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Pnrr e Sud: più export e logistica per colmare il gap

Al Festival dell’Economia di Trento la tavola rotonda: «L’economia del Mezzogiorno all’appuntamento con il Pnrr»

di Giorgio Santilli

(RafMaster - stock.adobe.com)

2' di lettura

«È stato scongiurato, negli anni della crisi seguita al 2008, il depauperamento produttivo del Mezzogiorno, che temevo e che ci avrebbe fatto fare un balzo indietro di decenni. Invece, nonostante la flessione di reddito e produttività più accentuata che nel centro-nord, non sono mancati segni di cambiamento su cui ora il Pnrr deve lavorare per rafforzare i casi di eccellenza e superare la debolezza strutturale del tessuto delle Pmi. Il momento attuale offre straordinarie opportunità, perché l’Europa e l’Italia guardano per forza di cose a sud e il Mezzogiorno può davvero diventare la piattaforma logistica dell’Europa nel Mediterraneo». Claudio De Vincenti (Fondazione Merita-Meridione Italia) ha animato al Festival di Trento la tavola «L’economia del Mezzogiorno all’appuntamento con il Pnrr».

Antonio Accetturo (Bankitalia) ha ricordato che il 25% del valore aggiunto al Sud arriva dai servizi pubblici (14% al Nord) e che «oggi, come 30 anni fa, non vi sono meccanismi di mercato capaci di favorire il riequilibrio territoriale fra Nord e Sud»: la qualità dell’azione pubblica resta la prima leva per recuperare il divario e il Pnrr è un’occasione storica. Vanno rafforzati i segnali positivi: la crescita della dimensione media delle imprese, la crescita dell’export agli stessi livelli del centro-nord, la quota di energie rinnovabili al Sud passata dal 26% del 2007 al 40% del 2019.

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Della vocazione del Sud come hub strategico per la produzione e la trasmissione di energie rinnovabili (sesto settore “manifatturiero” competitivo insieme ad automotive, abbigliamento, aerospazio, agroalimentare e farmaceutico) ha detto Marco Zigon (gruppo Getra), ricordando che il Sud produce il 97% dell’energia eolica e il 41% dell’energia solare. «È vero - ha detto - che impianti solari ed eolici si possono installare ovunque, ma è anche vero che non hanno la stessa efficacia e la stessa efficienza ovunque: il Sud ha un vantaggio competitivo». La Gigafactory del Sud è una via obbligata per centrare gli obiettivi di produzione di 70 GW al 2030 e un progetto strategico di hub energetico euromediterraneo dovrebbe prevedere anche di installare grandi capacità di produzione di energie rinnovabili nel Nord Africa, collegata da accordi e adeguate infrastrutture al Mezzogiorno italiano.

Anna Giunta (Roma Tre) ha insitito sulle leve decisive digitalizzazione e internazionalizzazione delle imprese del Sud, soprattutto del tessuto di Pmi non raggiunto da Industria 4.0. Bene la ripartenza dell’export, ma senza dimenticare che «il 6,5% fa il 75% dell’export totale». Luca Bianchi (Svimez) vede il fattore innovativo del Pnrr nel fatto che per la prima volta politiche di sviluppo e di coesione marciano unite in un programma unico. «Il Pnrr dovrà essere valutato - ha detto - anche nella capacità di ridurre il divario territoriale».

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