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Juventus: indagati Agnelli, Nedved e il club per plusvalenze sospette per 282 milioni e false fatturazioni

Sei indagati per false comunicazioni sociali ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Si indaga anche sui rapporti con Ronaldo e Atalanta

di Gianni Dragoni

Aggiornato alle 10:00 del 28 novembre 2021

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5' di lettura

Il vertice della Juventus Fc è indagato dalla Procura di Torino per falso in bilancio ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. Nel tardo pomeriggio di venerdì 26 novembre la Guardia di finanza ha perquisito tre sedi di Torino e l’ufficio di Milano della società di calcio. Secondo un comunicato della Procura, «i finanzieri (...) sono stati incaricati di reperire la documentazione ed altri elementi relativi ai bilanci societari approvati negli anni dal 2019 al 2021, con riferimento alle compravendite di diritti alle prestazioni sportive dei giocatori, sia alla regolare formazione dei bilanci». Si indaga anche sui rapporti con Cristiano Ronado e con l’Atalanta. La società ha detto che «sta collaborando con gli inquirenti» e ritiene «di aver opertao nel rispetto delle leggi».

Plusvalenze, rapporti con Ronaldo e con Atalanta

Sotto accusa ci sono le plusvalenze nel calciomercato e i compensi ai procuratori iscritti nei bilanci di tre stagioni sportive, da quella conclusa il 30 giugno 2019 all’ultima, terminata il 30 giugno di quest’anno. Ci sono plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni «connotate da valori fraudolentemente maggiorati», secondo la Procura. Sulla questione era già aperta un’indagine della Consob, la Commissione che vigila sulle società quotate, cominciata il 12 luglio scorso. Ci sono accertamenti anche sui rapporti economici con Cristiano Ronaldo. Il calciatore non è indagato. I finanzieri hanno ricevuto dai magistrati l’incarico di cercare «documenti e scritture private» relative al contratto e alle retribuzioni arretrate, con riferimento a una «carta famosa che non deve esistere teoricamente». Si cerca anche una «scrittura» attestante un «obbligo non federale» a carico dell’Atalanta, nell’ambito _ si legge nel decreto di perquisizione _ della doppia operazione di trasferimento dei calciatori Merih Demiral e Christian Romero.

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La plusvalenza Pjanic nello scambio con Arthur

Ricordiamo che una delle operazioni più controverse contabilizzate tra le plusvalenze è stata la cessione di Miralem Pjanic al Barcellona nel giugno 2020. Il giocatore è stato valutato circa 63 milioni. Il club bianconero ha iscritto nel bilancio al 30 giugno 2020 una plusvalenza di 43,7 milioni. In realtà la Juventus non ha incassato soldi, perché contestualmente ha comprato dalla squadra catalana il centrocampista Arthur, valutato 72 milioni, più un possibile bonus di 10 milioni al verificarsi di determinate condizioni durante la durata del contratto. Una valutazione elevata rispetto al livello tecnico del calciatore brasiliano, che ha disputato un'annata mediocre a Torino e anche in questa stagione non brilla. Anche il Barcellona ha iscritto una plusvalenza in bilancio. Tutti contenti, ma di soldi ne sono girati pochi. Di fatto è stato uno scambio e le plusvalenze sono quasi tutte di carta. Quest’operazione non è citata nel decreto di perquisizione, che però contiene solo alcuni esempi delle plusvalenze contestate.

Operazioni «a specchio»

L’indagine della Procura riguarda anche scambi di giocatori di importo minore, operazioni in cui non girano soldi, dette «a specchio». Come l’acquisto dall’Olympique Marsiglia del ventenne Marley Akè per 8 milioni, in cambio della cessione alla stessa cifra di Franco Daryl Tongya Heubang, 19enne nato a Torino da genitori camerunensi, cresciuto nel vivaio Juventus. Sotto la lente di ingrandimento pure numerose cessioni di giovani dell’under 23 «con corrispettivi rilevanti e fuori range» rispetto a calciatori del medesimo livello e categoria». È il caso dell’acquisto dal Barcellona di Alejandro Marques Mendez, attaccante ventenne ora in prestito alla squadra spagnola Cd Mirandés, per 8,2 milioni, in cambio del centrocampista brasiliano 23enne Matheus Pereira, valutato 8 milioni. Nel mirino degli inquirenti anche cessioni e acquisizioni fatte «in prossimità della scadenza contrattuale», come nel caso dell’acquisto per 18 milioni di Nicolò Rovella dal Genoa, con contestuale cessione alla stessa società di Manolo Portanova per 10 milioni e di Elia Petrelli per 8 milioni.

