Interventi

Pnrr e finanza sostenibile: un nuovo copione per la Pa

Un nuovo modello per una finanza sostenibile della PA presentato dai ricercatori dell'Università La Sapienza

di Mario La Torre *

(THANIT - stock.adobe.com)

2' di lettura

Il dibattito di questi giorni sul PNRR intercetta diverse prospettive di analisi; tra queste, assume rilievo l'impatto che la spinta alla transizione green, voluta fortemente dal legislatore europeo, può comportare per la pubblica amministrazione (PA) chiamata, al tempo stesso, al ruolo di regia e di attore di un copione ancora non scritto.

Quello che ogni bravo sceneggiatore sa bene è che la realtà, spesso, supera la fantasia: è realtà, ad esempio, che il ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibile, abbia già pubblicato due bandi che prevedono meccanismi di premialità agganciati all'impatto ambientale dei progetti finanziabili.

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Una fuga in avanti, senz'altro positiva, ma che rischia di cogliere impreparati gli stakeholder interessati, e la stessa PA.

Il monitoraggio dei progetti finanziati a valere sul PNRR, infatti, deve avvenire, non solo ricorrendo a una classica analisi economico-finanziaria, ma anche in ragione di una valutazione dell'impatto ambientale. Siamo pronti a questo?

La valutazione d'impatto - a livello centrale e locale della PA – richiede quattro azioni specifiche:

-) la costruzione di un modello di analisi di posizionamento della PA rispetto ai framework di indicatori di sostenibilità che spieghi, ex ante, la ratio delle scelte di investimento all'interno delle singole missioni del Piano;

-) la costruzione di un modello di valutazione d'impatto degli interventi che integri le variabili economiche con quelle di sostenibilità ambientale (e sociale);

-) l'aggiornamento in chiave PNRR del sistema REGIS, attualmente utilizzato dal MEF, nella direzione di un sistema di “contabilità integrata”;

-) la definizione di un modello di partenariato pubblico-privato per il cofinanziamento degli investimenti, che favorisca una razionalizzazione della spesa pubblica valorizzando lo strumento della leva finanziaria.

In questa direzione va il nuovo modello per una finanza sostenibile della PA, presentato al Festival dello Sviluppo Sostenibile dai ricercatori dell'Università La Sapienza, e frutto di una ricerca promossa dalla Scuola Nazionale dell'Amministrazione .

Il modello consente alla PA di: (i) misurare il proprio posizionamento rispetto agli SDGs ed ai domini BES, (ii) analizzare il gap di spesa pubblica necessario a recuperare terreno rispetto ai posizionamenti critici, (iii) stimare le variabili economiche per l'ingresso di un finanziatore privato, secondo un modello pay by result che lega la remunerazione all'impatto ambientale e sociale raggiunto dall'investimento ed al risparmio indiretto di spesa pubblica generato dall'impatto.

Un esempio di strumentistica utile a completare una sceneggiatura in cui realtà e fantasia camminino a braccetto, evitando che isolate fughe in salita si debbano pagare a pochi metri dall'arrivo.

* Università di Roma La Sapienza
www.goodinfinance.com

Riproduzione riservata ©

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