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Pnrr, Draghi invia relazione a Camere: risultati significativi

«La fine della legislatura ha richiesto uno sforzo supplementare, per fare in modo che, dopo le elezioni, si potesse ripartire da una posizione il più avanzata possibile» ha detto il premier

(EPA)

2' di lettura

La relazione sul Pnrr «illustra l’intensa attività svolta dall’inizio dell’anno e i risultati raggiunti». Lo scrive il presidente del Consiglio Mario Draghi nella relazione sul Pnrr inviata al Parlamento. «I risultati conseguiti - sottolinea - sono significativi» con il conseguimento di tutti gli obiettivi del primo semestre e l’Italia «presto potrà ricevere altri 21 miliardi di euro». Ora l’attuazione «procede più velocemente dei cronoprogrammi originari. La fine della legislatura ha richiesto uno sforzo supplementare, per fare in modo che, dopo le elezioni, si potesse ripartire da una posizione il più avanzata possibile»

Relazione Governo: entro dicembre 55 risultati

«Entro il secondo semestre 2022 dovranno essere realizzati 55 risultati (39 traguardi e 16 obiettivi), ai quali è collegata una rata di 21,8 miliardi di euro», di cui una parte è stata già data come prefinanziamento: lo scrive il Governo nella relazione al Parlamento sullo stato di attuazione del Pnrr. La relazione sottolinea come «rispetto ai due semestri già conclusi, nel secondo semestre del 2022 si registra un sensibile aumento degli obiettivi (target) da raggiungere, che passano dai tre dei primi due semestri a 16, a testimonianza del progressivo avanzamento del Piano». A partire dal prossimo anno, «in particolare dal secondo semestre del 2023, infatti, gli obiettivi saranno prevalenti rispetto ai traguardi (milestone) e il loro peso nell’ambito dei risultati da realizzare crescerà progressivamente».

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Possibile rivedere investimenti, non riforme

Dall’inizio del prossimo anno, una volta approvato il regolamento, «gli Stati membri potranno presentare formalmente il nuovo capitolo» del Pnrr «dedicato alle nuove azioni volte a conseguire gli obiettivi del Piano REPowerEU». Lo ricorda la relazione al Parlamento sul Pnrr in un capitolo dedicato a “REPowerEU e aggiornamento del Pnrr. Oltre al nuovo addendum la Commissione, ricorda ancora il documento, indica altri «tre casi» di aggiornamento dei Piani nazionali (compresa la non realizzabilità per circostanze oggettive) che, si precisa, potranno subire «una revisione degli investimenti previsti dal Piano - ma non delle riforme».

Ucraina tra cause oggettive revisione piani

Gli «aumenti dei prezzi per gli investimenti» rientrano tra le «circostanze oggettive che possono essere addotte per una revisione degli investimenti» del Pnrr. Lo ricorda la relazione al Parlamento nel capitolo dedicato ai possibili «aggiustamenti» dei Piani nazionali, che non compariva nella prima relazione. Nella sua comunicazione la Commissione infatti, «riconosce che l’invasione russa dell’Ucraina ha portato a un aumento non prevedibile dei prezzi per l’energia e dei materiali da costruzione, che quindi va considerato una “circostanza oggettiva” che giustifica una richiesta di modifica» come previsto dall’articolo 21 del Piano

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