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Più Ztl, autovelox, 30 km orari: crescono i poteri dei Comuni - Meno vincoli di sicurezza su ponti e gallerie

Anche gli addetti ai rifiuti potranno multare le auto che intralciano il loro lavoro. Per Regioni e Province meno responsabilità su ponti, cavalcavia e tunnel, rispetto ai gestori di strade e autostrade; ferrovie fuori dal sistema dei controlli

di Maurizio Caprino

Dove guardare mentre si guida (e gli errori da evitare)

Anche gli addetti ai rifiuti potranno multare le auto che intralciano il loro lavoro. Per Regioni e Province meno responsabilità su ponti, cavalcavia e tunnel, rispetto ai gestori di strade e autostrade; ferrovie fuori dal sistema dei controlli


3' di lettura

Hanno vinto gli enti locali. Valutando politicamente la mini-riforma del Codice spuntata in fase di conversione del decreto Semplificazioni (Dl 76/2020, articolo 49), emerge che i Comuni hanno più possibilità di incidere su traffico (Ztl con meno vincoli, più poteri agli ausiliari della sosta e nuovi spazi destinabili a bici e monopattini) e sicurezza (autovelox fissi anche in città), facendo anche più cassa.

E le Province vengono sgravate da più di una responsabilità su viadotti, cavalcavia e gallerie, che di fatto non riescono a gestire per mancanza di fondi. Ci sono anche novità “neutre”, come l’abrogazione dei ricorsi gerarchici al Mit sulla segnaletica (dovrebbe però essere possibile presentarli alla Prefettura) e l’inclusione del noleggio a lungo termine tra le modalità di acquisizione dei veicoli da parte di chi chiede licenze taxi e autorizzazioni per noleggio con conducente (Ncc).

Ztl e centri storici

Abrogato il Dpr 250/1999, che obbligava i Comuni a farsi approvare dal ministero delle Infrastrutture (Mit) scelta e posizionamento delle telecamere da usare per rilevare gli ingressi non autorizzati. Il Mit, che era in difficoltà nello smaltire le richieste di autorizzazione, dovrà emanare un Dm con nuove regole, che dovrebbero essere meno stringenti. Rischiando di dare meno garanzie agli utenti, che già finora sono stati non di rado disorientati da segnaletiche confuse.

Si vedrà se nel Dm verranno “travasate” anche le linee guida fissate in una nota (che quindi non ha un vero e proprio valore giuridico vincolante) del 28 giugno 2019 su segnaletica, delimitazione e altri aspetti delle Ztl.

Mobilità “dolce”

I nuovi strumenti per incentivare la “mobilità dolce” (fondamentalmente quella con bici, e-bike e monopattini elettrici, anche se forse su questi ultimi servirà qualche circolare ministeriale) penalizzando quella a motore sono ordinanze del sindaco con cui si può istituire il doppio senso ciclabile (bici in contromano) su strade urbane con limite di velocità di 30 km/h o parti di Ztl e individuare «strade urbane ciclabili» (sempre a 30 km/h) su cui le bici hanno la precedenza.

Possibile istituire anche «zone scolastiche urbane», con divieti di circolazione in certe ore, e autorizzare la circolazione delle bici sulle strade riservate ai mezzi pubblici (purché larghe almeno 4,30 metri e senza binari).

Autovelox nei centri abitati

Completa il quadro degli incentivi a bici e simili la possibilità di controlli di velocità automatici fissi su tutte le strade urbane (non solo su quelle di scorrimento, come era dal 2002) o loro tratti, ma sempre su autorizzazione del prefetto e sulla base di un’istruttoria della Polizia stradale su incidentalità e caratteristiche della strada.

Ausiliari della sosta

Più poteri agli ausiliari della sosta, col riconoscimento dello status di pubblico ufficiale e l’esplicitazione della possibilità di redigere i verbali, contestare infrazioni e disporre rimozioni. Non solo nelle aree dove la sosta è a pagamento ma anche in quelle dove è regolamentata o nelle aree verdi. Ai dipendenti comunali, delle società private e pubbliche di gestione degli spazi di sosta e di quelle di trasporto pubblico, si aggiungono gli addetti alla raccolta rifiuti per le infrazioni che li intralciano. Il tutto anche nelle aree limitrofe a quelle di competenza degli ausiliari, se le infrazioni incidono sulla fruibilità dei posti di sosta, sul transito dei mezzi pubblici o sulla raccolta dell’immondizia.

Ponti e gallerie da controllare (solo sulle strade)

Sul fronte infrastrutture, le nuove norme completano la retromarcia avviata col Dm del Mit 430/2019 rispetto alle norme di sicurezza del decreto Genova (post crollo Ponte Morandi): Regioni e Province non hanno un termine per adeguarsi alle linee guida su ispezioni e sicurezza di ponti e gallerie.

Si prende dunque atto della realtà: le loro strade sono di serie B, per mancanza di fondi. Lo stesso motivo per cui il Dl Semplificazioni dà all’ente proprietario della strada più importante (concessionario autostradale o Anas) la competenza sui cavalcavia di altri enti che interferiscano con essa.

Da notare che queste norma valgono solo per le infrastrutture stradali, nonostante ponti e gallerie siano concettualmente analoghi anche per le ferrovie. Dopo il decreto Genova (Dl 109/2018), pareva si andasse verso una sorta di unificazione delle regole, ma evidentemente alla fine si è scelto di mantenere il trasporto ferroviario sotto un altro regime, nonostante negli ultimi anni i campanelli di allarme sulla sicurezza non siano mancati nemmeno in quell’ambito.

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