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Plusvalenze, stangata sulla Juve: 15 punti di penalizzazione. Allegri: «Non lascio il club»

Trenta mesi di inibizione a Paratici, 16 a Cherubini, 24 ad Agnelli e 8 a Nedved. La procura aveva chiesto solo 9 punti di penalizzazione

Juventus, Ferrero: "Futuro Juve sarà all'altezza del passato"

2' di lettura

Stangata della Corte federale alla Juventus per il caso plusvalenze: -15 punti in classifica, oltre la richiesta della Procura federale che era stata di nove. Per quanto riguarda i dirigenti, la Corte ha inflitto 30 mesi di inibizione a Fabio Paratici, 16 mesi di inibizione a Federico Cherubini, 24 mesi ad Andrea Agnelli, 8 mesi a Pavel Nedved, Enrico Vellano, Paolo Garimberti. Sono stati inflitti 24 mesi di inibizione a Maurizio Arrivabene, 8 mesi ad Assia Grazioli Venier, come anche a Caitlin Mary Hughes, Daniela Marilungo, Francesco Roncaglio. Accolta l’istanza per revocazione del processo plusvalenze, presentata dalla procura Figc: si riapre in questo modo il procedimento sportivo a carico del club torinese. Prosciolti gli altri otto club toccati dall’indagine.

Juventus: «Siamo di fronte a una palese ingiustizia»

Dura reazione dei bianconeri: «L’accoglimento del ricorso per revocazione da parte delle Corte d’Appello Federale - si legge in una nota dei legali del club bianconero Bellacosa, Sangiorgio e Apa - ci pare costituisca una palese disparità di trattamento ai danni della Juventus e dei suoi dirigenti rispetto a qualsiasi altra società o tesserato. Attendiamo di leggere le motivazioni per presentare il ricorso al Collegio di Garanzia dello Sport: evidenziamo che alla sola Juve viene attribuita la violazione di una regola, che la giustizia sportiva aveva riconosciuto non esistere. Si tratta di una palese ingiustizia».

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Allegri: «Rimarrò alla Juve, prendersi responsabilità»

«Io sono allenatore della Juventus e rimarrò allenatore della Juventus, a meno che non mi mandino via. In certi momenti bisogna prendersi delle responsabilità». Lo ha detto il tecnico della Juventus Massimiliano Allegri in conferenza stampa alla vigilia della gara di campionato con l'Atalanta. «Quando le cose vanno bene tutti siamo bravi, quando ci sono momenti di difficoltà è più stimolante. Nei momenti di difficoltà bisogna essere uomini», ha aggiunto.

La richiesta del procuratore era di 9 punti

Il procuratore della Figc, Giuseppe Chinè, aveva chiesto 9 punti di penalizzazione per la Juventus alla corte della Figc chiamata a valutare la riapertura del processo sportivo per le plusvalenze, dopo la richiesta di revocazione della sentenza di archiviazione. Chinè aveva anche chiesto 16 mesi di inibizione per Agnelli, 20 e 10 giorni per Paratici, 10 mesi per Cherubini, 12 mesi per tutti gli altri consiglieri.

La procura mira alla sanzione «afflittiva»

La Juventus è finita nella bufera con un’indagine Uefa per possibile violazione del fair play finanziario, le regole sul pareggio di bilancio che disciplinano le società calcistiche in Europa. I filoni principali dell’inchiesta riguardano le cosiddette plusvalenze false e altri illeciti ascrivibili agli stipendi degli atleti in rosa. Le accuse hanno condotto all’azzeramento del vecchio Cda della Juventus.

Nei confronti del club bianconero, la volontà della procura guidata da Chinè era quella di rendere l’eventuale sanzione «afflittiva», portando il club bianconero - virtualmente - fuori dalla lotta per un posto in Europa. Nei confronti delle altre società coinvolte (Sampdoria, Empoli, Genoa, Parma, Pisa, Pescara, Pro Vercelli e il vecchio Novara) rimanevano invariate le richieste formulate dalla procura federale, quindi solo sanzioni, nel processo dello scorso maggio sulle plusvalenze.


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