Opinioni

Pmi centrali sulla via della sostenibilità

di Giorgio Vittadini


default onloading pic

3' di lettura

Come si colloca il mondo delle Pmi nel grande ambito dell’economia sostenibile, di quella che viene definita come sostenibilità? La Fondazione per la sussidiarietà ha redatto e pubblicato un interessante Rapporto dal titolo «Sussidiarietà e ...Pmi per lo sviluppo sostenibile».

Che cosa si propone la Fondazione con questa iniziativa e la stesura del Rapporto? Di fatto, dalla lettura, si comprende che viene formulata una interpretazione originale del tema, basato sulla centralità della persona e della sussidiarietà. Nelle piccole e medie imprese c’è uno stretto legame con il territorio, con un ruolo determinate nei processi che portano lo stesso a diventare “sistema territoriale” competitivo anche attraverso l’apertura internazionale.

C’è la caratteristica profonda del senso del lavoro e del rischio di impresa; c’è l’apporto ai processi innovativi e formativi, soprattutto delle start up; la capacità di collaborare a fare rete; l’implicazione in dinamiche sociali; il contributo offerto alla democrazia (non solo economica).

Sono tutti segni del Dna delle Pmi, naturalmente rivolto alla sostenibilità. Il termine sostenibilità contiene un’ampia varietà di temi che riguardano ambiti economici, sociali, istituzionali, ambientali. Sono espressi nei 17 obiettivi di sviluppo dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

C’è un criterio unitario per affrontare tutti questi aspetti? Il Rapporto della Fondazione suggerisce di seguire un fil rouge che è quello della centralità dell’uomo nello sviluppo, la necessità di supportare il suo protagonismo sociale liberando energie, idee, creatività grazie a una cultura sussidiaria.

Qui diventa cruciale il ruolo delle Pmi che, con le istituzioni di loro principale riferimento, offrono e possono sempre più offrire, in particolare per la realizzazione dell’obiettivo 17 dell’Agenda 2030, che invita a promuovere partenariati tra soggetti pubblici, pubblico privati e nella società civile. Ma le Pmi non si limitano solo a questo. Stanno infatti già portando i diversi territori nei quali sono inserite, con tutti i loro abitanti, su percorsi di sviluppo sostenibile.

Innanzitutto, in tutti i principali Paesi d’Europa - siano essi aree di industrializzazione diffusa, sistemi urbani, aree ad alta valenza ambientale - sono soprattutto le Pmi che stanno raccogliendo le sfide portate dalla green economy, dalla digitalizzazione e dalle dinamiche demografiche in corso. In secondo luogo, le Pmi più sostenibili, quelle che ricercano insistentemente l’innovazione. Tale nesso risulta evidente, per esempio, tra i numerosi altri, dai risultati dell’indagine condotta sugli associati di tutti i comparti che compongono la filiera legno-arredo in Italia.

In relazione al nesso tra dinamiche innovative e sostenibilità, un’ulteriore analisi realizzata nello studio su 380 Pmi dei settori caratterizzanti il made in Italy, ha rivelato, tra altri risultati, che il fenomeno delle start up innovative in Italia esprime contenuti imprenditoriali rilevanti, buona capacità di coinvolgimento e valorizzazione di capitale umano giovane e qualificato. Questo risultato è da sottolineare in quanto è crescente la percentuale delle star up innovative sul totale delle nuove società di capitale.

Sono start up innovative il 32,9% delle nuove aziende in ambito digital (con picchi di oltre il 30% nella fabbricazione di computer e nella produzione di software e oltre il 66% nella ricerca e sviluppo).

Infine, il Rapporto preparato dalla Fondazione per la sussidiarietà, in merito alla tanto dibattuta relazione tra impresa aziendale e produttività (indicatore importante per la sostenibilità dell’impresa nel lungo periodo), presenta dati che evidenziano la crescita maggiore del valore aggiunto pro capite per le Pmi (+19,9%) rispetto a quello delle grandi imprese (+18,3%).

Il Rapporto sta suscitando interesse ed è già stato oggetto di diversi convegni, tra i quali quello del 30 settembre svoltosi a Milano nella Sala di Confcomercio dove ne hanno discusso Alberto Sportoletti, Alberto Brugnoli, Stefano Bordone, Carlo Calenda, Massimo Carboniero, Stefano Firpo, Giuseppe Guerini. Uno confronto utile su un tema che sarà al centro dell’interesse nei prossimi anni.

Presidente Fondazione per la sussidiarietà; docente di Statistica all’Università Milano-Bicocca

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...