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Pnrr, controlli a tappeto su tutti i progetti

Nuove istruzioni per le verifiche sul 100% di obiettivi e target

di Gianni Trovati

Pnrr: soldi ci sono ma restano difficolta' di spesa

2' di lettura

Non c’è solo la politica impegnata nella campagna elettorale a ridurre al minimo quest’anno la pausa agostana. Su un piano più pratico, anche l’architettura amministrativa sulla gestione del Pnrr è ancora in piena attività. E nella serata di ieri ha prodotto la nuova circolare della Ragioneria generale dello Stato (la 30/2022) con le Linee guida per le attività di controllo e rendicontazione degli interventi del Pnrr: cioè per lo snodo cruciale che porta alla certificazione sugli obiettivi raggiunti e quindi alle rate europee. Perché fin qui il cronoprorgramma si è concentrato in modo quasi esclusivo sugli obiettivi «formali», che si realizzano con l’approvazione di leggi e decreti e in qualche caso con l’avvio dei bandi: ma da qui in poi, con un’accelerazione già dal primo semestre del prossimo anno, il piano comunitario porta al centro le realizzazioni più sostanziali, fatte di opere pubbliche e di estensione dei servizi offerti dalle Pa.

Le nuove istruzioni della Ragioneria generale

Di qui l’importanza delle nuove istruzioni della Ragioneria generale dello Stato, che seguono a stretto giro quelle appena diffuse sulla gestione contabile dei fondi del Recovery (Sole 24 Ore del 28 luglio).

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La centralità dei controlli

La centralità dei controlli, che vengono sviluppati attraverso il sistema ReGis che è stato sviluppato come censimento elettronico in corso d’opera di tutti i filoni del Pnrr, nasce dalla natura del Pnrr come «programma di performance, con traguardi qualitativi e quantitativi prefissati a scadenze stringenti».

Rendicondazione puntuale per accedere ai fondi

I fondi comunitari arrivano con il rispetto e soprattutto con la rendicontazione puntuale delle scadenze rispettate e degli obiettivi realizzati. Per questo le verifiche non ammettono eccezioni o tecniche di mero campionamento, come si spiega nelle 70 pagine delle Linee guida concluse dagli allegati con i Report sugli stati di avanzamento di investimenti e riforme e con le check list per le verifiche.

La ripartizione dei controlli

Il compito più importante riguarda ovviamente le amministrazioni centrali «titolari» degli interventi, chiamate a garantire «sul 100% di milestone e target» tre filoni di verifiche. Quelle sulle mosse d’avvio delle misure, rappresentate in particolare dalle procedure di selezione, spettano ai singoli dipartimenti dei ministeri che di volta in volta sono competenti per materia. All’«unità di missione», cioè all’ufficio Pnrr creato in questi mesi all’interno di ogni amministrazione titolare di progetti, toccano invece le mosse successive, dalla registrazione delle spese e delle procedure poi consuntivate al servizio centrale Pnrr fino agli stati di avanzamento di ogni obiettivo.

I soggetti attuatori

Verifiche e rendicontazioni investono però una platea decisamente più ampia, che si allarga alle migliaia di amministrazioni territoriali individuate come «soggetti attuatori» di questo o quell’intervento del Piano.

I livelli di responsabilità

Su di loro, ricordano le nuove istruzioni di Via XX Settembre, ricadono quattro livelli di responsabilità. Devono ovviamente garantire la regolarità contabile e amministrativa dei processi di spesa, ma sono chiamati anche ad adottare, e illustrare, misure specifiche per la prevenzione di frodi, conflitti d’interesse, doppi finanziamenti e prevenzione del riciclaggio. «Bisogna tenere le mafie lontane dal Pnrr», aveva ammonito Draghi nel suo ultimo intervento da presidente del Consiglio il 20 luglio al Senato. Nel documento della Ragioneria sono dettagliate le misure tecniche per raggiungere lo scopo. Sempre i soggetti attuatori devono poi certificare il rispetto delle condizionalità ulteriori, come il principio che vieta di arrecare «danni significativi» all’ambiente (Dnsh).

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