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Giorgetti: centreremo gli obiettivi di fine anno. Gentiloni: collaboriamo per risolvere strozzature

Il ministro dell’Economia all’evento annuale sul piano europeo: lavoriamo per poter presentare a Bruxelles la terza richiesta di pagamento entro dicembre

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4' di lettura

«In questi giorni stiamo lavorando intensamente per conseguire i 55 obiettivi del II semestre 2022, per poter presentare a Bruxelles la terza richiesta di pagamento entro la fine di dicembre prossimo. Siamo già a buon punto e centreremo sicuramente anche questo traguardo». Lo ha affermato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, all’Evento annuale Pnrr organizzato dalla Guardia di Finanza. E il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto aggiunge: serve «visione» per assicurare «l’obiettivo immediato del 31 dicembre», perché «non possiamo permetterci di non centrare questo risultato». Gli esperti Ue avvertono: l’Italia faccia le riforme sull’energia ma si dicono ottimisti sul fatto che la terza richiesta «possa essere portata a termine in tempo».

Gentiloni: missione Ue ha visto impegno straordinario

Da parte sua il commissario all’Economia Paolo Gentiloni ha sottolineato che «fin qui il nostro Paese ha dimostrato grande capacità di mantenere gli impegni, penso che dobbiamo dare atto al governo precedente di aver lavorato bene. Il Governo attuale sta lavorando altrettanto bene: la missione della Commissione ha verificato in questi due giorni il livello di impegno straordinario che c’è da parte di tutte le nostre amministrazioni».

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«I servizi della Commissione sono non solo disponibile, ma pronti continuamente a collaborare per risolvere queste difficoltà, strozzature, singoli progetti che incontrano problemi concreti» ha detto Gentiloni. «Questa collaborazione che è in corso sarà fondamentale per rendere l’attuazione del piano possibile in tutti i suoi aspetti, per vedere quello che c’è da correggere e per farlo mentre si lavora per attuare gli impegni presi», aggiunge il commissario europeo.

«I servizi della Commissione sono non solo disponibile, ma pronti continuamente a collaborare per risolvere queste difficoltà, strozzature, singoli progetti che incontrano problemi concreti» ha affermato il commissario europeo all’Economia. «Questa collaborazione che è in corso sarà fondamentale per rendere l’attuazione del piano possibile in tutti i suoi aspetti, per vedere quello che c’è da correggere e per farlo mentre si lavora per attuare gli impegni presi», ha aggiunto Gentiloni.

Giorgetti: non solo investimenti ma ambiziose riforme

Attraverso il Pnrr, ha detto il ministro dell’Economia, «stiamo investendo su nuove politiche volte a incoraggiare la transizione ecologica e la trasformazione digitale; su nuovi servizi per migliorare il mercato del lavoro e creare nuove occasioni per lavoratrici, lavoratori ed imprese; su nuovi paradigmi di istruzione e formazione; sul potenziamento della ricerca, il rafforzamento dell'assetto infrastrutturale nel settore del trasporto ferroviario. Ma non si tratta solo di investire risorse finanziarie. Uno dei principi guida del Piano è che nessuna strategia d’investimento può esprimere da sola tutto il suo potenziale, se non è integrata da ambiziose riforme strutturali». Il Pnrr dell'Italia, ha sottolineato, «include fondamentali riforme di carattere trasversale (Giustizia e Pa, nuovo codice Appalti, legge sulla Concorrenza) e settoriali, come lavoro sommerso, disabilità, trasporti pubblici locali. Si tratta di riforme molto importanti che dovrebbero incidere su produttività e competitività del sistema Italia nel medio e lungo termine», ha concluso.

Fitto: non possiamo mancare gli obiettivi di dicembre

Il ministro degli Affari europei Raffaele Fitto ha assicurato che sugli obiettivi di dicembre «l’intero governo è impegnato, dalla cabina di regia a singoli ministeri» ma «la nostra proiezione è al 2026». E per quello «la lettura del programma» del Pnrr «ci indica la necessità di una valutazione ambito per ambito», per comprendere dove, «per ragioni oggettive» visto che è stato scritto prima della guerra, ci sono “difficoltà” dovute ad esempio ai costi di energia e materie prime. Il lavoro del Governo sul Pnrr si inserisce «in un sistema complesso che necessita di un forte processo di semplificazione per migliorare la qualità della spesa e anche la sua efficacia». Per Fitto bisogna mettere in campo una «costante collaborazione» tra istituzioni nazionali e locali, per «raggiungere degli obiettivi», anche quelli di una «semplificazione necessaria e indispensabile».

Task force Ue: Italia faccia riforme sull’energia

«Il Recovery non è solo investimenti ma anche riforme. Ci aspettiamo che l’Italia le faccia. So che per il Paese è difficile avere autorizzazioni ad esempio per il solare, le procedure richiedono molto tempo e se ti serve molto tempo per averle c’è il rischio che i progetti non si materializzeranno in tempo. Quindi serve che l’Italia pensi alle riforme sull’energia”: lo ha detto il capo della task force del Recovery plan, Eric von Breska, parlando dei fondi del Repower Eu all’evento sul Pnrr. Anche «gli investimenti sulle rinnovabili sono essenziali», ha aggiunto. Inoltre «i fondi di Repower Eu si possono utilizzare dal 2023 al 2026, non ci sarà un’estensione». Quindi il Governo italiano deve «pensare a progetti maturi, già disegnati, perché se non sono pronti e non si riesce a farli, li perdete».

Ma Declan Costello, vice capo della task force Ue, ha detto: «Questa settimana siamo qui per la terza richiesta di fondi. Torneremo a Bruxelles incoraggiati perché si stanno facendo progressi, siamo abbastanza ottimisti che la terza richiesta possa essere portata a termine in tempo». E ha avvertito: «La Commissione Ue è pronta a guardare con attenzione ad adeguamenti» dei costi «se necessari, su specifici progetti. Ma stiamo parlando di soltanto di investimenti. Non si può tornare indietro e ridurre l’ambizione delle riforme».

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