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Playstation integra la piattaforma Discord che piaceva anche a Microsoft

Sony ha annunciato una partnership con Discord, il social di messaggistica più diffuso tra i videogiocatori.

di L.Tre.

(NurPhoto via AFP)

I punti chiave

2' di lettura

Fino a qualche settimana sembrava fatta per Microsoft, l’ufficializzazione dell’acquisizione era data per la fine di aprile. Ieri invece sul blog di Playstation è stata annunciato un accordo di partnership con la piattaforma di messaggistica più popolare tra i videogiocatori. L’obiettivo è quello di integrare Discord nell'esperienza social e di gioco del PlayStation Network. «Il nostro obiettivo -scirve il numero uno di Playstation Jim Ryan - è di avvicinare le esperienze di Discord e PlayStation su console e mobile a partire dall'inizio del prossimo anno, consentendo ad amici, gruppi e comunità di stare in contatto, di divertirsi e di comunicare più facilmente mentre giocano insieme». L’operazione prevede una partecipazione di minoranza di di Sony in Discord. Per la piattaforma di comunicazione l’integrazione con Playstation vuole dire ottenere milioni di utenti in più. Per la multinazionale giapponese invece l’obiettivo sembra quello che aggiungere una dimensione social al gaming, “appaltando” fuori la gestione di un social network che sarebbe complicato gestire internamente. Finora i tentativi in questo senso si sono rivelati sempre dei flop.


Cosa è Discord.

E' una piattaforma per chattare mentre si gioca ai videogiochi. Sul loro sito dicono di avere più di 100 milioni di utenti attivi al mese per 13,5 milioni di server attivi che hanno registrato 4 miliardi di minuti di conversazione. Discord è stato inizialmente creato per le persone che amano giocare ai videogiochi. La crescita di utenti diversi a quel punto è salita alle stelle. Oggi Discord è usato dai club sportivi locali, alle comunità artistiche, ai gruppi di studio. Discord ha raggiunto i 100 milioni di utenti mensili attivi, con persone occupate a parlare sulla piattaforma per più di 4 ore al giorno. Il percorso sembra quello di Twitch. Ma a differenza della piattaforma di streaming di Amazon chiunque può creare un nuovo server dove creare canali vocali e testuali. Ad un server possono essere ‘agganciati' dei bot, ovvero dei software che prendono informazioni dall'esterno e le portano nel server o viceversa, o che aiutano i moderatori a gestire i contenuti. Qui trovate l'informativa sulla privacy di Discord.

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