economia circolare

Plastica, Italia protagonista all’European Social Innovation Competition

Alla manifestazione torinese voluta dalla Commissione Ue partecipa la mantovana G2b

di A.Mac.


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4' di lettura

Una tarma alleata per degradare in modo ecosostenbile il polietiline della plastica e produrre una specie di seta. Con il progetto ReciclaGame l’italiana G2b è l’unica realtà italiana tra i partecipanti alle semifinali dell’European Social Innovation Competition Academy che inizia domani a Torino. Quest’anno l’obiettivo del progetto finanziato dalla Commissione europea è sfidare l’inquinamento dovuto ai rifiuti di plastica (Challenging Plastic Waste).

Il progetto ReciclaGaMe mira a degradare in modo ecosostenibile il polietilene, innovando così il concetto di riciclaggio e smaltimento dei rifiuti di plastica attraverso discariche o impianti di termovalorizzazione. “Era già nota da un paio di anni la capacità della tarma della cera di degradare il polietiline - spiega Andrea Frer della società mantovana G2b che offre consulenza aziendale - Il progetto è nato assieme a una scuola superiore e ora stiamo contattando aziende del settore tessile per comprendere se può essere interessante produrre una fibra tessile simile alla seta derivante dal bozzolo prodotto dalla larva”.

Un ecosistema italiano di innovazione sociale

“L’Italia ha registrato dalla prima edizione il maggior numero di partecipanti, indipendentemente dal tema proposto. È un segnale del fatto che si vada affermando un ecosistema forte di innovatori sociali» commenta Marco Zappalorto, alla guida di Nesta Italia, organizzazione creata due anni fa dall’omonima fondazione britannica. Proprio la presenza di Nesta Italia a Torino, assieme alla propensione della città verso l’innovazione sociale, ha spinto la Commissione Ue a scegliere il capoluogo piemontese per la European Social Innovation Competition. a cui quest’anno sono arrivate 600 richieste di partecipazione.

In occasione delle tre giorni di Academy, Nesta Italia riunirà a Torino alcuni degli attori del mondo dell’innovazione durante l’evento The Future of European Social Innovation, organizzato in collaborazione con Torino Social Impact - piattaforma di collaborazione spontanea tra istituzioni pubbliche e private, finalizzata a sperimentare una strategia di sviluppo locale - e Unicredit. I relatori saranno chiamati a discutere di alcuni importanti temi legati al cambiamento climatico e, più in generale, di come l’innovazione sociale possa supportare un cambiamento nella società. In seguito saranno selezionati 10 progetti che poi a ottobre si contenderanno i tre premi da 50mila euro.

Dai comportamenti alle soluzioni

Le soluzioni che saranno presentate a Torino hanno approcci differenti. Un filone mira a trasformare i comportamenti come Apaga (Armenia), un programma di riciclaggio con premi basato su una piattaforma digitale che vuole incoraggiare la comunità, l’educazione l’impegno; come la norvegese Empower, un sistema digitale di raccolta della plastica usata a fronte di un compenso economico; la greca FunPlastic Toys che usa i giochi per inspirare i bambini di 4-7 anni a lotta contro la dispersione della plastica negli oceani; Green Sail, programma croato di educazione che mira a ridurre i rifiuti plastici dal mondo degli yacht; dalla Bulgaria arriva una mappa interattiva di tutti i luoghi pubblici in cui si può accedere all’acqua gratuitamente; Kidibot Plastic Battles è un gioco nato in Romania che insegna ai bambini l’impatto che i rifiuti plastici hanno sul nostro pianeta; Luft parcel (Gran Bretagna) è un packaging riutilizzabile che permette ai venditori online di eliminare l’uso singolo della plastica per le consegne postali; The Plastomobile Mobile plastic recycling workshop (Lituania) è uno studio itinerante che conduce i bambini all’interno del processo di riciclaggio.

Un’altra tipologia di progetto punta a trovare materiali o soluzioni innovative come la tedesca Dycle che produce un pannolino che può essere compostato dopo l’uso; la bulgara Edible plates and cutlery che produce piatti e posate 100% biodegradabili e compostabili simile a quelli di Safe public events products and circular business model (Slovenia), la spagnola Ekomodo che fabbrica prodotti locali di eco-design riciclabili fatti con materiali plastici 100% riciclati; Evegreen biodegradable material solution (Slovenia) sostituisce la plastica con materiali biodegradabili generati dai rifiuti agricoli; il finlandese Koepala Aterimo è un sistema di packaging del cibo takeaway che riduce l’uso della plastica sino al 50 per cento; Lam’On (Bulgaria) è una pellicola biodegradabile da fonti rinnovavili che preserva materiali stampati; Litter Traps & Recycled Park (Olanda) permette di raccogliere rifiuti plastici nei fiumi; Miwa solution for plastics reduction (Repubblica Ceca) è un sistema circolare di distribuzione vendita di prodotti con un packaging riulizzabile; Le Pavé par Sasminimum (Francia) è un sistema di riciclaggio che trasforma i rifiuti in materiali per costruzioni, simile a un altro progetto Paving Sustainable Communities of the Future (Macedonia); Pana è un servizio spagnolo di consegna, raccolta e lavaggio di pannolini per bambini; Plast’if (Francia) è una stampante 3D che usa Ai per riciclare la plastica raccolta tra i dipendenti delle società; Plas’tri (Francia) è uno strumento che rende più circolari le strutture di riciclaggio; Pluumo (Gran Bretagna) è un materiale termico sostenibile prodotto con surplus di piume; ReCarbonate (Belgio) è una macchina che distribuisce bevande gassate in bottiglie riutilizzate; ReFeel Good (Portogallo) è un sistema di ricarica per prodotti da lavanderia e cura della casa; RePlast 3D (Croatia) è una piccola impresa che vuole ridurre la disoccupazione attraverso l’uso dei rifiuti plastici nella stampa 3D; Ris (Slovenia) produce biglie di shampoo biosolubile con ingradienti naturali; SpraySafe (Portogallo) è uno spray commestibile usato sulle superfici del cibo per conservarlo riducendo il bisogno di pellicole e contenitori plastici; VEnvirotech è una startup biotech spagnola che trasforma i rifiuti organici nel biodegradabile polyhydroxyalkanoate (Pha) usando batteri.

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