Sotto indagine Agnelli, Nedved, Paratici

Il comunicato dice che «allo stato, le attività sono volte all’accertamento di ipotesi di reato (...) nei confronti del vertice societario e dei direttori delle aree business, financial e gestione sportiva». Il decreto di perquisizione chiarisce che sono indagati, per entrambe le accuse, il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, il vicepresidente Pavel Nedved, che ha ampi poteri, l’ex Chief football officer Fabio Paratici, che ha lasciato la società il 30 giugno, ora è direttore sportivo del Tottenham, a Londra. Indagati anche tre dirigenti che si sono succeduti alla guida dell’area finanza: Marco Re per il bilancio 2019, uscito dalla Juventus a metà 2020, Stefano Bertola per i bilanci 2020 e 2021, Stefano Cerrato per il bilancio 2021. Oggi c’è stata un’intensa attività in Procura, con incontri fra pm e finanzieri, è stato anche ascoltato come persona informata dei fatti il nuovo direttore sportivo della Juventus, Federico Cherubini. Il suo ufficio è stato perquisito, come quello di altri dirigenti non indagati: il nuovo a.d. Maurizio Arrivabene, il capo delle «Football operations» Paolo Morganti, il responsabile della squadra under 23, Giovanni Manna.

Indagata anche la società di calcio per la 231

«Al vaglio _ dice la Procura di Torino _ vi sono diverse operazioni di trasferimento di giocatori professionisti e le prestazioni rese da alcuni agenti coinvolti nelle relative intermediazioni». Anche la società Juventus è indagata, per la legge 231. «È altresì ipotizzato a carico della società il profilo di responsabilità amministrativa da reato, previsto qualora una persona giuridica abbia tratto vantaggio dalla commissione di taluni specifici illeciti».

Perquisizioni dopo la chiusura di Borsa

Le perquisizioni sono cominciate venerdì dopo la chiusura delle contrattazioni in Borsa, «a tutela del mercato finanziario», puntualizza la Procura. L’indagine è denominata Prisma, «ha avuto avvio nel maggio 2021 ed è affidata a un pool di magistrati del gruppo dell’economia, composto dai sostituti procuratori Ciro Santoriello, Mario Bendoni e dal procuratore aggiunto Marco Gianoglio, avvalendosi anche di attività tecniche di intercettazione di comunicazioni». Venerdì il titolo ha chiuso in forte calo, -6,58% a 0,5745 euro.

L’indagine Consob

La Juventus ha lanciato un aumento di capitale di 400 milioni di euro che parte in Borsa lunedì 29 novembre, con l’offerta di nuove azioni a 0,334 euro l’una, verranno offerte 9 azioni ogni 10 “vecchie” già possedute. Nel «documento di registrazione» pubblicato per l’aumento, tra i fattori di rischio la società indica i «rischi connessi agli accertamenti delle Autorità di vigilanza». «Alla data del documento di registrazione _ afferma la Juventus _ la società è soggetta a una verifica ispettiva da parte della Consob (...) in merito alla voce “proventi da gestione diritti calciatori” iscritta nei bilanci al 30 giugno 2020 (complessivamente pari a 172 milioni di euro) e al 30 giugno 2021 (complessivamente pari a 43,2 milioni di euro). L’emittente _ dice la società _ è esposto al rischio che ad esito della verifica ispettiva in corso la Consob adotti provvedimenti sfavorevoli per il gruppo». In un comunicato diffuso poco prima delle 22:30 di sabato 27 novembre la Juventus ha confermato l’avvio dell’aumento di capitale.

La società: «operato nel rispetto delle leggi»

«Si conferma la tempistica resa nota (...) e l’avvio dell’offerta in opzione e della negoziazione dei diritti di opzione e della negoziazione dei diritti di opzione a partire dal 29 novembre 2021», dice il comunicato del club. La Juventus «prende atto dell’avvio di indagini da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torino nei confronti della società nonché di alcuni suoi esponenti attuali (Andrea Agnelli, Pavel Nedved e Stefano Cerrato) e passati» e afferma che «come doveroso, Juventus sta collaborando con gli inquirenti e con la Consob e confida di chiarire ogni aspetto di interesse degli stessi, ritenendo di aver operato nel rispetto delle leggi e delle norme che disciplinano la redazione delle relazioni finanziarie, in conformità ai principi contabili e in linea con la prassi internazionale della football industry e le condizioni di mercato».

Riproduzione riservata ©
  • Gianni DragoniCaporedattore, inviato

    Luogo: Roma

    Lingue parlate: italiano, inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza, industria aerospazio, difesa, industria ferroviaria, trasporto aereo, grandi aziende pubbliche, privatizzazioni, bilanci società di calcio, stipendi manager, governance società quotate, conflitti d'interesse

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