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Pnrr negli enti locali, al via l’aiuto centrale contro il rischio ritardi

Parte ad aprile la piattaforma di aiuto su bandi, progetti, fondi e rendicontazione. Il ministro Brunetta: «Oltre 550 esperti per tutte le discipline»

di Gianni Trovati

Osservatorio Pnrr: ecco i bandi in scadenza dei Comuni

4' di lettura

L’ultimo avvertimento è stato lanciato giusto mercoledì 30 marzo dalla Corte dei conti. Fin qui l’attuazione del Pnrr sta procedendo «senza particolari ritardi», hanno riconosciuto i magistrati contabili nella relazione che avvia l’attività di controllo sul Piano. Ma la creazione delle strutture tecniche di coordinamento nelle singole amministrazioni si sta rivelando «più lenta di quanto auspicabile». Questo problema, generalizzato, diventa particolarmente critico in comuni, città metropolitane, province e regioni del Mezzogiorno, chiamate ad affrontare le scadenze a ripetizione dei bandi con gli uffici desertificati dalla crisi dei conti.

Dalle circolari ai fatti

L’allarme suona forte e chiaro nelle stanze del governo. Che infatti ha passato gli ultimi mesi a definire il quadro normativo prima e regolamentare poi per costruire un’architettura centrale di supporto agli enti locali in difficoltà. Scritte leggi e circolari, ora si tratta di passare ai fatti. E lo strumento, figlio di un’alleanza con Cassa depositi e prestiti, Invitalia e Mediocredito centrale, è una piattaforma di servizi («Capacity Italy», nell’inevitabile inglese del Pnrr) per sostenere dal centro gli enti locali.

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Al via la piattaforma

La piattaforma è stata presentata mercoledì mattina a Bruxelles al commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni dal ministro per la Pa Renato Brunetta. «È dal 2011 che la commissione ci invita a rafforzare la nostra capacità amministrativa nelle Raccomandazioni specifiche del semestre europeo – ha ricordato Brunetta -. Ora la piattaforma metterà a disposizione dei soggetti attuatori del Pnrr un network di oltre 550 esperti in tutte le discipline chiave per sostenere la partecipazione attiva degli enti, dai bandi alla fase esecutiva, fino alla rendicontazione». Su questa leva il governo punta anche per placare i dubbi dei tecnici comunitari in questi giorni a Roma per la missione di verifica che si concluderà domani sull’attuazione del Pnrr italiano. Nel pomeriggio la Piattaforma è stata presentata agli enti in conferenza Unificata, con l’obiettivo di «stimolare un confronto continuo e costruttivo» con le amministrazioni, come ha sottolineato la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini.

I numeri in gioco

Proprio per queste ragioni, la Piattaforma ha tempi serrati e impostazione pratica. In queste settimane è stato condotto il censimento degli interventi Pnrr che nell’attuazione toccano agli enti locali. Nel complesso del Recovery gli interventi «a regia», quelli divisi fra una platea ampia di soggetti attuatori, valgono 84 miliardi di euro, cioè poco meno del 38% dei 222 miliardi mossi da Piano comunitario e Piano complementare italiano. La somma è distribuita su 65 misure, e di queste 27 sono già oggetto di collaborazione fra Cdp e Invitalia da un lato e gli enti territoriali dall’altro. I fondi ancora da ripartire cumulano circa 34 miliardi, 10 da distribuire con bandi e 24 da assegnare direttamente. Il lavoro di analisi in corso identifica per ogni misura il deficit di servizio da colmare con l’aiuto centrale e il responsabile delle attività di supporto. Su questa base viene strutturato il Portale, che sarà attivato ad aprile sul sito governativo del Pnrr (Italia Domani) e affiancato da uno o più numeri verdi. Per fare cosa?

Doppio livello

La questione, appunto, è pratica. Il sostegno è differenziato in base alle fasi di ogni misura. Nella tappa d’avvio il sistema affianca le amministrazioni centrali nella promozione di bandi ed avvisi e cura la presentazione delle proposte da parte dei soggetti attuatori; quando si passa alla selezione degli interventi, aiuta gli enti locali nella definizione degli atti amministrativi, nella gestione dei fondi e nelle attività di segreteria tecnica. Nella realizzazione arriva fino all’assistenza nel project management e nel coordinamento, alla predisposizione di documentazione standard e allo svolgimento del ruolo di centrale di committenza, puntando in sostanza ad affiancare tutto il processo di attivazione del circuito finanziario, controllo e rendicontazione.

I livelli di assistenza sono due, modulati in base alle esigenze. Per quelle generali è previsto un catalogo di servizi standard che riguardano modulistica, attività di comunicazione, faq e call center (con risposta diretta per le domande immediate e presa in carico delle questioni più articolate). Per i problemi specifici entra invece in campo un aiuto su misura, rivolto a Pa centrali, regioni e grandi comuni che operano su misure a gestione diretta, con affiancamento a progettisti, responsabili unici e stazioni appaltanti.

L’urgenza è dettata anche dal passo lento con cui procedono alcuni filoni del reclutamento straordinario per il Pnrr. Il «concorso Sud» che doveva portare 2.800 esperti negli enti meridionali si è concluso con 801 vincitori, ma 182 (il 22%) ha rinunciato e ora è in fase di svolgimento il concorso-bis per 2.022 posti. Una serie di rinunce ha complicato anche il cammino del concorso per 500 esperti nelle amministrazioni centrali, come ha ricordato il ministro dell’Economia Daniele Franco in Parlamento. Molto più rapida l’individuazione dei mille professionisti per affiancare gli enti locali: risolta in poche settimane a fine 2021 anche grazie a compensi decisamente più attraenti di quelli che la Pa può offrire per i contratti a tempo determinato.

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