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Pmi, una rete europea per trovare materie prime

All'interno del progetto Enterprise Europe Network dedicato
alle piccole imprese nasce la piattaforma online Supply Chain Resilience

di Giovanna Mancini

 Alcune aziende sono costrette a fermi produttivi a causa dei rincari energetici o della scarsità di materiali

4' di lettura

Acciaio, soprattutto. E poi rame, nickel, zinco. L’elenco è lungo: difficile elencare tutte le materie prime di cui l’industria lombarda è affamata e che la guerra tra Russia e Ucraina ha reso ancora più difficili (o costose) da reperire. Quello dell’approvvigionamento dei componenti di base o dei semilavorati per la trasformazione è un problema che riguarda tutta la manifattura italiana e che si fa sentire tanto più nella regione in cui si concentra la manifattura del Paese. Secondo una recente indagine condotta da Assolombarda su 463 imprese delle province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia, dopo il caro energia, il costo e le reperibilità delle materie prime sono i principali problemi creati (o meglio aggravati) dal conflitto nell’Est Europa.

La stessa indagine rileva però anche la capacità di reazione delle aziende lombarde, che si sono subito attivate per cercare mercati alternativi di approvvigionamento. A questa ricerca, di mercati o di fornitori, fornisce un sostegno la nuova piattaforma online «Supply Chain Resilience», che fa parte del progetto Enterprise Europe Network (EEN) creato nel 2008 dalla Commissione europea, a cui aderiscono oltre 600 enti e associazioni di circa 60 Paesi al mondo, tra cui Confindustria Lombardia, attraverso il Consorzio Simpler, che opera in Lombardia ed Emilia-Romagna.

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Una rete europea per le Pmi

La piattaforma consente alle imprese che necessitano di riorganizzare la propria supply chain di cercare nuovi fornitori di componenti, materie prime, prodotti semilavorati o servizi di cui hanno bisogno per garantire la continuità produttiva. Un luogo d’incontro virtuale tra domanda e offerta, un servizio aggiuntivo, in risposta alle esigenze di questo delicato momento geopolitico ed economico, che conferma la capacità della rete EEN di evolvere e modificarsi in base agli scenari di mercato.

EEN nasce come sistema di stimolo e accompagnamento alla internazionalizzazione, innovazione, digitalizzazione e sostenibilità delle piccole e medie imprese. Non stanzia risorse economiche, ma offre servizi gratuiti alle Pmi, come l’orientamento sui finanziamenti europei, nazionali (tra cui il Pnrr) e regionali, oltre al sostengo nella presentazione dei progetti innovativi, nella ricerca di partner commerciali o tecnologici a livello internazionale. Inoltre, può fornire servizi personalizzati per l’innovazione del management aziendale, o a supporto della transizione ecologica.

Transizione ecologica

È il caso di Sbs Steel Belt System, azienda di Venegono Inferiore (Varese) con 50 dipendenti e 12 milioni di euro di fatturato, specializzata nella produzione di macchinari in quattro settori merceologici: Oil&Gas, trasporto alimentare, gomme e resine, verniciature a polvere. «Alcuni anni fa abbiamo deciso di espandere il nostro business verso la green economy – spiega Sergio Contesi, vice-direttore generale dell’azienda – usando le nostre competenze per produrre macchine per fertilizzanti organico-minerali, realizzati cioè senza prodotti chimici». L’azienda di Varese (che ha una sede operativa anche in Sicilia) ha dunque iniziato a cercare le risorse necessarie a implementare il progetto, che richiede un investimento di 4 milioni. Attraverso il supporto di EEN, Sbs è riuscita a ottenere i finanziamenti messi a disposizione dalla Ue per progetti di green economy e ora è in trattativa anche con il Mise per un ulteriore contributo. «Siamo entrati nel Progetto Life, che mette insieme diverse aziende con la finalità di realizzare fertilizzanti organici, prodotti utilizzando scarti del petrolio, lo zolfo, e scarti alimentari, come le bucce di arancia», spiega l’imprenditore. Il progetto è partito nel settembre dello scorso anno e si concluderà nel 2025, ma la parte che riguarda Sbs, con un impianto dimostrativo che sarà realizzato nella sede siciliana, dovrebbe essere operativa già il prossimo autunno.

Sostegno alle start up

Alla rete EEN si è rivolta anche Quick Algorithm Analytics, start up innovativa fondata a Milano nel 2018 da Jacopo Piana, che oggi ne è anche il ceo. «Aiutiamo le aziende ad aumentare e migliorare l’utilizzo dei dati, democratizzando l’analisi avanzata e l’intelligenza industriale nel settore industriale», spiega Piana. A questo scopo, l’azienda ha messo a punto la piattaforma Scops, che consente di ridurre i costi di gestione degli asset e di produzione, aumentando anche la sostenibilità dei processi. «Per ora siamo partiti sul mercato italiano, ma il piano di sviluppo prevede un’espansione a livello internazionale», precisa il ceo, che ha messo in piedi una squadra di 16 persone, con sei nazionalità differenti e 12 lingue parlate. Dopo tre anni necessari allo sviluppo di Scops, la scorsa estate Quick Algorithm ha fatto il primo aumento di capitale (nel quale è entrata anche l’Università Bocconi) e proprio in questa fase ha fatto ricorso ai servizi messi a disposizione dalla rete EEN: «Ci è stata di grande supporto per conoscere le fonti di finanziamento alternativo o i bandi europei adatti alle nostre esigenze».

Internazionalizzazione

La rete serve anche alle imprese per allargare i propri confini commerciali. MCB Electronics è una piccola azienda fondata a Villa Guardia (Como) nel 1996 specializzata nell’elettronica di potenza, che produce convertitori di frequenza e variatori, al 100% made in Italy, ma venduti in tutto il mondo, in 35 Paesi. «Il nostro punto di forza è un kno- how, che poche aziende al mondo hanno, nel nostro settore – spiega piega Francesco Franco, Sales&Marketing director dal 2020 –. Tuttavia, fino a due anni fa l’azienda mancava di un’identità di brand forte e riconoscibile a livello internazionale, perché fino ad allora l’attività era impostata su un modello OEM, ovvero realizzavamo prodotti per lo più brandizzati dai nostri clienti». A fine 2020 la strategia di comunicazione cambia e i tre soci fondatori decidono di investire anche su un piano di brand identity su scala internazionale, veicolando in primis il proprio marchio. E qui entra in gioco la rete EEN, attraverso cui MCB Electronics ha trovato nuovi partner commerciali su mercati strategici, ad esempio un agente in Polonia e uno in Spagna. «Ora stiamo lavorando con due agenzie statunitensi, sempre con il supporto EEN, per valutare e impostare lo sbarco con il nostro brand anche sul mercato Usa», aggiunge Franco.

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