MANIFATTURA

Pmi italiane regine di crescita

di Luca Orlando

default onloading pic


2' di lettura


Davanti a tutti i big per tasso di crescita dei ricavi. Seconda solo alla Spagna in termini di creazione di nuova occupazione. Nella classifica delle 1000 imprese più dinamiche, realizzata da London Stock Exchange, l’Italia conquista posizioni di vertice, portando all’interno della graduatoria 110 realtà imprenditoriali, quarta pattuglia più numerosa tra tutta Europa.

L’analisi, che riguarda le aziende non quotate, prende in esame i bilanci dal 2013 e 2015 di società con ricavi compresi tra 20 e 300 milioni di euro. Le migliori mille aziende (in media forti di 59 milioni di ricavi e 212 addetti) presentano nel complesso risultati di eccellenza, con un tasso di crescita composto del fatturato pari al 103%. Stellare, tuttavia, la performance italiana, con numeri più che doppi (219%), decisamente superiori per progresso delle vendite rispetto a Germania, Francia, Regno Unito e Spagna.

Slovacchia e Austria riescono in realtà ad avere performance anche migliori, ma in questo caso la limitatezza del campione (appena 25 le aziende per i due paesi) rende decisamente meno significativa la media, frutto più di singole performance che di uno scatto corale.

Significativo il risultato italiano anche in termini di creazione di nuovi posti di lavoro (+54%), anche in questo caso mettendo in fila Germania, Francia e Regno Unito, accodandoci solo alla Spagna tra i maggiori paesi manifatturieri.

La pattuglia delle nostre 110 aziende è trasversale a più settori e rispecchia l’articolazione del sistema produttivo nazionale, con la forte presenza di meccanica e e macchinari, engineering, tessile-abbigliamento, alimentare.

Si tratta di aziende che in media sviluppano 66 milioni di ricavi, dunque ben più strutturate rispetto alla sterminata platea di Pmi che caratterizzano il nostro territorio. Aziende innovative, come visibile dal numero di brevetti depositati, in media tre per ciascuna realtà. Anche se per questo indicatore l’Italia insegue, decisamente distaccata rispetto ai 3505 brevetti in possesso delle aziende tedesche del campione (180), o dei 571 detenuti dalle imprese francesi (150 quelle inserite in classifica).

Molto più lusinghieri invece, come detto, i risultati dal lato dell’occupazione, con un tasso di crescita medio degli addetti per le aziende italiane ben oltre il dato globale del campione (43% in due anni).

Per l’Italia l’incremento è pari al 54%, oltre il livello francese, più del doppio rispetto a quanto realizzato dalla Germania, due punti oltre il Regno Unito. Tra i paesi con una “numerica” significativa di Pmi in classifica solo la Spagna per questo indicatore ci supera.

Nelle top “1000” Il 20% delle società appartiene al settore manifatturiero e ingegneristico, il settore più ampio rappresentato nel rapporto. Guardando alla crescita in relazione al settore di appartenenza, dall'analisi risulta che i ricavi annui aumentano soprattutto per i comparti: manifatturiero e ingegneristico (171%), enogastronomico (112%) e tecnologia (65%). La dinamicità di queste mille imprese è dimostrata anche da «un eccezionale livello di innovazione: le mille società possiedono quasi 8.000 brevetti e marchi registrati, il doppio rispetto al 2016.

Riproduzione riservata ©
Per saperne di più

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...