Sondaggio Ey-Swg

Pnrr, decisivo un Fisco nuovo per attrarre i capitali esteri

Semplificazione imposte e meno tasse sul lavoro tra le priorità per imprenditori, manager e professionisti. Siistema attuale bocciato in efficacia e trasparenza

di Valeria Uva

Riforme e PNRR: come impatteranno il sistema economico e sociale del nostro Paese?

3' di lettura

La riforma fiscale è decisiva per attrarre i capitali stranieri. E tra quelle previste dal Pnrr gioca un ruolo strategico per la crescita del Pil italiano. A confermarlo è anche il sondaggio «Riforma Italia» realizzato da Ey insieme con Swg e Luiss Business school che analizza il potenziale impatto delle misure del Pnrr sull’economia del nostro Paese.

Il riordino della tassazione è al terzo posto nelle priorità indicate dagli intervistati per l’obiettivo complessivo della crescita del Paese, dopo la realizzazione di grandi infrastrutture, sia fisiche che tecnologiche, ma sale al primo quando si tratta di rendere competitiva e attrattiva l’Italia per gli investitori internazionali. In altre parole, a spaventare i fondi e imprenditori stranieri, c’è un Fisco complesso e difficile da decifrare.

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Fiducia nella capacità gestionale del Governo

L’analisi di Ey, realizzata su un campione di 268 tra manager, imprenditori e professionisti, clienti sia della società di consulenza che di Swg, sarà presentata martedì 21 settembre i in un evento congiunto tra Ey e Luiss Business school a Villa Blanc a Roma.

Sul Piano nazionale di resistenza e resilienza le aspettative sono alte: al di là del prevedibile giudizio positivo di nove su dieci degli intervistati, è evidente la fiducia sulle capacità del Governo di gestire la complessa macchina organizzativa e districarsi tra tempi stretti di riforme e spesa:  è, infatti, ottimista il 68% del campione.

Ad essere bocciato senza appello, invece, è proprio il sistema fiscale italiano: 4 il voto più alto (in una scala da uno a dieci) sul capitolo trasparenza; 3,6 il più basso per quanto riguarda l’efficacia .

PNRR, DECISIVO UN FISCO NUOVO PER ATTRARRE I CAPITALI ESTERI. LE PRIORITÀ DI IMPRENDITORI, MANAGER E PROFESSIONISTI

Le domande del sondaggio Ey-Swg a un campione di 268 intervistati sul Pnrr - Nota: Possibili tre risposte; Fonte Ey - Luiss Business school - Swg “Riforma Italia”

PNRR, DECISIVO UN FISCO NUOVO PER ATTRARRE I CAPITALI ESTERI. LE PRIORITÀ DI IMPRENDITORI, MANAGER E PROFESSIONISTI

Quale riforma

Da dove partire per mettere mano alla ingarbugliata matassa fiscale?  La strada imboccata dal Governo, almeno secondo le bozze circolate nei giorni scorsi, che punta soprattutto a una riduzione del peso del tasse sul lavoro è quella giusta secondo il campione: il cuneo fiscale, infatti, è al primo posto tra le priorità indicate dagli intervistati. Per gli stakeholder va poi disegnata una generale semplificazione del sistema di riscossione (si veda anche il grafico), vanno sfoltite le aliquote e messo a punto un sistema di tax expenditures più lineare.

«Al momento, in base ai documenti e alle indiscrezioni filtrati, c’è un tema su cui si dovrebbe accelerare - sottolinea Davide Bergami, partner di Ey Tax&Law in Italia - ed è il riassetto del prelievo sui grandi contribuenti e sulle aziende con oltre 100 milioni di fatturato». Stefania Radoccia, managing partner di Ey Tax&Law in Italia, invita poi a concentrarsi fin da subito sull’esecuzione delle «tante norme già esistenti».

Il riordino della tassazione non può essere visto come intervento isolato: «Per l’effettiva riuscita del Pnrr nei tempi dettati dall’Unione europea - avverte Radoccia - è necessaria l’interoperabilità di tutte le misure: quella fiscale, infatti , è una riforma di accompagnamento che si interseca con la semplificazione della burocrazia, le riforme della giustizia e delle norme di ingresso e uscita dal mercato del lavoro».

Le altre riforme del Pnrr

Il sondaggio Ey-Swg analizza l’impatto anche di altre misure previste dal Pnrr. Particolarmente sentite le difficoltà della giustizia civile:  il problema numero per il mondo delle imprese è la lentezza organizzativa, sia nei tempi per arrivare a sentenza (70% del campione) che in quelli di recupero dei crediti.

Ma il giudizio complessivo sulle potenzialità del Piano è ottimistico: uno su due (il 46%) è convinto che attuando le riforme la burocrazia sarà meno limitante per le imprese.

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