Patti di filiera

Plasmon, aumenta il Made in Italy tracciabile nel cibo per l’infanzia

Accordo tra Kraft Heinz e il Mipaaf: le forniture arrivano a 20mila tonnellate. Ingresso di Inalca, Orogel, Molini Spigadoro e Mila e Coldiretti

di Silvia Marzialetti

Postbiotici nuova frontiera della nutrizione non solo per neonati

2' di lettura

Tocca il traguardo delle 20mila tonnellate di materia prima italiana l'approvvigionamento Plasmon per le linee di alimenti destinate ai bambini. Uno step significativo all'interno del percorso delineato nel 2019 tra l'azienda leader del baby food - costola del gruppo The Kraft Heinz Company - e il ministero delle Politiche agricole, guidato allora dall'attuale sottosegretario Centinaio. Il protocollo d'intesa siglato prevedeva l'obiettivo delle 25mila tonnellate entro il 2025, all'interno di un percorso che garantisse la completa tracciabilità del prodotto finale. A garanzia dell'aderenza ai disciplinari tecnici di diagnostica e tracciabilità, lo scorso anno è stato presentato anche un marchio con il duplice obiettivo di valorizzare l'export nel mondo.

A due anni dall'accordo, l'approvvigionamento di materia prima locale è salito di 4.100 tonnellate (da 16mila a 20.100) , nonostante l'anno sia stato caratterizzato come ha ricordato Felipe Della Negra, managing director The Kraft Heinz Company-Plasmon – da un drammatico tasso di denatalità.

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Il numero dei protagonisti della filiera si è inoltre arricchito di nuovi soci - Inalca, Orogel, Molini Spigadoro e Mila - oltre che della collaborazione di Coldiretti. L'obiettivo per tutti è arrivare a una filiera agroalimentare degli alimenti per l'infanzia.

«La tracciabilità del nostro latte, dalla mungitura fino alla consegna, è una questione che ci sta molto a cuore – ha commentato Reinhard Schuster, responsabile gestione dei soci della Cooperativa Mila –. I nostri contadini di montagna dell'Alto Adige conoscono le proprie mucche per nome e il loro benessere è un compito obbligatorio per i nostri soci»

Della sicurezza dei terreni (pre e post raccolta) ha fatto la propria cifra anche Molini Spigadoro. L'ad Francesco Zeppadoro, in particolare, ha ricordato quanto questo progetto rappresenti una «reciprocità d'impegni per garantire sicurezza, origine e qualità delle farine dedicate alla filiera italiana per l'infanzia».

Nel caso di Orogel, Silver Giorgini - direttore Qualità e Innovazione - ha enfatizzato la vasta esperienza nella prevenzione delle contaminazioni: «Le esigenze alimentari dei più piccoli – ha detto – meritano massimi livelli di sicurezza e standard rigorosi. Il tutto garantendo il 100% di prodotto italiano».

Per Luigi Scordamaglia, ad Inalca e consigliere delegato di Filiera Italia «promuovere la sana alimentazione dei bambini è un investimento sul nostro futuro. Fra Plasmon e Inalca – ha ricordato – c'è una solida partnership e un impegno comune che si estende anche alla sostenibilità, con l’obiettivo condiviso di valorizzare sempre più il lavoro degli allevatori italiani e tutelare i consumatori e l’ambiente».

La decisione di puntare sul rilancio del baby food come asset strategico di crescita del gruppo The Kraft Heinz Company Plasmon è stata maturata dal management dopo i rumors circolati due anni fa relativi a una possibile cessione del marchio leader di prodotti per l’infanzia a fondi d’investimento (poi smentiti).

Dopo la cessione di Ozzano Taro da parte del gruppo alla Newlat nel 2015, Latina rappresenta l'unico stabilimento produttivo in Italia di the Kraft Heinz. Oltre al celebre biscotto dell'infanzia, qui si producono anche i biscotti per adulti, gli omogeneizzati e l’Orlando Tomate Frito, salsa di pomodoro di grande successo in Spagna. Latina è anche lo stabilimento dei brand Biaglut, Nipiol, Dieterba, Cuore di Natura.

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