosta per un soffio non passa in zona bianca. Ora in pole è la Sardegna.

di Andrea Gagliardi

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Restano gialle Lombardia e Lazio. La Valle d’Aosta per un soffio non passa in zona bianca. Ora in pole è la Sardegna.


4' di lettura

Molise, Campania e Emilia Romagna passano da domenica 21 febbraio dal giallo all'arancione dopo l’ultimo monitoraggio settimanale. Si aggiungono ad Abruzzo, Toscana, Liguria, Umbria e Provincia di Trento. Salgono a otto 8 perciò le regioni dove sono chiusi bar e ristoranti per tutta la giornata (escluso l’asporto) ed è possibile spostarsi dal proprio comune solo per motivi di lavoro, salute e necessità. Restano gialle, tra le altre, Lombardia, Veneto, Lazio, Piemonte e Friuli. La Valle d’Aosta per un soffio non passa in zona bianca. Nessuna regione passa invece formalmente in rosso, anche se nelle zone dove è stata individuata una maggiore diffusione delle varianti sono già scattati lockdown locali, con ordinanze dei governatori. In zona rossa sono le province di Bolzano, Perugia, Pescara e Chieti e diversi comuni in Lombardia, Toscana, Molise, Lazio e Piemonte.

Situazione in peggioramento

Il monitoraggio settimanale del ministero della Salute fotografa una situazione in peggioramento in tutta Italia. Il governo sta valutando la possibilità di prorogare il divieto di spostamento tra le regioni (in scadenza il 25 febbraio) fino al 5 marzo, data in cui scadrà il Dpcm attualmente in vigore. E non sono esclusi cambi di strategie nel contrasto all’epidemia. Con il presidente della Regione Emilia-Romagna e della conferenza delle Regioni Stefano Bonaccini che ha aperto infatti all’ipotesi di restrizioni omogenee per Italia. «Credo che con l'arrivo delle varianti - ha detto - sarebbe il caso di discutere fra governo e regioni per capire se non valga la pena una restrizione omogenea di qualche settimana».

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Ipotesi zona arancione in tutta Italia

Una proposta (misure da zona arancione, «non un lockdown come a marzo») che ha incassato l'appoggio di Toscana e Lombardia. Sabato pomeriggio è in agenda la Conferenza delle Regioni. I presidenti dovrebbero proporre tutta Italia arancione per 2-3 settimane e zone rosse mirate. Il governo potrebbe riprendere il modello delle feste natalizie con giorni feriali in arancione e il weekend in rosso. Ma il direttore generale del ministero della Salute, Gianni Rezza è cauto: «Ci vogliono misure adeguate e proporzionali, non credo sia previsto un cambio di strategia».

Coronavirus, Rt nazionale a 0.99: sopra 1 dieci fra regioni e province

Umbria resta arancione, prorogata zona rossa provincia Perugia

L’Abruzzo (dove un’ordinanza del presidente della Regione, Marco Marsilio, ha collocato in zona rossa le province di Chieti e Pescara poiché si stima che nella zona il 50 per cento dei casi sia riconducibile alla variante inglese) è a un passo dal lockdown generale. Ma resta per ora in zona arancione. Così come l’Umbria, unica regione con rischio complessivo alto e 59% dei posti in terapia intensiva occupato da pazienti Covid. La Regione ha prorogato però fino al 28 febbraio la cosiddetta “zona rossa rafforzata” per la provincia di Perugia. Mentre il resto del territorio resta arancione.

Emilia Romagna passa in zona arancione

Si sposta in fascia arancione l’Emilia-Romagna, con annessa chiusura di bar e ristoranti. L’indice Rt ha superato la soglia di 1. I contagi sono tendenzialmente in aumento anche se la pressione dei ricoveri sulle strutture ospedaliere resta al di sotto dei livelli di guardia. Stessa sorte per Campania e Molise. Entrambe con Rt sopra 1 e rischio complessivo moderato (ad alta probabilità di progressione nel caso del Molise).

In Veneto, Lombardia, Friuli, Piemonte e Lazio giallo confermato

In Veneto, anche se in presenza di un innalzamento dell'Rt il quadro generale non ha determinato un inasprimento delle restrizioni. «C'è uno spostamento minimo verso l'alto, che va attenzionato - ha dichiarato il governatore Luca Zaia -. Ma gli altri valori sono decisamente bassi, abbondantemente sotto le soglie». La Regione resta in giallo. Così pure il Friuli Venezia Giulia. Nessuno slittamento in arancione neppure per il Piemonte e per la Lombardia, entrambe con Rt sotto 1. Resta giallo anche il Lazio dove i ricoveri per la prima volta da ottobre sono tornati sotto quota 2mila.

In Valle d’Aosta salta la fascia bianca, ora Sardegna in pole

La Valle d'Aosta sembrava avere le carte in regola per passare in zona bianca. Sarebbe stata la prima regione in Italia. Ma non ha centrato il requisito della terza settimana consecutiva con meno di 50 nuovi contagi ogni 100 mila abitanti (oltre che di un Rt sotto 1 e di un rischio complessivo basso). Questa settimana i contagi sono stati 50,39 e il rischio complessivo (nel quale rientrano anche i posti occupati in terapia intensiva) moderato. Da registrare invece che la Sardegna rientra nei parametri per la seconda settimana consecutiva (questa settimana 38,72 casi ogni 100mila abitanti). Se il trend sarà confermato tra sette giorni, scalerà in zona bianca. Anche se è arrivata la notizia dei primi casi di variante inglese del Coronavirus nell’isola. Con il passaggio in zona bianca riaprirebbero palestre, cinema, e teatri. E i ristoranti potrebbero fare servizio al tavolo anche la sera. Anche se bisognerà continuare a rispettare il distanziamento e usare la mascherina.

Rt in aumento a 0.99 al livello nazionale

L’ultimo monitoraggio settimanale della cabina di regia ha registrato un ulteriore aumento dell’Rt nazionale (indice di contagio, ndr) a 0,99, con quattro regioni. Nel rapporto si legge che «si confermano per la terza settimana segnali di tendenza ad un graduale incremento nell'evoluzione epidemiologica che richiede misure di mitigazione nazionali e puntuali interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione. Un nuovo rapido aumento nel numero di casi potrebbe rapidamente portare ad un sovraccarico dei servizi sanitari in quanto si inserirebbe in un contesto in cui l'incidenza di base è ancora molto elevata e sono ancora numerose le persone ricoverate per COVID-19 in area critica».

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