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Pmi, l’Ecofin approva le regole per l’accesso ai mercati dei capitali

Il pacchetto è stato oggetto di una lunga trafila segnata dalla proposta della Commissione europea, il negoziato tra Parlamento e Consiglio, e infine l’approvazione prima di Strasburgo e quindi dei Ventotto

dal nostro corrispondente Beda Romano


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Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri alla riunione Ecofin (IPP)

2' di lettura

BRUXELLES - I ministri delle Finanze dell’Unione europea hanno approvato venerdì 8 novembre in via definitiva una serie di riforme in campo finanziario tutte dedicate al completamento di una unione dei capitali. In particolare, le misure hanno l’obiettivo di aiutare l’entrata in Borsa delle piccole e medie imprese; incentivare gli investimenti sostenibili; promuovere a livello europeo le obbligazioni garantite e rivedere i parametri prudenziali delle società d’investimento.

Il pacchetto è stato oggetto di una lunga trafila segnata dalla proposta della Commissione europea, il negoziato tra Parlamento e Consiglio, e infine l’approvazione prima di Strasburgo e quindi dei Ventotto. Sul fronte delle piccole e medie imprese, alcune direttive sull’abuso di mercato e sui prospetti regolamentari sono modificate per ridurre le misure a carico delle Pmi. L’obbligo di render conto è rivisto in modo anche in questo caso di diminuire gli impegni amministrativi.

Sul versante della finanza sostenibile, il pacchetto introduce maggiore trasparenza per permettere all’investitore di sapere con certezza che il suo investimento è in effetti ecologico. Chi vende prodotti finanziari dovrà pubblicare eventuali rischi ambientali e sociali, precisando se e come questi stessi rischi potrebbero pesare sull’investimento. Infine, quando l’investitore afferma di perseguire una strategia verde, dovrà elencarne con precisione i dettagli.

Quanto alle obbligazioni garantite, Parlamento e Consiglio si sono messi d’accordo su un quadro unico in modo che questi titoli possano godere di particolari parametri prudenziali in tutta Europa. I covered bonds, come vengono chiamati in inglese, sono tendenzialmente garantiti da attività fisiche o da debito pubblico. La riforma introduce un livello minimo di armonizzazione nei requisiti patrimoniali. Questi titoli sono utilizzati soprattutto in Germania, Italia, Spagna, Francia e Danimarca.

Infine, i ministri delle Finanze hanno approvato nuovi requisiti prudenziali per le società d’investimento, che finora sono state equiparate alle banche. La riforma stabilisce che queste dovranno rispettare le stesse regole relative al capitale, alla liquidità e alla gestione del rischio degli istituti di credito, ma i requisiti cambieranno a seconda della loro taglia, natura e complessità. Solo le società d’investimento più grandi, con attività oltre i 15 miliardi di euro, saranno trattate alla stregua delle banche.

Il tentativo, anche in questo caso, è di facilitare o di ridurre le incombenze amministrative delle società d’investimento. Il pacchetto di misure discusso dai ministri delle Finanze è già stato approvato dal Parlamento europeo e verrà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea entro la fine del mese. Ursula von der Leyen, che presiederà la prossima Commissione europea, ha assunto l’impegno di completare l’unione dei mercati dei capitali.

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