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Pnrr al bivio, appalti per 20 miliardi nel 2023. Allarme manodopera: servono 64mila unità

«A minare la realizzazione delle opere Pnrr - scrive il dossier dei costruttori - ci sono tre problematiche: il caro materiali, la capacità amministrativa della Pa, la scarsità di manodopera e di figure professionali specializzate»

di Giorgio Santilli

Fitto: "Pnrr approvato prima della guerra, costo materie prime aumentato"

3' di lettura

Nel 2023 le milestones del Pnrr prevedono aggiudicazioni di opere infrastrutturali ed edilizie per 20 miliardi di euro: questo numero - contenuto nel Rapporto del Servizio studi Ance che sarà presentato il 4 novembre al convegno «Pnrr: la spinta verso il futuro» organizzato da Ance Giovani a Positano - è sufficiente per spiegare come davvero il prossimo anno costituisca il momento decisivo per il decollo degli investimenti del Pnrr. E non sarà una scommessa facile da vincere.

Le tre sfide

«A minare la realizzazione delle opere Pnrr - scrive il dossier dei costruttori - ci sono tre problematiche: il caro materiali, la capacità amministrativa della Pa, la scarsità di manodopera e di figure professionali specializzate».

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Il caro materiali

Sul primo fronte, la situazione resta difficile. «Nei primi nove mesi di quest’anno - dice il rapporto Ance sul Pnrr - il prezzo dell'acciaio tondo per cemento armato segna un ulteriore incremento del 43,9%, dopo il +54% del 2021. Il bitume, tra gennaio e settembre 2022 ha registrato un aumento del 445,5%, dopo il +35% dello scorso anno. Anche il calcestruzzo sta mostrando preoccupanti segnali inflattivi. A questi rincari si è sommata l’impennata del gas naturale che, nei primi nove mesi 2022 ha registrato un +337%. Tale aumento si è rapidamente trasferito sul prezzo dell’energia elettrica (+275% nello stesso periodo), facendo lievitare i costi energetici, con ricadute importanti sulla propensione al consumo delle famiglie e un aumento dei costi delle imprese».

Dopo un 2022 in cui sono stati messi a punto strumenti di copertura degli extracosti e istituito un fondo di 10 miliardi, con procedure di rimborso delle imprese che però si sono rivelate ancora una volta troppo lente, il 2023 parte senza paracadute e sarà la legge di bilancio a doverci pensare. Intanto un’indagine Ance rileva che il 70% delle imprese non ha ricevuto ristori a copertura degli extracosti e il 73% denuncia opere messe in gara a prezzi più bassi di quelli di mercato.

La capacità della pubblica amministrazione

Ance getta un nuovo allarme anche sulla capacità della pubblica amministrazione: non solo si è impoverita negli ultimi venti anni e rischia di non tenere il passo del Pnrr, ma presenta oggi il tasso più alto di ultracinquantacinquenni in Europa nelle amministrazioni centrali. Questo porta Ance a stimare «nei prossimi dieci anni oltre un milione di pensionamenti, pari a quasi un terzo dei dipendenti pubblici attuali. Di questi - dice la ricerca - il 40% avverrebbe nella scuola e un 20% nelle Pa locali e nel sistema sanitario». Per assicurare un turn over completo del personale in uscita «sarebbero necessari concorsi pubblici per l’assunzione annua di almeno centomila unità per i prossimi dieci anni».

Il nodo della manodopera qualificata

Terza criticità raccontata dai giovani dell’Ance è la ricerca di manodopera qualificata necessaria per realizzare il Pnrr. Ance quantifica in 64.400 unità «il fabbisogno occupazionale derivante dalla realizzazione di oltre 64 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi adel Pnrr nel settore dell’edilizia e dei principali interventi ferroviari in capo a Rfi». Di questo fabbisogno 53.800 unità lavorative sono da ricercare nella categoria operai e i restanti 10.600 fra impiegati e quadri.Questo picco di occupazione si registrerà nel 2025, ma già nel 2023 la previsione è di 38.743 unità di lavoro da assumere. «Bisogna rapidamente aggiungere quasi il 10% ai nostri ranghi attuali - dice la presidente di Ance Giovani, Angelica Donati, che oggi farà la relazione introduttiva a Positano - e dobbiamo ricordarci che oltre un terzo degli operai ha più di 50 anni. Nella ricerca delle 10 mila figure professionalizzanti di cui il settore ha bisogno, scuola e università non riescono a reggere il passo: c’è una diminuzione continua di giovani che si laureano in ingegneria civile o ambientale dirigendosi maggiormente verso altre aree dell'ingegneria. Se continuiamo così, fra cinque anni vedremo che non avremo speso tutti i soldi del Pnrr e la causa sarà stata proprio la mancanza di competenze». Ance, però, dice Donati , «si è già attivata per ridurre il mismatch tra domanda e offerta di lavoro, con il sistema bilaterale dell’edilizia, avviando accordi per strutturare corsi di formazione a soggetti inoccupati/disoccupati, immigrati, oltre a soggetti già occupati(upskilling). Ance Giovani lavora con i ragazzi sin dalle scuole medie: il nostro progetto Macroscuola vuole far capire loro e ai loro genitori che il lavoro nelle costruzioni è ricco di opportunità e più remunerativo di molti altri».

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